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	<title>Arte e cultura Archivi - ilReventino.it</title>
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	<title>Arte e cultura Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Cinema e Pastoralismo, &#8220;Figli del Minotauro&#8221; in Spagna per raccontare la transumanza podolica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;Università di Lleida (Catalogna, Spagna) si è tenuto il Workshop internazionale “Itinerari pastorali nell’Europa del 21° secolo: costruire reti per il riconoscimento e la conservazione di un patrimonio ancestrale condiviso”, organizzato dalle Università di Newcastle (Gran Bretagna) e Lleida (Spagna). Riuniti quindi esperti di diverse discipline e territori, per discutere sul futuro degli itinerari pastorali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;Università di Lleida (Catalogna, Spagna) si è tenuto il Workshop internazionale “Itinerari pastorali nell’Europa del 21° secolo: costruire reti per il riconoscimento e la conservazione di un patrimonio ancestrale condiviso”, organizzato dalle Università di Newcastle (Gran Bretagna) e Lleida (Spagna). Riuniti quindi esperti di diverse discipline e territori, per discutere sul futuro degli itinerari pastorali europei e definire azioni concrete per la loro protezione e valorizzazione. L’iniziativa transnazionale  è volta a riconoscere, proteggere e valorizzare il ricco patrimonio culturale (materiale e immateriale) rappresentato dalle vie di transumanza europee. Questi percorsi, riconosciuti nel 2023 come Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, hanno modellato per secoli l’economia, la cultura e i paesaggi dell’Europa. Per l&#8217;Italia ha partecipato la prof. Roberta Alberotanza per l’Università di Reggio Calabria la quale, nel corso della sua relazione, ha proiettato estratti dal film di Eugenio Attanasio prodotto dalla Cineteca della Calabria &#8220;Figli del Minotauro&#8221;, sulla pratica della transumanza della podolica. Dopo il festival del Pastoralismo di Grenoble in Francia e il Premio Turismo Sostenibile intitolato a Osvaldo Pieroni e Fulvio Beato, (due dei fondatori della Sociologia dell’Ambiente in Italia), conferito a Malta dal prof. Tullio Romita dell’Unical e il premio Filitalia International a Philadelfia, il fortunato documentario di Attanasio che racconta la storia della famiglia Mancuso di Marcedusa, allevatori transumanti da generazioni, continua nel suo percorso di valorizzazione di quest&#8217;antica pratica che è stata dichiarata nel 2019 patrimonio immateriale dell’Unesco.</p>
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<p>Formidabile la campagna di promozione e marketing portata avanti in Italia e all&#8217;estero dal capo ufficio stampa della Cineteca della Calabria, il giornalista Francesco Stanizzi, mediatore interculturale. Nel lungometraggio la transumanza diventa anche una metafora del cammino dell’uomo e del bovino, iniziato diecimila anni fa con la domesticazione. Ancora prima però il toro veniva rappresentato dai primi artisti della storia, sulle pareti delle grotte con significati ancora a noi sconosciuti. Nel cast del film di successo figurano il compianto Franco Primiero, Mattia Isaac Renda, Francesco Stanizzi, Gianluca Cortese, Salvatore Gullì, Alessandra Macchioni. Il documentario segue una famiglia di allevatori nelle stagioni che pratica l’allevamento semibrado delle podoliche, la razza tipica calabrese, ricostruendo ipotesi di caccia primordiale e raffigurazioni parietali. In Calabria è stato scoperto uno dei più antichi e misteriosi graffiti del mondo, il Bos Primigenius di Papasidero. La civiltà cosiddetta pastorale custodisce un ricco novero millenario di conoscenze; un etnomusicologo accompagna il lavoro documentaristico nel percorso sonoro dei campanacci, emblemi sonori di questo mondo arcaico ma calato perfettamente nella contemporaneità.</p>
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<p>Un lavoro che parte dalla preistoria per compiere una riflessione  sul mito, sull’arte, sull’allevamento non industriale, sul rapporto dell’uomo con la natura e con il territorio. Dal 2022 l’impatto di quest’opera ha profondamente modificato l’approccio verso il mondo del pastoralismo, tant’è che Regione Calabria ha approvato una legge, la  L.R. n. 22 del 15 maggio 2024 &#8220;Disposizioni per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione della transumanza e dei tratturi quale patrimonio culturale della Regione Calabria&#8221;.</p>
