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Dal Reventino a Terra Madre 2026: la Calabria del castagno sul podio della biodiversità

Serrastretta – Ispirato dalla visione profetica di Carlo Petrini, Terra Madre Salone del Gusto si conferma il palcoscenico globale dove il cibo torna a essere politica, cura della terra e atto d’amore verso le comunità locali.

L’edizione 2026 ha segnato – riporta una nota pervenuta in redazione – un traguardo storico per la Calabria interna, celebrando il riscatto di un patrimonio montano millenario attraverso l’istituzione ufficiale del Presidio Nazionale Slow Food della Castanicoltura Tradizionale.

Il nuovo Presidio nasce per tutelare i castagneti da frutto secolari, preservare le varietà autoctone e salvaguardare saperi antichi — come la lavorazione nelle tipiche caselle ed essiccatoi, contrapponendosi all’abbandono dei boschi e alla monocultura industriale. Un’iniziativa che si intreccia con la Rete Nazionale dei Castanicoltori Slow Food, il coordinamento che unisce produttori, custodi e comunità di tutta Italia in una battaglia comune per la rigenerazione ecologica, culturale ed economica delle Terre Alte.

Comunità Slow Food dei Castagneti del Reventino

Cuore pulsante di questa rivoluzione verde è stata la parte attiva della Comunità Slow Food dei Castagneti del Reventino.
La Comunità Slow Food per la valorizzazione dei castagneti del Reventino ha sede a Serrastretta, nel centro della della provincia di Catanzaro, e da oltre dieci anni è impegnata nella tutela della castanicoltura tradizionale e del paesaggio montano calabrese

Momento di profonda emozione è stata la proclamazione di Maria Antonietta Mascaro e Giuseppe Talarico, insigniti del titolo solenne di Custodi della Castanicoltura Tradizionale: un riconoscimento che va oltre la semplice menzione honoris causa, rendendo omaggio a una vita spesa tra i boschi con le mani nella terra, a difesa della memoria di un intero territorio.

Serrastretta e il ruolo nella Comunità Slow Food

A rappresentare con orgoglio la Calabria nello Stand delle Terre Alte è stato Angelo Aiello referente della comunità locale nata tra i soci dell’Associazione Dalida di Serrastretta esattamente nei locali della Casa Museo Dalida e poi allargatasi a tutta l’area del Monte Reventino, affiancato da Franco Fazio, vivaista, componente appassionato della Comunità del Reventino e membro del CDA del GAL dei Due Mari. Da una rappresentanza nutrita di Serrastretta non si poteva trascurare la lavorazione del legno di castagno per manufatti vari, mobili, palettame, travi per costruzioni, ma anche della sedia, che se pur composte con legno di faggio, escono ancora da uno degli ultimi laboratori artigianali, quello  di Matteo Mancuso.

Non presente a Torino ma attiva e presente, anzi promotrice dal primo momento, Marisa Gigliotti già componente del direttivo Nazionale Slowfood.  Tutto il movimento che ha il racconto enogastronomico della regione si è trasformato in un’esperienza sensoriale indimenticabile grazie al talento dei Cuochi dell’Alleanza, Delfino Maruca e il figlio Davide Maruca. I due  cuochi hanno guidato acclamatissimi Laboratori del Gusto, portando i sapori identitari del Reventino dalla Cucina Internazionale di Terra Madre allo Stand della Regione Calabria, fino all’affascinante cornice dell’Archivio di Stato.

Il bilancio per la Calabria è quello di un successo travolgente, frutto di una visione corale e rigorosa. Un plauso e un sentito ringraziamento vanno al Presidente di Slow Food Calabria, Michelangelo D’Ambrosio, e all’intero CER Calabria per la guida instancabile, alla Regione Calabria e all’ARSAC e al lavoro incessante dei suoi professionisti come la dott.ssa Vincenzina Scalzo,  un ringraziamento speciale è dedicato a Federico Varazi vicepresidente Slow Food Italia, che ha creduto fin dal primo momento nell’anima politica e culturale del progetto castanicolo, a Lia Cortesi e a Serena Rinaldi. A Rosaria Olevano, referente preziosa e punto di riferimento sia del Presidio che della Rete Nazionale una menzione e un grazie particolare.

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La presenza dei produttori del Reventino

Simbolo tangibile di questo nuovo percorso è stato lo strategico incontro istituzionale tenutosi presso lo stand della Regione Calabria. Alla presenza dei vertici di Slow Food, con la Presidente Nazionale Barbara Nappini.  della Comunità del Reventino, dei referenti regionali e dei Gruppi di Azione Locale — uniti in un grande progetto castanicolo di sistema. La montagna calabrese ha dimostrato che restare, custodire e innovare non è soltanto una speranza, ma una realtà capace di parlare al mondo

Bisogna dare atto alla nostra Regione che ha portato il numero più corposo di stand dei produttori provenienti dall’intero territorio regionale e per la nostra zona, in particolare le Otre di Eolo e il liquorificio Gentile hanno creato prodotti a base castagna molto apprezzati dal mercato torinese dando così più forza a quella sinergia creata tra loro e i produttori castanicoli locali.

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