
Intanto dal Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria è stato emanato un avviso per avviare un corso per operatori di selezione di cinghiali, che porta la data 13 luglio 2018, e le domande di partecipazione scadono alle ore 12 del trentesimo giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso.
In attesa che si avviano i corsi – per come rileva Coldiretti – la strada per contenere la presenza dei cinghiali, c’è! La presenza invasiva di questi animali è un vero e proprio flagello per l’agricoltura, per l’incolumità e la sicurezza dei cittadini nonché serbatoio epidemiologico, tanto è che la loro presenza costituisce un ostacolo all’eradicazione di alcune infezioni, quali la tubercolosi e brucellosi estremamente pericolose per gli allevamenti zootecnici e per la salute umana.
Di fatto – continua Molinaro – come risposta immediata all’emergenza, con la delibera di giunta si riconosce la possibilità ai proprietari e conduttori di terreni agricoli titolari di licenza di caccia l’autorizzazione annuale al prelievo venatorio del cinghiale per esercitare una facoltà di legittima difesa in presenza di minime condizioni che semplificano il precedente approccio burocratico. I numeri – aggiunge il presidente Molinaro – la dicono lunga sulla necessità di innalzare il livello di allerta e programmare efficaci attività di contrasto poiché ormai è a repentaglio l’attività degli imprenditori agricoli che vivono un quotidiano stato di malessere che giorno per giorno cresce in misura esponenziale e la preoccupazione aumenta se si considera anche la capacità di adattamento dei cinghiali ai cambiamenti ambientali, dato che sono comparsi anche in aeree da cui risultavano assenti da anni e stanno mettendo a rischio la stessa presenza e il lavoro degli agricoltori. E’ una situazione insostenibile e considerevoli sono i danni arrecati, che va affrontata “di petto” poiché – conclude – sta provocando l’abbandono delle aree interne, con problemi sociali, economici e ambientali.

