Rogliano – Il futuro delle comunità e il ruolo delle istituzioni locali di fronte ai cambiamenti demografici e sociali sono stati al centro della conferenza stampa, promossa dal Movimento Nazionale per la Fusione dei Piccoli e Medi Comuni d’Italia, svoltasi – come riporta un comunicato pervenuto in redazione – martedì 13 ottobre 2026 alla Tenuta Bocchineri di Rogliano.
Ad accogliere l’incontro, la cordiale ospitalità di Carmelo Altomare, che ha messo a disposizione la suggestiva cornice della Tenuta Bocchineri. Operatori dell’informazione, rappresentanti delle associazioni, esponenti del mondo culturale, imprenditori, amministratori e cittadini hanno contribuito a una riflessione che riguarda da vicino la vita dei territori di questa parte centrale della Calabria, in cui confinano le province di Cosenza e Catanzaro e luogo d’incontro delle aree interne del Savuto e del Reventino.
Il valore della giornata risiede anche in questa partecipazione: esperienze diverse hanno trovato un terreno comune nella volontà di comprendere i cambiamenti in corso e di discutere possibili risposte.
La conferenza stampa è diventata così un’occasione di elaborazione collettiva, nella quale le proposte del Movimento sono state messe in relazione con le esigenze e le aspettative delle comunità.
Ad aprire e introdurre i lavori è stato il coordinatore nazionale del Movimento, Francesco Garofalo. Al centro della presentazione, una prospettiva precisa: passare dalla cultura del confine alla cultura del territorio, concependo le fusioni comunali come infrastrutture istituzionali capaci di rafforzare i servizi, la progettazione e lo sviluppo, salvaguardando le identità locali. È questo il cambio di paradigma proposto dal Dossier. La fusione viene collocata dentro una riflessione più ampia sull’organizzazione delle istituzioni e sulla loro capacità di rispondere ai bisogni delle persone. Il suo significato riguarda la possibilità di costruire amministrazioni dotate di maggiore capacità operativa, di programmare interventi su una scala territoriale adeguata e di sostenere progetti condivisi. La vita quotidiana, del resto, attraversa continuamente i confini comunali. Ci si sposta per studiare, lavorare, curarsi, accedere ai servizi, incontrarsi e partecipare ad attività culturali. Queste relazioni disegnano territori vissuti che spesso comprendono più Comuni e che richiedono una lettura unitaria dei problemi e delle opportunità. Da qui nasce l’esigenza di interrogarsi sull’assetto istituzionale più adatto a governare tali relazioni. Scuola, mobilità, assistenza, manutenzione, tutela del territorio e sviluppo economico richiedono continuità nella programmazione e capacità di coordinamento. Il Dossier propone di affrontare questi temi attraverso un percorso fondato sulla conoscenza, sulla partecipazione e su garanzie concrete per le popolazioni.
Il contributo del professor Luigino Sergio e il valore degli studi preliminari
All’inizio dei lavori è intervenuto da remoto il professor Luigino Sergio, dell’Università del Salento e sindaco di Martignano, autore di diversi studi di fattibilità sulle fusioni comunali. Il suo contributo ha portato nel confronto l’esperienza di un lavoro di analisi essenziale per valutare le prospettive di riorganizzazione degli enti locali. Gli studi di fattibilità consentono di conoscere le condizioni di partenza dei Comuni coinvolti e di verificare quali risultati possa produrre una fusione. Analizzano la situazione demografica, le caratteristiche economiche, l’organizzazione amministrativa, le risorse disponibili e la distribuzione dei servizi. Permettono di individuare possibili benefici, ma anche difficoltà e criticità da affrontare prima di avviare il percorso. La loro importanza riguarda soprattutto la qualità delle decisioni. Un progetto credibile deve chiarire come funzionerà il nuovo ente, quali servizi potranno essere rafforzati, come saranno organizzati gli uffici e in quale modo verrà garantita la presenza pubblica nei diversi centri abitati. Occorre inoltre valutare i costi della transizione, le risorse necessarie e i tempi di attuazione.
