Sabato 18 e domenica 19 luglio si è svolta la 20ª edizione del Motoraduno della Città di Feroleto Antico (CZ), organizzata dal Motoclub Feroletum. Tra le numerose tappe del Reventino che hanno conquistato i partecipanti spiccano le visite alla prestigiosa Casa Museo di Dalida e al rinomato Museo della Civiltà Contadina e Artigiana di Serrastretta, autentico viaggio nelle radici artistiche e culturali del territorio. Successivamente i motociclisti hanno raggiunto una delle tappe più affascinanti dell’itinerario: la piccola località montana di Forestella. Per la prima volta nella storia della manifestazione, infatti, il borgo è stato inserito nel percorso del Motoraduno. Ad attirare i motociclisti tra le montagne e i fitti boschi della zona sono state due delle sue più importanti testimonianze storiche e naturalistiche: la Petra Cupa e il Casino di Caccia dei D’Aquino.
La Petra Cupa, così chiamata perché scavata e quindi cava al suo interno, è un complesso roccioso dalla caratteristica conformazione a dolmen. Ancora oggi sono numerose le ipotesi sul suo utilizzo in epoca antica, mentre appare ormai consolidato, almeno dal punto di vista antropologico, il legame con la vicina Pietra di Scifo, importante sito archeologico del territorio. La presenza di abbondanti sorgenti d’acqua e la posizione particolarmente riparata ne fecero, nel corso dei secoli, un rifugio strategico per le bande di briganti, utilizzato come punto di appoggio rispetto alla vicina Pietra di Sant’Aloi, in località Scarpelli.
Nel cuore di Forestella sorge il Casino di Caccia dei D’Aquino, edificato nel XVII secolo dalla famiglia Caracciolo e successivamente passato ai principi D’Aquino e, in seguito, alla famiglia Torcia di Feroleto Antico. Furono proprio questi ultimi a restaurarlo e a trasformarlo nella loro residenza estiva. Dopo essere appartenuto anche alla famiglia Comas, l’edificio è stato infine acquistato dagli abitanti di Forestella, che ne hanno restituito valore e appartenenza alla comunità. Dal punto di vista architettonico, la caratteristica pianta a “U”, espressione del gusto dell’epoca, offriva un’ampia vista panoramica sulla vallata di Pianopoli e Feroleto Antico, fino a permettere, nelle giornate più limpide, di scorgere entrambi i mari, Ionio e Tirreno. Ancora oggi il Casino rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia e della cultura del Reventino.
A narrare le memorie e le leggende di questi siti sono stati, nel pomeriggio di sabato 18 luglio, Giuseppe Antonio Bagnato e Pina Cerchiaro, autori, tra l’altro, del volume I Solchi del Tempo, dedicato proprio alle ricerche su questi luoghi. Al centro del loro intervento, particolarmente apprezzato dai motociclisti, vi è stata l’importanza della memoria storica e dell’identità territoriale. In segno di riconoscenza, gli organizzatori hanno consegnato ai due relatori una speciale targa commemorativa. La giornata si è poi conclusa con l’accoglienza riservata dagli abitanti di Forestella, che hanno ricevuto gli ospiti con canti, balli e i sapori della tradizione locale, offrendo un esempio autentico di ospitalità e di forte senso di appartenenza. In rappresentanza del Comune di Serrastretta, il sindaco Mario Cianflone ha ricevuto una targa d’onore e, nel suo intervento, ha ribadito il valore della conoscenza, della tutela e della valorizzazione del patrimonio. La scelta di ricevere il riconoscimento proprio a Forestella ha voluto rappresentare un segnale concreto di vicinanza istituzionale a una delle aree più significative del comune sotto il profilo storico, culturale e identitario.
Si conclude così la 20ª edizione del Motoraduno della Città di Feroleto Antico, ma il passaggio a Forestella resterà molto più di una semplice tappa. Per un giorno, una piccola comunità montana ha ritrovato, negli occhi di chi arrivava da lontano, il valore della propria storia e delle proprie radici. Tra antiche pietre, boschi secolari e racconti tramandati di generazione in generazione, il tempo è sembrato rallentare, restituendo voce a un patrimonio che rischia troppo spesso di rimanere in silenzio. Per gli abitanti di Forestella quella giornata non sarà soltanto il ricordo di una festa, ma la consapevolezza che la memoria, quando incontra il desiderio di conoscerla e condividerla, continua a vivere. Perché sono proprio i luoghi più piccoli, talvolta, a custodire le storie più grandi.

