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Decollatura: Palmieri lancia un appello: “Uniamo le forze, io ci sono! Ridiamo vita all’Audace”

Fortunato Palmieri

La questione non ha lasciato indifferenti gli ex calciatori che negli anni ’90, con al timone il compianto, storico, presidente Renato Amatruda, fecero fare un triplo salto di categoria all’Audace Decollatura portandola dall’anonimato della Terza Categoria, fino a sfiorare l’Eccellenza. Stiamo parlando della mancata iscrizione della gloriosa squadra di calcio locale al campionato di I Categoria dove i biancazzurri erano tornati dopo 28 anni.

E’ stato in un’occasione che col calcio centrava poco, ma, si sa, chi questo sport ce l’ha nel sangue non rinuncia mai a metterlo sul tavolo e farlo rientrare in argomenti completamente avulsi da esso. Così, nei giorni scorsi, durante la consegna dei riconoscimenti per anzianità di servizio della CRI ad alcuni volontari, l’ex portiere “audacino” Fortunato Fofò Palmieri non ha resistito alla tentazione e, durante la cerimonia, essendo presente anche Alfredo Pucci, ovvero il mister autore di due delle tre promozioni di allora, ha lanciato un appello d’emblée. Lo abbiamo riassunto così: “Lo so – ha detto Palmieri – che il contesto è un po’ insolito, ma la mancata affiliazione del Decollatura non mi va giù. Io sono per metà di Decollatura da parte di mia madre e mi è sempre stata a cuore la sorte della squadra di calcio. Oltretutto, dietro la mia militanza con questi colori, c’è una storia particolare che vi racconto in brevissimo. Giocavo in serie C con l’Adelaide Chiaravalle. Mi ero rotto il menisco e volevo ritirarmi dal calcio giocato poiché, allora, certi tipi di interventi non sono banali come oggi, ma richiedevano tempi lunghissimi di recupero. L’allora presidente Amatruda e i dirigenti, allora, mi convinsero ad operarmi a Soveria Mannelli dicendomi che c’era un’equipe straordinaria. Mi fidai e, in effetti, la mia carriera rinacque e mi tesserarono con loro. Poi com’è andata lo sapete”.

Una formazione dell’Audace anni ’90

L’ex numero uno, ora allenatore, ha incalzato col suo appello. “Vi ho raccontato questa cosa, anche alla presenza di Alfredo (Pucci ndr) che stimo tantissimo, per dire che sono disposto ad assumermi prima l’onore e poi l’onere, di individuare persone disposte a prendersi nuovamente a cuore l’Audace e ridarle il calcio giocato che ormai è rimasto solo a livello giovanile. Io ci sono, – ha concluso Palmieri – lo dico qui, in questo evento pubblico, per cercare di sensibilizzare i decollaturesi e chiunque voglia il bene dell’Audace”.

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Parole forti, ma sincere, quelle di Palmieri che, da appassionati di calcio e di sport, non possiamo che sottoscrivere e augurarci che suscitino nuovi moti di passione, a cominciare, magari, da qualcuno cui capiterà di leggere questo breve scritto.

(Nella foto in evidenza Palmieri prima dello storico derby che sancì la matematica ascesa in Promozione dell’Audace)

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