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		<title>Ormeggi 2026: ufficializzati i primi nomi del Festival Letterario di Lamezia Terme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmen Critelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ormeggi Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la pubblicazione delle date ufficiali della quinta edizione di &#8220;Ormeggi – Festival Letterario di Lamezia Terme&#8221; vengono comunicati i primi nomi degli autori ospiti di questo evento. Ginevra Panci &#8220;Le Misure dell&#8217;anima&#8221; Un giorno ti guardi allo specchio e non vedi solo te stessa. Vedi le etichette, i commenti a mezza voce, gli sguardi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la pubblicazione delle date ufficiali della quinta edizione di &#8220;Ormeggi – Festival Letterario di Lamezia Terme&#8221; vengono comunicati i primi nomi degli autori ospiti di questo evento.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Ginevra Panci &#8220;Le Misure dell&#8217;anima&#8221;</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Un giorno ti guardi allo specchio e non vedi solo te stessa. Vedi le etichette, i commenti a mezza voce, gli sguardi pieni di giudizio. Così, senza accorgertene, inizi a portare sulle spalle un peso enorme: non quello che si misura sulla bilancia, ma quello che si insinua sotto la pelle.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ginevra era &#8220;troppo&#8221; di tutto: troppo felice, troppo spensierata, troppo sicura di sé, sempre &#8220;fuori misura&#8221; e allo stesso tempo &#8220;non abbastanza&#8221;. Per anni ha cercato di stare dentro a quel vestito che si era cucita addosso, con un sorriso, una battuta, un &#8220;va tutto bene&#8221;. Si è raccontata una storia convincente: quella della ragazza brillante, ironica, amata da tutti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ma sotto quell&#8217;armatura splendente, tutto in lei gridava aiuto. Così un giorno non è stato più possibile ignorare quel grido. L&#8217;asma, le analisi, le parole dure del medico: «Così non puoi andare avanti.» È in quel momento che Ginevra ha capito che, per quanto amasse quel corpo morbido, avrebbe dovuto lasciarlo andare. Non si trattava di cambiare forma, ma di salvare sé stessa. Di imparare ad aprirsi, ad affrontare le proprie paure, a lasciare andare tutte le bugie che si era raccontata, e soprattutto a guardarsi con gentilezza.</p>
<p class="v1MsoNormal">La vera rivoluzione è passata dal ritrovare la propria voce, nell&#8217;imparare ad ascoltarsi, a smettere di mentirsi, a dirsi con tenerezza e coraggio le parole che valgono più di qualsiasi giudizio esterno: «Sei abbastanza. Sei tu.» Dalla penna sincera ed emozionante di Ginevra Panci, un libro che è molto più di una semplice autobiografia: è un invito a lasciare andare i pesi che non ci appartengono e a riscoprire la libertà più grande: quella di amarsi senza condizioni e di stare finalmente dalla propria parte.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Arturo Scotto &#8220;Flotilla, in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta.&#8221;</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Un libro che parla a chi chiede giustizia, diritti e pace, fuori dai linguaggi tradizionali della politica.</p>
<p class="v1MsoNormal">Perché una potenza militare come Israele ha paura di una quarantina di barche a vela che navigano pacificamente? Da questa domanda prende avvio Flotilla. In viaggio per Gaza, il libro in cui Arturo Scotto racconta la sua scelta di imbarcarsi sulla Karma, una delle navi della Global Sumud Flotilla partita da Genova per raggiungere la Striscia. Non una decisione facile: dubbi, tentennamenti, il peso delle responsabilità istituzionali. Ma anche la consapevolezza che, di fronte a un genocidio in diretta e all&#8217;inerzia della politica internazionale, fosse impossibile tirarsi indietro.