Lo studio preliminare offre quindi una base conoscitiva alle amministrazioni e ai cittadini. Consente di discutere su elementi documentati, rendendo più comprensibili le scelte e più verificabili gli obiettivi. È uno strumento per costruire fiducia e accompagnare una partecipazione consapevole.
Un documento che guarda ai giovani
Il Dossier e la Carta dei servizi hanno raccolto attenzione e valutazioni positive da parte della stampa presente. Nel corso del confronto è emersa una considerazione che esprime il senso della proposta: «Uno strumento che parla ai giovani, parla al futuro». Il riferimento alle nuove generazioni richiama una responsabilità concreta. Le scelte istituzionali di oggi incidono sulle opportunità di domani: sulla possibilità di rimanere nei propri territori, di accedere a servizi adeguati, di costruire un’attività, di formare una famiglia e di partecipare alla vita della comunità. Il futuro dei piccoli Comuni richiede perciò una riflessione che tenga insieme demografia, lavoro, servizi e qualità della vita. Lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione sollecitano risposte capaci di durare nel tempo. La proposta del Movimento inserisce la riorganizzazione istituzionale in questo quadro, riconoscendo che la capacità amministrativa costituisce una delle condizioni per sostenere lo sviluppo. Il lavoro presentato è frutto di studio, ricerca, sintesi e formulazione di proposte operative. Le sue novità socioculturali stanno suscitando interesse perché collegano il tema delle fusioni alla vita delle comunità, alla loro capacità di cooperare e alla possibilità di costruire una prospettiva condivisa.
Zone omogenee: riconoscere i legami tra le comunità
Uno dei punti centrali del Dossier riguarda la proposta di agevolare i percorsi di fusione dei Comuni che ricadono in zone omogenee. L’omogeneità territoriale viene individuata attraverso più elementi: continuità geografica, collegamenti e mobilità, relazioni sociali ed economiche, servizi condivisi, dinamiche demografiche e legami storici. Sono fattori che aiutano a comprendere se esistano condizioni concrete per costruire un’organizzazione amministrativa comune. La vicinanza geografica rappresenta un punto di partenza, da approfondire attraverso l’analisi delle relazioni effettive. Occorre osservare come le persone si muovono, quali servizi utilizzano, dove si concentrano le attività e quali esigenze accomunano i diversi centri. Il riconoscimento delle zone omogenee permette così di collegare il progetto istituzionale alla realtà vissuta dalle popolazioni. Il percorso di fusione può acquistare maggiore chiarezza quando nasce da legami già presenti e da bisogni che richiedono risposte comuni. In questo quadro si colloca la proposta di sottoporre alla Regione Calabria una proposta di legge sulle fusioni comunali, affinché il confronto possa tradursi in un’iniziativa istituzionale e in percorsi definiti, sostenuti da conoscenze e garanzie.
La Carta dei servizi e la tutela della prossimità
Alla prospettiva di un’amministrazione più solida si accompagna una questione decisiva: assicurare che i servizi rimangano accessibili alle persone e che ciascuna comunità continui a trovare ascolto e rappresentanza. La Carta dei servizi assume rilievo proprio su questo terreno. Municipi, sportelli decentrati, integrazione tra servizi fisici e digitali e attenzione alle persone più fragili sono strumenti attraverso i quali mantenere una presenza pubblica nei diversi centri abitati. La prossimità riguarda la possibilità di ottenere informazioni, presentare una richiesta, ricevere assistenza e trovare un interlocutore. Per anziani, persone con disabilità e cittadini che incontrano difficoltà negli spostamenti o nell’uso delle tecnologie, queste condizioni incidono direttamente sulla qualità della vita. La credibilità del progetto dipende anche dalla capacità di rendere chiare tali garanzie. La riorganizzazione deve essere comprensibile nei suoi effetti quotidiani: quali uffici saranno disponibili, come si accederà ai servizi, quali forme di partecipazione saranno previste e come verranno considerate le esigenze dei singoli territori. Le identità locali costituiscono una risorsa del percorso. Storia, tradizioni, luoghi e memoria collettiva possono trovare riconoscimento all’interno di una dimensione amministrativa più ampia. Il senso di appartenenza a una comunità può accompagnarsi alla responsabilità verso un territorio condiviso.
