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Falerna conquista la Bandiera Blu: cos’è davvero e perché in rete compaiono polemiche

Dopo anni di polemiche, contestazioni e dibattiti sulla qualità delle acque, il Tirreno centrale festeggia un traguardo storico: Falerna conquista per la prima volta la Bandiera Blu, entrando ufficialmente tra le località balneari d’eccellenza insieme ad altre 13 mete calabresi.

Un riconoscimento che segna una svolta per la fascia tirrenica del Lametino e che viene accolto con grande entusiasmo dall’amministrazione comunale.

«Uno storico traguardo», ha dichiarato il sindaco di Falerna, Francesco Stella, sottolineando l’orgoglio di aver raggiunto un obiettivo mai centrato prima lungo questo importante tratto di costa. «Per Falerna significa una svolta turistica fondamentale, più attrattività, più fiducia e più futuro per il nostro territorio», ha affermato il primo cittadino, richiamando anche il progetto di valorizzazione della Riviera dei Tramonti.

Se da un lato la notizia ha acceso entusiasmo e soddisfazione, dall’altro non sono mancate le reazioni più prudenti, insieme a polemiche anche accese. Quello che fa spesso discutere sui social è soprattutto la distanza percepita tra la certificazione e il vissuto reale dei territori. Code, criticità nella raccolta rifiuti, depurazione sotto stress e servizi messi a dura prova durante agosto alimentano ogni estate il confronto pubblico.

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Sui social numerosi cittadini hanno accolto il riconoscimento con orgoglio, mentre altri attendono quella che molti definiscono già “la prova del nove”, il mese di agosto, periodo di massima pressione turistica, quando servizi, depurazione, viabilità e gestione del territorio saranno messi realmente alla prova.

Ma cos’è la Bandiera Blu?

La Bandiera Blu è uno dei riconoscimenti ambientali più prestigiosi assegnati alle località balneari e agli approdi turistici. Ogni anno viene conferita dalla Foundation for Environmental Education (FEE), organizzazione internazionale che valuta qualità ambientale, servizi e sostenibilità dei Comuni candidati.

Contrariamente a quanto si pensa, ottenere la Bandiera Blu non significa semplicemente avere acque limpide o “cristalline”. La qualità del mare rappresenta certamente un requisito imprescindibile, ma costituisce solo uno dei numerosi parametri richiesti.

Per candidarsi, un Comune deve anzitutto dimostrare l’eccellenza delle acque di balneazione attraverso monitoraggi microbiologici e chimici periodici, con particolare attenzione alla presenza di batteri come Escherichia coli ed enterococchi intestinali, indicatori di eventuali contaminazioni o criticità presenti nel sistema fognario. La certificazione attesta, dunque, che le acque risultano costantemente eccellenti per più anni consecutivi, senza episodi significativi di inquinamento o sforamenti dei limiti previsti dalla normativa europea.

Tramonto sul tirreno presso Falerna

A memoria, va rilevato che negli ultimi anni non si ricordano particolari episodi di interdizione alla balneazione che abbiano interessato in modo rilevante il litorale di Falerna, comprese spiagge libere e stabilimenti balneari.

Tra i criteri di valutazione figurano anche:

Negli ultimi anni la Bandiera Blu ha assunto un valore sempre più strategico anche sotto il profilo economico e turistico. Per molte località rappresenta infatti una certificazione di affidabilità ambientale capace di attrarre visitatori, investimenti e valorizzazione del territorio.

Non mancano tuttavia le polemiche. Alcuni osservatori ritengono che il sistema premi soprattutto i Comuni maggiormente strutturati dal punto di vista amministrativo e burocratico, capaci di predisporre dossier tecnici completi e sostenere investimenti costanti.

I Comuni candidati devono infatti aderire al programma della Foundation for Environmental Education sostenendo costi di partecipazione e gestione, oltre alle spese necessarie per:

Dunque, il costo più significativo non riguarda la candidatura in sé, ma il mantenimento degli standard richiesti.

Alla luce del risultato ottenuto, un plauso va all’amministrazione comunale di Falerna, che ha dimostrato capacità organizzativa, di programmazione e lungimiranza nel perseguire un obiettivo così importante per il territorio.

Perché non basta avere una costa bella per natura, bisogna dimostrare di saperla gestire. La vera sfida, adesso, sarà confermare sul campo quanto certificato dal riconoscimento, soprattutto nei mesi di maggiore affluenza.

Agosto sarà il banco di prova più atteso. Acque cristalline, servizi, depurazione, decoro urbano e sostenibilità dovranno dimostrare che la Bandiera Blu non rappresenta un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova responsabilità per Falerna e per l’intera costa tirrenica.

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