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Intervista a Don Patricello: “Sono solo un prete che annuncia Gesù su un territorio bistrattato”

L’intervista a Don Maurizio

Il racconto di un’esperienza vissuta intensamente e quotidianamente. La sua lotta alla Camorra e al malaffare di quel pezzo di Sud, a Caivano, uno dei quartieri di Napoli tristemente noto fino a qualche anno fa come la piazza di spaccio più grande d’Europa e, più ampiamente su tutto quel territorio, tra le provincie di Napoli e Caserta, ormai noto a tutto il mondo come Terra dei Fuochi. Un prete che vive ormai sotto scorta e che combatte ogni giorno le organizzazioni criminali che hanno nello smaltimento dei rifiuti il loro “core business”. Affari sporchi che hanno ucciso e, purtroppo, continuano ad uccidere tante persone a causa delle esalazioni tossiche dei continui incendi appiccati ai cumuli di spazzatura presenti nelle discariche abusive, che producono le caratteristiche ed enormi colonne di fumo di diossina e altri gas nocivi.

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Lui è Don Maurizio Patricello ed ha incontrato la comunità di Soveria Mannelli proprio la scorsa settimana e, in particolare, al mattino del 13 marzo scorso, gli studenti dell’Istituto Superiore “L. Costanzo” di Decollatura nella sala conferenze del Santuario Madonna di Fatima. Un incontro intenso e vero che, come ha detto lo stesso parroco che ha tenuto a sottolineare l’essere “solo un semplice sacerdote che cerca di servire Dio nella missione che gli ha affidato”.

Lo abbiamo incontrato a margine della sua catechesi con i ragazzi del Reventino e dopo essersi cimentato in provetto agricoltore e aver impiantato un mandorlo come simbolo di speranza e di rinascita, senza giri di parole, si è raccontato e ci ha raccontato l’essenza della fede e l’umiltà dell’uomo prima ancora che del religioso.

 

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