Una storia fantastica, quasi una favola. Da questi presupposti è partito il talk – ma si può benissimo parlare di lectio magistralis – del prof. Gino Mirocle Crisci, geologo ed ex rettore dell’Università della Calabria.
Un’ora e mezza di straordinarie avventure geologiche come in un racconto fantasy, ma che narra il
Dopo questo bonario e propositivo “rimprovero”, teso a stimolare la conoscenza di una terra davvero unica, Crisci ha iniziato un excursus straordinario sull’evoluzione e le trasformazioni che i continenti hanno subito in milioni di anni, perché, ha chiarito senza mezzi termini che “I tempi geologici, non sono come le unità di misura con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Un anno geologico non equivale ad un anno solare e quindi non si stima con la stessa scansione del tempo”.
Spiegazioni semplici, grande capacità di sintesi, con una dialettica ancora brillante ed efficace che ha tenuto incollati i presenti attraverso la narrazione della convergenza e divergenza dell’Eurasia e del Gondwana che hanno dato origine ai vari continenti.
L’intervista
“Attraverso movimenti successivi verificatisi in milioni di anni – ha detto Crisci – la Calabria ha trovato posto solo dopo la formazione degli Appennini, rappresentando uno degli ultimi margini rimasti della “tetide”- ovvero l’antico oceano – analogo a quello delle Alpi. In questo modo la nostra terra rappresenta tutti i movimenti convergenti e divergenti delle placche che hanno subito numerose modifiche nel corso del tempo (milioni di anni) fino ad arrivare all’attuale conformazione: la Calabria rappresenta la cronostoria di tutto il mondo, in quanto in essa è presente l’intera successione stratigrafica che rappresenta tutti i passaggi avvenuti: per questo è da considerare un unicum geologico”.
E poi ancora sul Reventino, caso geologico particolare: “In questo contesto, la formazione del Reventino diventa logica, poiché in esso è possibile appunto vedere le successioni di fondo oceanico (le ofioliti, gli scisti verdi), cioè le successioni che formavano la crosta oceanica al di sotto di quello che era rimasto della Tetide”.
Il viaggio di Crisci è proseguito, poi, su alcuni fenomeni particolari, presenti solo in Calabria, come quello “erosivo determinato dalle fiumare, esempio fluviale unico non solo in Italia e che contribuiscono in modo significativo all’innalzamento degli orogeni, particolarmente accentuato nelle Serre vibonesi (circa 2 cm all’anno ndr) che, in un periodo geologicamente relativamente breve, può portare a reali stravolgimenti del nostro territorio”.
E, infine, un focus sui geositi. “Ad esempio la Cava del Turrino a Curinga, che si estende fino al reggino. Un fenomeno raro di successioni stratigrafiche che si trova solo in altri 5 siti al mondo, ma noi calabresi – altra piccola tirata d’orecchie – da queste rocce ricaviamo il brecciolino per le linee ferroviarie”.
Nella nostra intervista, qui contenuta, abbiamo toccato altre tematiche, tra cui quella legata ai fenomeni tellurici che hanno segnato profondamente e indelebilmente la storia della Calabria.

