Penultima settimana di luglio. Giornata torrida. Siamo a Montepaone Lido, ospiti del Principe Fulco Ruffo di Calabria per una video-intervista esclusiva realizzata presso il resort Estella.
La famiglia Ruffo di Calabria è una delle casate più antiche e prestigiose della nobiltà italiana, già annoverata tra le sette grandi famiglie del Regno di Napoli. Un nome che riecheggia nella storia europea: basti ricordare che Paola Ruffo di Calabria, figlia dell’eroe di guerra Fulco senior, è stata Regina del Belgio, consorte del sovrano Alberto II.
Sulle origini della casata gli storici dibattono da secoli, tra ipotesi normanne e romane; certo è che i Ruffo erano già una realtà importante in Calabria prima dell’anno Mille. La loro ascesa iniziò con Pietro I, Conte di Catanzaro, che al seguito di Federico II ricoprì ruoli di altissimo prestigio: giustiziere, gran maresciallo del Regno di Sicilia e balio del giovane Corrado.
I segni della loro grandezza sono tuttora visibili nei castelli e nei palazzi di pregio disseminati tra Calabria e Campania, molti dei quali ancora visitabili.
Il progetto: intitolare l’aeroporto di Lamezia a Fulco Ruffo di Calabria
Il motivo dell’incontro concesso in esclusiva alla nostra testata ilReventino riguarda una proposta destinata a far discutere: intitolare l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme all’eroe dell’aviazione Capitano Fulco Ruffo di Calabria, nonno dell’attuale Principe.
Come è tradizione in Italia, molti aeroporti sono dedicati a figure eroiche dell’aeronautica: basti pensare a quello di Reggio Calabria, intitolato a Tito Minniti, medaglia d’oro al valor militare.
Fulco Ruffo di Calabria (1884-1946), XVIII conte di Sinopoli, fu uno dei più grandi assi del Servizio Aeronautico del Regio Esercito durante la Prima Guerra Mondiale. Conquistò 20 vittorie aeree e venne insignito di una Medaglia d’Oro al Valor Militare, due d’argento, quattro di bronzo e numerose onorificenze italiane e straniere.
Dal 2024 il Principe Fulco promuove attivamente questa iniziativa, sostenuta anche da reti Mediaset e giornalisti come Paolo Mieli e Barbara Palombelli. Ha già incontrato figure istituzionali di rilievo: il presidente dell’ENAC Pierluigi Di Palma, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso e il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita. È in programma anche un incontro con il sindaco di Lamezia Terme.
L’obiettivo non è semplice, anche per via delle note rivalità territoriali: ancora si ricorda la polemica esplosa quando il sindaco di Catanzaro fece collocare un grande cartello “Benvenuti a Catanzaro” a pochi metri dall’aeroporto, irritando la comunità lametina.
Va ricordato che l’ultima parola sulla denominazione degli aeroporti spetta all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). È infatti l’ENAC a pubblicare il nome ufficiale nel documento AIP (Aeronautical Information Publication), che diventa così riconosciuto a livello internazionale.
L’intervista: emozioni calabresi
La video-intervista, condotta dal bravo Alessandro Cosentini, si è svolta sul prato (vero!) del campo di calcetto del residence Estella, all’ombra di un maestoso pino marittimo.
Prima delle riprese abbiamo conversato a lungo con il Principe, che ha condiviso ricordi e sensazioni legate ai suoi frequenti soggiorni in Calabria. Ha parlato con emozione di Catanzaro e Scilla, luoghi a cui è particolarmente legato. A Scilla, racconta, ha ricevuto grande affetto dagli abitanti, che ancora oggi vedono nella sua famiglia una parte della storia del territorio.
Negli ultimi anni i suoi viaggi in Calabria si sono intensificati: “Arrivo anche dieci volte l’anno, ci confessa, per seguire da vicino gli incontri istituzionali legati alla mia proposta.”
Appassionato d’arte, già ventenne rimase affascinato da un busto di San Pietro, probabilmente della scuola del Bernini, conservato nella chiesa di San Rocco a Scilla.
Un legame che continua
Nella nostra intervista abbiamo anche ripercorso la storia dei Ruffo di Calabria: da Pietro, primo conte di Catanzaro, fino al celebre Cardinale Fabrizio Ruffo, protagonista della cacciata dei Francesi dal Regno di Napoli, (sostenuto anche da tanti combattenti calabresi provenienti da Conflenti, Soveria, Scigliano, Motta Santa Lucia e Martirano – ndr).
Un legame secolare tra una famiglia e una terra, che oggi il Principe Fulco desidera rinsaldare con un gesto simbolico: dare all’aeroporto di Lamezia un nome che parli di eroismo e di Calabria.

