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Il geologo soveritano Edoardo Peronace, in diretta su Tgcom24 per parlare del sisma in Centro Italia

edoardo-peronace-a-tgcom24Ieri (3 novembre 2016), in prima serata, la rete televisiva “all news” Tgcom24 si è collegata in diretta telefonica con un esperto per parlare, in una lunga intervista, della sequenza sismica che sta tuttora colpendo duramente l’Italia Centrale.

Nulla di strano fino a questo punto, visto che è qualcosa che ormai avviene quasi quotidianamente da circa due mesi, cioè da quando lo sciame sismico ha avuto inizio con il disastroso terremoto di Amatrice e dintorni.

Solo che, in questo caso, a essere consultato dalla tv in qualità di esperto c’era Edoardo Peronace, un giovane di Soveria Mannelli seppure trapiantato a Roma, geologo e ricercatore del CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, nella speciale sezione IGAG (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria), impegnato dallo scorso mese di agosto nello studio dei fenomeni tellurici in Centro Italia e nel costante monitoraggio delle condizioni geologiche dei territori interessati dal sisma.

Edoardo Peronace ha spiegato con la competenza di “addetto ai lavori”, ma con parole semplici e comprensibili a tutti i telespettatori, le problematiche legate alla frattura di superficie prodotta dal terremoto sul monte Vettore e gli altri adiacenti, come espressione diretta della faglia che ha provocato e continua a provocare i terremoti in Centro Italia.

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Ma la considerazione di cui gode nel suo ambiente il giovane geologo Edoardo Peronace induce anche a una riflessione su come tante nostre eccellenze siano costrette a esprimersi altrove, fuori da questo contesto territoriale che si sta spopolando sempre più a causa della mancanza di adeguate occasione di lavoro e di concrete prospettive di sviluppo, insomma a diventare “cervelli in fuga” come vengono definite oggi le intelligenze di cui in qualche modo ci priviamo anche perché – troppo spesso – non siamo in grado di valorizzare il merito.

Ciò detto, Edoardo Peronace non può che rendere orgogliosa tutta la nostra comunità per la sua opera e il suo impegno in un settore professionale difficile e anche un po’ avventuroso, sperando prima di tutto che possano essere importanti per le popolazioni colpite dal terremoto e in secondo luogo che possano garantirgli un futuro professionale sempre più radioso.

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