
Nato a Varese da genitori soveritani, torna spesso, soprattutto d’estate, nella piccola cittadina calabrese, naturalmente per ritrovare un pezzo di famiglia che abita ancora qui, ma evidentemente anche perché preda di un richiamo atavico, presente fin dalla nascita nel suo DNA.
Forse proprio per questo, Danny ci ha dato l’opportunità di fargli qualche domanda, da concittadino se non altro d’adozione.
All’inizio ero scettico, pensavo di non aver viaggiato così tanto da potermi proporre come “esperto” e inoltre avevo dubbi riguardo l’argomento raccontato alla radio, dove non ci sono le immagini a supporto. Invece mi sbagliavo, la mancanza di immagini divenne un valore aggiunto, con gli ascoltatori che potevano vivere un momento creativo, immaginando appunto i posti raccontati dagli inviati. Allo stesso modo, il mio non aver viaggiato così tanto mi ha permesso di essere curioso come la maggior parte degli ascoltatori e poter fare spesso domande molto pratiche.
L’idea della partecipazione dei vip nacque come un plus che potesse dare pubblicità al programma. Poi di fatto si rivelò un punto di forza del programma, dove era possibile scoprire aspetti inediti di personaggi famosi che si raccontavano attraverso un tema, quello dei viaggi, nuovo e molto intimo. >>
D) Quando fai il check in per ritornare nella “tua” Calabria, provi qualche sensazione particolare o per te si tratta di un viaggio come un altro?
D) Hai fatto molta gavetta prima di raggiungere il meritato successo. Trovo che tu sia molto preparato, con una solida cultura, di quelle che sono frutto di buone letture, e particolarmente meticoloso nel programmare quello che fai, lasciando che poi la tua naturale capacità di improvvisazione diventi un valore aggiunto. Cosa ti senti di dire ai giovani che raggiungono una notorietà effimera, sfruttando la rapidità dei social media, ma senza quella sostanza che possa permettere loro di mantenerla stabile nel tempo?
Sin da piccolo ricordo di avere avuto una forte empatia verso le persone e una certa predisposizione a parlare e dialogare. Arrivare alla radio è stato naturale. Non semplice ma naturale.
Oggi il mondo della comunicazione offre l’opportunità a tutti di dire la propria su scala mondiale e questo è pazzesco. Ognuno ha un tv personale che può essere visto in tutto il mondo ovunque e in qualsiasi momento. Personalmente utilizzo poco i social e sto cercando di trovare il mio equilibrio a riguardo. Ai ragazzi che si cimentano come bloggers o you tubers mi sento di dire anche in questo caso di ascoltarsi e divertirsi. >>
Una nuova condizione professionale, e forse anche di vita, che ci dà lo spunto per fargli un’ulteriore domanda.
D) Hai sempre dato prova di possedere uno spirito creativo quanto poliedrico. Hai fatto tante cose e non hai paura di cambiare! E’ per questo che ora hai deciso di cimentarti in un programma che si differenzia così tanto, per struttura e fascia oraria, da quello precedente?
Farlo a RDS è un grande onore.
Quando mi è stato proposto non ho fatto altro che sorridere e scegliere di accettare quest’avventura “notturna” che sono sicuro mi darà la possibilità di fare esperienze molto interessanti. >>
Noi, in ogni caso, auguriamo a Danny di riuscire a realizzare tutte le grandi e nuove cose che la sua mente sarà capace di ideare nell’immediato futuro e anche oltre, magari sperando che riesca di tanto in tanto a trovare il tempo per rivolgere almeno un piccolo pensiero a questi luoghi che gli appartengono e gli apparterranno per sempre.
di Raffaele Cardamone
