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Il consigliere regionale Pd Ernesto Alecci visita ospedale del Reventino

Nei giorni scorsi, l’ospedale del Reventino a Soveria Mannelli ha ricevuto la visita del capogruppo del Partito democratico al Consiglio Regionale Ernesto Alecci, accompagnato dal sindaco Michele Chiodo, dalla vicesindaco Antonella Pascuzzi e del presidente del comitato pro-ospedale Alessandro Sirianni.

La piccola delegazione ha spiegato al capogruppo Pd le potenzialità di questa struttura ospedaliera, ma anche la parabola discendente che l’ha interessata nell’ultimo quarto di secolo. Infatti, dalla sua nascita a metà degli anni Settanta e fino ai primi anni del nuovo secolo, questo ospedale era considerato un’eccellenza della sanità regionale.

A causa del debito mostruoso in ambito sanitario, con i vari commissariamenti che si sono succeduti nel tempo e i relativi piani di rientro, si è poi abbattuta la scure dei tagli che hanno riguardato soprattutto le piccole realtà come quella di Soveria, concentrando la spesa sui grandi ospedali delle città.

Dopo aver constatato le condizioni attuali dell’ospedale, con un solo reparto attivo e con un Pronto Soccorso che ha al momento operativi un solo medico e un solo infermiere, con i conseguenti rischi in caso di emergenze contemporanee, Alecci ha anche interloquito con il presidente del comitato pro-ospedale Sirianni, che fa parte del coordinamento del comitato “La Cura”, un’organizzazione che ha avuto il merito di riunire i comitati dei quattro ospedali di montagna calabresi: oltre a Soveria Mannelli, Acri, San Giovanni in Fiore e Serra San Bruno.

Il consigliere regionale Alecci ha assicurato l’appoggio suo e del suo gruppo in Consiglio Regionale alla proposta di Legge di iniziativa popolare da poco presentata e per la quale sono state raccolte quasi 13mila firme a fronte delle sole 5mila necessarie.

La proposta, molto ben articolata e razionale, propone una rivalutazione dei quattro ospedali di montagna e soprattutto una loro collocazione in un’Azienda ospedaliera ad hoc, che esuli da quelle provinciali, che hanno altre necessità e richiedono altre modalità di gestione.

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In tal modo, i quattro ospedali di montagna calabresi potrebbero avere una gestione amministrativa e operativa specifica, che tenga conto delle reali esigenze di queste strutture e della popolazione che vi gravita attorno.

Per la sua approvazione ci sarà però bisogno dell’appoggio di tutto il Consiglio Regionale, che dovrebbe rendersi conto della peculiarità delle aree interne e montane calabresi e di quanto il problema sanitario possa incidere sulle cause del loro progressivo spopolamento.

Raffaele Cardamone

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