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il libro è il racconto in prima persona dei giorni a bordo della Flotilla: l&#8217;attesa, la paura, la notte dei droni, l&#8217;abbordaggio dell&#8217;esercito israeliano, l&#8217;arresto, il sequestro dei telefoni, le 24 ore di detenzione. Ma anche i retroscena mai arrivati ai giornali, le omissioni dei media, il rapporto con il governo italiano, il dileggio politico, le conseguenze giudiziarie ancora in corso.  Flotilla è però soprattutto una riflessione più ampia su ciò che questa missione ha rappresentato: un&#8217;esperienza capace di fare quello che alla politica tradizionale non riesce più, ovvero smuovere le coscienze, riempire le piazze, coinvolgere una generazione che spesso diserta le urne ma non rinuncia all&#8217;impegno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Un libro che intreccia testimonianza personale, etica e politica, e che prova a immaginare una nuova idea di partecipazione e di ordine mondiale.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Claudia Fauzia &#8220;Con il mare dentro&#8221;</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Lucia ha diciassette anni, un mondo in fermento dentro di sé e un mondo oltre le mura di casa che ha voglia di conquistare. Il suo cuore però nuota controcorrente in una realtà che parla con desinenze maschili e troppo spesso la fa sentire sporca e fuori posto. Suo padre è il primo, il confronto con lui è sempre burrascoso. Il mare stesso è maschile. È da sempre degli uomini, delle loro avventure e delle loro conquiste. E forse per questo non ascolterà Lucia, che vuole fare l&#8217;apneista, e proverà a inghiottirla.</p>
<p class="v1MsoNormal">Capire Lucia non è sempre facile, e nemmeno Roberto, legato a lei dal primo giorno di liceo, ci riesce completamente. Anche se il mare è la sua sfida e la sua vita, Lucia fa un passo indietro. Fino a che non trova qualcosa. Una poesia che sembra pensata per lei, lasciata tra le pagine di un libro. Rintracciare chi ha scritto quelle parole diventa una missione, perché l&#8217;autore, o l&#8217;autrice, sembra conoscere tutte le risposte che lei cerca da una vita.</p>
<p class="v1MsoNormal">Per risolvere il mistero, Lucia partirà alla volta delle Isole Eolie, alla scoperta di storie di donne che hanno sfidato il mare, tenendo saldo fra le proprie mani il timone delle loro vite. E alla scoperta di se stessa, per capire come riemergere dai propri abissi personali e tracciare da sola la propria rotta. L&#8217;appuntamento è fissato per il 28, 29, 30 e 31 maggio 2026, nella suggestiva cornice del Chiostro Caffè Letterario, in piazzetta San Domenico, nel cuore della città.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi di altri autori che saranno presenti al Festival.</p>
<p class="v1MsoNormal">Progetto &#8220;ORMEGGI&#8221;- POC 2014/2020 – AZIONE 6.8.3 &#8211; Avviso pubblico &#8220;Sostegno e promozione turistica e culturale&#8221; Linea 2 &#8220;Progetti culturali&#8221;</p>
<p class="v1MsoNormal">Ormeggi Festival Letterario è un progetto di Open Space APS.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>&#8220;Manipoliamo la Materia&#8221;, a Feroleto Antico un laboratorio dell&#8217;artista Marika Mazzeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[argilla]]></category>
		<category><![CDATA[Feroleto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Festivlll del Solstizio d'Estate]]></category>
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		<category><![CDATA[lavorazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manipoliamo la Materia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolto  presso l’ex scuola elementare di Feroleto Antico (CZ), domenica scorsa, l’evento Manipoliamo la materia, un’iniziativa capace di intrecciare arte, memoria e territorio. Il progetto, promosso dal Festival del Solstizio d’Estate e dal suo comitato composto da membri di Feroleto Antico e di Pianopoli, in collaborazione con il Comune di Feroleto Antico, è stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/manipoliamo-la-materia-a-feroleto-antico-un-laboratorio-dellartista-marika-mazzeo/">&#8220;Manipoliamo la Materia&#8221;, a Feroleto Antico un laboratorio dell&#8217;artista Marika Mazzeo</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_125850" aria-describedby="caption-attachment-125850" style="width: 291px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-125850" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.24-263x350.jpeg" alt="" width="291" height="387" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.24-263x350.jpeg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.24-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.24-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.24-750x1000.