Un confronto arricchito da esperienze diverse
La conferenza stampa ha registrato interventi di persone provenienti da ambiti differenti, che hanno portato osservazioni, domande e suggerimenti sui temi affrontati nel documento. Sono intervenuti Eugenio Maria Gallo, uomo di profonda cultura e saggista; Egidio Bruni, presidente della Consulta giovanile del Comune di Rogliano e imprenditore; Ida Paola Cerenzia, componente del Comitato direttivo del Movimento e rappresentante del Gruppo Sviluppo Savuto; Vincenzo Arnone, imprenditore nel settore della torrefazione; Gaspare Stumpo, direttore di Savutoweb e Radio Hit On Air; Rosa Rocchetto, assessore alla Cultura del Comune di Grimaldi; Nello Perri e Giuseppe Gerace, cittadini interessati alle questioni affrontate. Hanno partecipato inoltre i componenti del Direttivo del Movimento Giuseppe Pizzuti, Carmelo Altomare, Michele Turco, Luigi Mauro e Giovanni Laudadio. La pluralità delle presenze ha contribuito al valore dell’incontro. Il confronto tra cultura, imprenditoria, associazionismo, informazione e amministrazione locale ha consentito di mettere il progetto in relazione con sensibilità ed esperienze diverse. Domande e suggerimenti hanno offerto indicazioni utili per approfondire il Dossier e promuoverne la conoscenza.
La nota di Luigi Michele Perri
Un contributo è giunto anche da Luigi Michele Perri, direttore della storica testata giornalistica Radio Gamma e componente del Comitato direttivo del Movimento. Impossibilitato a partecipare alla conferenza stampa, Perri ha fatto pervenire alla presidenza una nota di apprezzamento. Nel messaggio ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa di presentare alla Regione Calabria la proposta di legge sulle fusioni dei Comuni, condividendone l’impostazione e suggerendo di estenderne l’invio ad altre figure istituzionali. Un’indicazione orientata ad ampliare il confronto e a favorire una maggiore attenzione al lavoro del Movimento. Il suo contributo richiama anche un’esperienza significativa della storia dell’informazione locale: la direzione dello storico giornale Rostema, il cui nome nasce dall’acronimo di Comuni limitrofi a Rogliano. L’idea di quell’esperienza editoriale è strettamente legata al giornalista roglianese Salvatore Oddo, scomparso molti anni fa. Ricordarlo in questa occasione significa riconoscere il valore di uno sguardo che aveva saputo abbracciare più comunità, coglierne i legami e dare spazio a una dimensione territoriale condivisa. Quell’eredità culturale e giornalistica acquista oggi rinnovata attualità. Il suo valore si arricchisce nel tempo, offrendo una prospettiva utile anche al dibattito contemporaneo: conoscere le comunità, metterle in relazione e promuovere una partecipazione capace di guardare oltre i confini amministrativi.
Il ruolo dell’informazione del Savuto e del Reventino
Un riconoscimento particolare è stato rivolto ai responsabili delle testate giornalistiche del Savuto e del Reventino, che hanno partecipato e apportato il loro contributo di idee. L’informazione locale svolge un ruolo essenziale in un percorso di questa natura. Aiuta a rendere comprensibili le proposte, dà spazio alle domande dei cittadini e permette di seguire lo sviluppo del confronto. La conoscenza diretta dei luoghi e delle comunità consente inoltre di collegare il dibattito istituzionale ai problemi e alle aspettative della popolazione. Il Movimento ha ringraziato Santino Pascuzzi, direttore de ilReventino; Gaspare Stumpo, direttore di Savutoweb e Radio Hit On Air; Domenico Tucci di Radio Video Flash; L’Eco della Valle, insieme a tutti coloro che hanno contribuito a raccontare e diffondere i contenuti dell’incontro. La partecipazione degli operatori dell’informazione ha arricchito il dialogo e ne ha ampliato la diffusione. Il contributo della stampa accompagna un’esigenza centrale del progetto: fare in modo che i cittadini possano conoscere, approfondire e valutare le proposte.
