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Giornate FAI d’Autunno e numerose iniziative per un mese dedicato alla cura e alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese

75 Beni salvati e recuperati, di cui 60 aperti regolarmente al pubblico – visitati nel 2025 da 1 milione e 200mila persone – e 15 attualmente in restauro, migliaia di altri luoghi valorizzati in iniziative e progetti locali e nazionali, oltre 320.000 iscritti, più di 18.000 volontari in tutta Italia, per un’unica missione: prendersi cura del patrimonio storico, artistico e paesaggistico del nostro Paese. È l’obiettivo del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS fin dal 1975, quando Giulia Maria Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli hanno dato vita alla Fondazione per salvare luoghi dimenticati o trascurati ma meritevoli di essere mantenuti, aprendoli al pubblico e rendendoli fruibili, vissuti, curati.

 

Una missione che svolge quotidianamente a fianco delle istituzioni, con i cittadini e per il Paese, e che si invera nella cura e nella salvaguardia di luoghi speciali, dai castelli alle ville, dai parchi alle abbazie, passando per vallate alpine, baie marine ed edifici rurali e industriali, per un totale di oltre 85.000 mq di edifici storici tutelati e più di 8,6 milioni di mq di paesaggio protetto. Un impegno concreto e minuzioso, che ha visto il FAI, dal 1975 al 2025, raccogliere e investire in restauri a servizio della collettività complessivamente oltre 159 milioni di euro.

Nel 2026 la Fondazione ha seguito complessivamente 150 cantieri e progetti, nei quali è coinvolta una squadra interna di oltre 20 architetti specializzati, parte dello staff della Fondazione che conta più di 350 persone. L’impegno del FAI per il patrimonio genera inoltre un importante indotto sui territori in cui opera, collaborando con oltre 150 fornitori molto diversi per dimensione e specializzazione, dalle grandi imprese, anche internazionali, fino alle piccole aziende e agli artigiani locali altamente specializzati; una rete estremamente diversificata, in cui trovano spazio competenze tecniche e mestieri profondamente radicati nei territori, spesso espressione dell’eccellenza del Made in Italy. A questa rete si affiancano infine nella progettazione e nella realizzazione degli interventi circa 200 consulenti, tra geologi, archeologi, agronomi e altri professionisti.

 

“Per il 2026 prevediamo di investire oltre 12 milioni di euro in restauri, manutenzioni straordinarie e interventi di valorizzazione dei nostri Beni, quasi il triplo rispetto a quattro anni fa; a questi si aggiungono circa 20 milioni solo per la gestione ordinaria. Inoltre, per il 2027 prevediamo di stanziare circa 1,5 milioni di euro, pari al 12% del nostro budget complessivo degli investimenti in restauri, per interventi direttamente legati alla transizione ecologica: dalla decarbonizzazione all’adattamento ai cambiamenti climatici, e dalla gestione sostenibile delle risorse idriche alla tutela e al ripristino della biodiversità”

conclude Davide Usai, Direttore Generale FAI.

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Proprio perché costituiti da un delicato connubio tra edifici storici, giardini, parchi e aree naturali, i Beni del FAI sono oggi particolarmente esposti agli effetti del cambiamento climatico. Ogni anno la Fondazione destina risorse crescenti non solo al ripristino dei danni causati dagli eventi meteorologici estremi, ma anche a interventi mirati a rafforzare la capacità di adattamento. L’ultimo episodio risale a sole due settimane fa, quando una violenta tempesta ha colpito il Giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi ad Agrigento, causando gravi danni.

 

Per poter continuare a perseguire i suoi importanti obiettivi la Fondazione lancia – attraverso la grande campagna nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi “Ottobre del FAI”, appena partita – un nuovo appello affinché sempre più persone partecipino attivamente alla tutela e alla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio di storia, arte e natura, sostenendo i progetti e le attività portate avanti dal FAI.  Non a caso, lo slogan dell’Ottobre del FAI è “Il FAI siamo voi”, perché ogni risultato ottenuto dalla Fondazione in termini di tutela e valorizzazione è frutto del contributo dei cittadini, che possono fare e fanno la differenza a un cambiamento, a seconda delle proprie possibilità, anche con piccoli gesti; e perché ogni risultato conseguito dal FAI viene poi messo a disposizione dell’intera collettività e del Paese.

Il mese di ottobre ha da sempre un’importanza strategica per la Fondazione, soprattutto grazie alle Giornate FAI d’Autunno, l’atteso evento di piazza autunnale, quest’anno giunto alla 15a edizione e previsto sabato 10 e domenica 11 ottobre, dedicato alla scoperta dei tantissimi e multiformi tesori che si celano, inaspettati e stupefacenti, in ogni angolo del nostro Paese.

 

Durante l’Ottobre del FAI sarà possibile sostenere la Fondazione e contribuire alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale in tanti modi:

 

Gli iscritti al FAI e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potranno beneficiare degli ingressi prioritari in tutti i luoghi aperti e di visite e aperture riservate in molte città e altre opportunità e iniziative speciali.

Dal 5 ottobre al 2 novembre in tutti gli ipermercati Iper La grande i, i supermercati UNES e gli store il Viaggiator Goloso, sarà possibile aggiungere 1, 2 o 5 euro alla spesa. In particolare, per chi sceglie di donare 5 euro, in cambio la FAI Donor Card, valida come ingresso omaggio in un Bene FAI su tutto il territorio nazionale.

 

Infine, dal 5 all’11 ottobre, la Rai, in collaborazione con il FAI, dedicherà al patrimonio culturale italiano una settimana di sensibilizzazione declinata su tutti i mezzi e per tutti i target, in linea con la missione del Servizio Pubblico.

 

Per ulteriori informazioni: www.ottobredelfai.it – www.giornatefai.it – www.fondoambiente

 

 

Tutti i beni in Calabria sono visitabili su: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=CALABRIA

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