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.24-1140x1520.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.24.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /><figcaption id="caption-attachment-125850" class="wp-caption-text">I &#8220;Mascaruni&#8221; creazioni apotropaiche tipiche</figcaption></figure>
<p>Si è svolto  presso l’ex scuola elementare di Feroleto Antico (CZ), domenica scorsa, l’evento <strong><em>Manipoliamo la materia</em>,</strong> un’iniziativa capace di intrecciare arte, memoria e territorio. Il progetto, promosso dal<strong> Festival del Solstizio d’Estate</strong> e dal suo comitato composto da membri di <strong>Feroleto Antico e di Pianopoli</strong>, in collaborazione con il Comune di Feroleto Antico, è stato curato dall’artista <strong>Marika Mazzeo</strong>, che lavora con l’argilla da moltissimi anni e che recentemente ha avviato una personale ricerca sull’uso del colore blu, insieme a <strong>Giuseppe Samuele Vasile,</strong> maestro d’arte specializzato nella tradizione ceramica di Squillace (CZ).</p>
<figure id="attachment_125849" aria-describedby="caption-attachment-125849" style="width: 263px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-125849 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.26-263x350.jpeg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.26-263x350.jpeg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.26-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.26-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.26-750x1000.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.26-1140x1520.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.26.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /><figcaption id="caption-attachment-125849" class="wp-caption-text">Un momento del laboratorio</figcaption></figure>
<p>Il laboratorio ha guidato i partecipanti nella creazione di manufatti in argilla ispirati alla natura: foglie, rami e forme organiche sono stati impressi sulla materia viva, dando origine a figure che oscillano tra il vegetale e l’umano, tra il reale e l’ancestrale.</p>
<p>Queste forme, talvolta mostruose, richiamano simbolismi profondi e si collegano alle complesse radici culturali e antropologiche del Reventino e più in generale della Calabria, evocando il mondo delle maschere apotropaiche: presenze arcaiche poste a guardia del confine tra visibile e invisibile, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Questa visione affonda le sue radici anche nella riflessione contenuta nel libro <strong><em>I Solchi del Tempo</em> di Giuseppe Antonio Bagnato e Pina Cerchiaro</strong>, opera che ispira l’intero Festival nel suo recupero della memoria storica e simbolica del territorio.</p>
<p>La giornata si è svolta all’insegna della manualità e della riconnessione interiore. Le mani, i sensi e il respiro si sono fusi con l’argilla, intesa – come più volte sottolineato da Mazzeo – come una vera e propria alchimia dei quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco. Un’esperienza immersiva e quasi rituale, capace di riportare il gesto artistico a una dimensione primordiale. A concludere l’evento, una degustazione di prodotti enogastronomici locali ha ampliato l’esperienza sul piano sensoriale, coinvolgendo anche il gusto in questo percorso simbolico. Il vino e l’argilla hanno rievocato gli antichi fasti della Calabria magnogreca, terra sospesa tra Ionio e Tirreno, evocata nel mito di Ulisse e nei profumi intensi di ginestra, di ulivo e di bergamotto.</p>