La diretta integrale e il ringraziamento ai partecipanti
La conferenza stampa è stata ripresa integralmente in diretta da Domenico Tucci, al quale il Movimento ha rivolto un sentito ringraziamento per il prezioso servizio di informazione e divulgazione. La registrazione consente anche a chi non ha potuto essere presente di seguire la successione degli interventi, approfondire i contenuti e conoscere le osservazioni emerse. Conserva inoltre una testimonianza della giornata e offre una base per proseguire la discussione. Un ringraziamento particolare è stato espresso a Carmelo Altomare, per la cordiale ospitalità e per aver accolto l’iniziativa nella Tenuta Bocchineri. La riconoscenza del Movimento si è estesa a tutti i partecipanti, il cui contributo ha dato sostanza e vivacità al confronto.
Una giornata da cui proseguire il cammino
Il significato storico che il Movimento attribuisce alla giornata del 13 ottobre si lega alla presentazione pubblica di un lavoro e alla convergenza di esperienze diverse attorno a una questione comune: il futuro dei territori. Da Rogliano prende forza una proposta che collega l’organizzazione delle istituzioni alla qualità dei servizi, alla partecipazione e alle opportunità delle nuove generazioni. Il percorso richiederà ulteriori approfondimenti, confronto con le popolazioni e interlocuzione con le istituzioni, affinché gli obiettivi possano tradursi in scelte concrete e verificabili. Il Dossier e la Carta dei servizi offrono una base dalla quale continuare questo lavoro. La partecipazione registrata alla Tenuta Bocchineri ne accompagna il cammino, alimentando una discussione che riguarda il modo in cui le comunità possono affrontare insieme i cambiamenti. La domanda consegnata al confronto pubblico resta concreta: quali istituzioni vogliamo costruire per garantire ai nostri territori servizi adeguati, capacità di sviluppo e un futuro nel quale i giovani possano riconoscersi?
Guarda la diretta integrale della conferenza stampa curata da Domenico Tucci clicca QUI (link video pagina Facebook)
Il coordinatore Francesco Garofalo ha ringraziato quanto hanno preso parte all’incontro. “Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato oggi pomeriggio alla conferenza stampa del Movimento Nazionale per la Fusione dei Piccoli e Medi Comuni d’Italia, ospitata nella splendida cornice della Tenuta Bocchineri. Un grazie particolare a Carmelo Altomare per la cordiale ospitalità. Ringraziamo gli operatori dell’informazione presenti: Santino Pascuzzi, direttore de ilReventino; il direttore di Savuto Web e Radio Hit OnAir, Gaspare Stumpo; Domenico Tucci di Radio Video Flash; L’Eco della Valle e tutti coloro che hanno contribuito a raccontare e diffondere i contenuti dell’incontro.
Gli interventi, le domande e i suggerimenti dei partecipanti hanno arricchito il confronto, offrendo spunti preziosi per promuovere il Dossier elaborato dal nostro Movimento. Un lavoro che propone un cambio di paradigma: concepire le fusioni come infrastrutture istituzionali capaci di rafforzare i servizi, la progettazione e lo sviluppo dei territori, salvaguardando le identità delle comunità. In questa prospettiva si inserisce la proposta di agevolare il percorso di fusione dei Comuni che ricadono in zone omogenee.
Condividiamo il link della diretta curata da Domenico Tucci, che ringraziamo per il prezioso servizio di informazione e divulgazione della conferenza stampa.
Grazie a tutti per la partecipazione e per il contributo al confronto!