<p><em>Manipoliamo la materia</em> si inserisce in una più fitta rete di programmazione di eventi che accompagneranno il pubblico fino al 21 giugno 2026, data in cui verrà celebrato il Festival del Solstizio d’Estate. Un percorso pensato per destagionalizzare l’offerta culturale e turistica, costruendo un cammino di avvicinamento al solstizio. In questo senso, l’evento rappresenta un simbolico preludio all’intensificarsi della luce solare: la ceramica diventa metafora del riscaldamento del creato, un inno alla fertilità e al risveglio della natura, che dalla brina argentea dell’inverno si apre al tepore della primavera.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-125848 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-13-at-14.04.25-263x350.jpeg" alt="" width="500" height="665" /></p>
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		<title>“Laudate Hominem” arriva a Tiriolo: in scena il teatro che restituisce l’uomo all’uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:07:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tiriolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la intensa e partecipata accoglienza della prima rappresentazione, Laudate Hominem torna in scena per una nuova replica. Domenica 12 aprile 2026, alle ore 19:00, la Casa della Cultura di Tiriolo ospiterà lo spettacolo della Scuola di Teatro “Enzo Corea”, prodotto da Edizione Straordinaria, nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni di attività della storica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la intensa e partecipata accoglienza della prima rappresentazione, Laudate Hominem torna in scena per una nuova replica. Domenica 12 aprile 2026, alle ore 19:00, la <strong>Casa della Cultura di Tiriolo</strong> ospiterà lo spettacolo della <strong>Scuola di Teatro “Enzo Corea”,</strong> prodotto da Edizione Straordinaria, nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni di attività della storica realtà teatrale catanzarese. Firmato da Franco Corapi e Salvatore Emilio Corea, che ne cura anche la regia insieme a Ninì Mazzei, Laudate Hominem si propone come una rilettura laica e profondamente umana della Passione di Cristo. Non una semplice rappresentazione religiosa, ma un attraversamento dell’umano, della fragilità e della coscienza collettiva. Cristo non è soltanto Cristo: è ogni uomo ferito dalla violenza, dalla sopraffazione, dalla guerra. Maria è ogni madre che soffre. Maddalena è ogni donna che custodisce memoria e dolore.</p>
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<p>Gli uomini in scena sono tutti gli uomini. Lo spettacolo, ispirato anche alle suggestioni de <strong>La Buona Novella di Fabrizio De André</strong>, sceglie di spostare lo sguardo dal sacro al profondamente umano, restituendo centralità all’uomo nella sua dimensione più autentica, fraterna e universale. In scena, un gruppo numeroso di giovani interpreti dà vita a una drammaturgia corale fatta di corpi, immagini e relazioni, in cui la parola si intreccia alla fisicità scenica, dando forma a un racconto emotivo e di forte impatto visivo. Le musiche dal vivo, affidate a Massimiliano Rogato, accompagnano e amplificano l’esperienza teatrale, creando un dialogo costante tra suono, gesto e parola. La replica di Tiriolo si inserisce anche nel lavoro portato avanti sul territorio da Pasquale Rogato, responsabile della sede di Tiriolo della Scuola di Teatro “Enzo Corea”, che da tempo contribuisce alla crescita e alla diffusione del progetto formativo e artistico della scuola. <strong>Laudate Hominem</strong> è anche una dichiarazione netta contro ogni forma di guerra e violenza. In un tempo in cui il conflitto rischia di diventare normalità, il teatro torna a essere spazio di resistenza, memoria e responsabilità. Un’opera che non offre risposte facili, ma invita il pubblico a riconoscersi nell’altro e a ritrovare, attraverso la scena, il senso profondo dell’essere umani.</p>
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		<title>Ecoritmi Culturali: cultura, natura e spiritualità nel cuore della Sila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 08:07:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Demetra Sorbo San Basile]]></category>
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		<category><![CDATA[Ecoritmi Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Castagna]]></category>
		<category><![CDATA[Gioacchino da Fiore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del percorso di valorizzazione del patrimonio naturale e immateriale della Calabria, nasce Ecoritmi Culturali, un festival culturale, promosso dall’Associazione Demetra di Sorbo San Basile, che si svolgerà in Contrada Granaro, nel cuore del Parco Nazionale della Sila. Il progetto, che concorre al co-finanziamento della Regione Calabria Settore 2 – Attrattività dell’offerta turistica &#8211; Spettacoli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del percorso di valorizzazione del patrimonio naturale e immateriale della Calabria, nasce <strong>Ecoritmi Culturali</strong>, un festival culturale, promosso dall’<strong>Associazione Demetra</strong> di Sorbo San Basile, che si svolgerà in Contrada Granaro, nel cuore del Parco Nazionale della Sila.</p>
<p>Il progetto, che concorre al co-finanziamento della Regione Calabria Settore 2 – Attrattività dell’offerta turistica &#8211; Spettacoli &#8211; Eventi a Rilevanza Turistica e Culturale ed è stato reso possibile dalla partnership con realtà locali come l’<strong>Associazione Kirone</strong>, Coldiretti Calabria e Destinazione Sila, prevede un ricco programma che unisce tradizione e innovazione, arti performative e pratiche partecipative.</p>
<p>Dall’11 aprile al 3 maggio, si susseguiranno tre weekend tematici, scanditi da spettacoli site-specific nei boschi silani, laboratori intergenerazionali dedicati alla costruzione di burattini e maschere apotropaiche della tradizione calabrese, cammini sonori e percorsi esperienziali legati, in questa prima edizione, al pensiero di Gioacchino da Fiore, figura centrale del territorio silano.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125670 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-ecoritmi-263x350.jpg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-ecoritmi-263x350.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-ecoritmi-768x1024.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-ecoritmi-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-ecoritmi-750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-ecoritmi-1140x1520.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-ecoritmi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></p>
<p>Trasmettere i saperi artigianali locali e stimolare l’ascolto di sé e dell’ambiente, coinvolgendo attivamente la comunità: è l’obiettivo di Ecoritmi Culturali che si propone come modello di turismo esperienziale, nel periodo simbolico che anticipa il risveglio della natura.</p>
<p>Ogni evento, che si svolgerà nella Sila Piccola catanzarese, sarà contraddistinto da pratiche organizzative ecocompatibili, ovvero l’utilizzo uso di materiali naturali, la gestione sostenibile dei rifiuti e la comunicazione digitale.</p>
<p>Tra gli appuntamenti principali, il concerto del chitarrista Daniele Fabio, i canti popolari proposti da Paolo Presta e Federica Greco, lo spettacolo di burattini e marionette a cura dell’artista di figure Angelo Gallo, il concerto corale itinerante del Piccolo Coro di voci bianche del Teatro Rendano di Cosenza e, durante l’ultima serata, Teatro/canzone a cura del musicista antropologo Ettore Castagna, tra radici e sperimentazioni.</p>
<p>“Attraverso questo festival miriamo a contribuire al miglioramento degli standard qualitativi dei servizi turistico-culturali, consolidando un modello di offerta fondato su esperienza, autenticità, sostenibilità e partecipazione attiva, in un periodo dell’anno a bassa presenza turistica. Intendiamo rafforzare l’identità e l’attrattività della Calabria attraverso la sinergia tra cultura, natura e innovazione” dichiara Matteo Talarico, presidente dell’Associazione Demetra, invitando tutti a seguire i canali social per scoprire i dettagli del festival Ecoritmi Culturali.</p>
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		<title>Enoturismo Festival, oltre 500 presenze a Rende: territori, imprese e giovani al centro di una nuova visione di sviluppo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare in Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[UNPLI Cosenza a Magliocco Day – Oltre il Calice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande partecipazione per l&#8217;appuntamento ospitato, nei giorni scorsi, nella Sala De Cardona della BCC Mediocrati di Rende. Scuole, istituzioni, imprese, operatori, associazioni e territori al centro di un confronto che rilancia l&#8217;enoturismo come leva concreta di sviluppo, occupazione e valorizzazione delle risorse locali. Si è concluso con una partecipazione ampia e qualificata all&#8217;Enoturismo Festival, l&#8217;iniziativa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal">Grande partecipazione per l&#8217;appuntamento ospitato, nei giorni scorsi, nella Sala De Cardona della BCC Mediocrati di Rende. Scuole, istituzioni, imprese, operatori, associazioni e territori al centro di un confronto che rilancia l&#8217;enoturismo come leva concreta di sviluppo, occupazione e valorizzazione delle risorse locali.</p>
<p class="v1MsoNormal">Si è concluso con una partecipazione ampia e qualificata all&#8217;Enoturismo Festival, l&#8217;iniziativa ideata da Antonio Andreoli, presidente di Lavorare in Calabria, organizzata in collaborazione con Europe Direct Sibaritide, membro della rete della Commissione Europea, e con il patrocinio di BCC Mediocrati. L&#8217;evento, ospitato nella Sala De Cardona della BCC Mediocrati di Rende, ha registrato oltre 500 presenze e la partecipazione di più di 40 relatori, confermandosi come un significativo momento di confronto, orientamento e progettazione sul futuro del territorio.</p>
<p class="v1MsoNormal">Al centro della giornata il tema &#8220;Enoturismo: come creare un ecosistema territoriale integrato per la rinascita della Calabria&#8221;, sviluppato attraverso un percorso di dialogo che ha coinvolto scuola, giovani, imprese, operatori del settore, istituzioni, associazioni territoriali e rappresentanti del mondo produttivo. Ne è emersa con chiarezza la dimensione più autentica dell&#8217;enoturismo, inteso non soltanto come valorizzazione di una produzione d&#8217;eccellenza, ma come espressione di un territorio che, attraverso le proprie vocazioni, riesce a tenere insieme identità, paesaggio, cultura, lavoro e impresa. Una prospettiva di sviluppo che va oltre il prodotto, perché genera relazioni, attiva economie locali e restituisce centralità ai luoghi.</p>
<p class="v1MsoNormal">In questa cornice si è discusso anche di tartuficoltura, oleoturismo, valorizzazione del peperoncino, biodiversità e piante officinali, artigianato e tradizioni locali, dieta mediterranea e paesaggio, arte e cultura: un insieme straordinariamente ricco di patrimoni materiali e immateriali che identifica la Calabria nella sua espressione più autentica e distintiva. Risorse diverse ma profondamente connesse che, se inserite in una strategia organica e coerente di valorizzazione territoriale, possono generare sviluppo, accrescere la qualità dell&#8217;offerta, ampliare le filiere produttive e aprire spazi concreti di crescita professionale e imprenditoriale. È in questa visione integrata che il territorio può rafforzare la propria capacità attrattiva e trasformare le sue vocazioni in opportunità solide e durature.</p>
<p class="v1MsoNormal">La mattinata ha visto protagoniste le scuole, con una partecipazione attiva e attenta di studenti e docenti coinvolti in un percorso di orientamento dedicato alle professioni dell&#8217;enoturismo e del turismo. Particolare attenzione è stata riservata al tema della formazione e della specializzazione, indicate come leve decisive per colmare il gap occupazionale e accompagnare la crescita di un settore che richiede competenze sempre più specifiche e profili qualificati. Tra le figure professionali emerse nel corso degli interventi: hospitality manager, consulente per il turismo enogastronomico, addetto alle visite in azienda, product manager per il turismo enogastronomico, curatore di esperienze enogastronomiche, gastro-guide, export manager, oltre ad altri ruoli destinati a diventare sempre più centrali nei processi di valorizzazione territoriale. Dal confronto è emerso con forza come questo comparto possa rappresentare per la Calabria un ambito strategico, capace di aprire opportunità professionali ancora poco esplorate ma ad alto potenziale.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125641 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0719-350x263.jpg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0719-350x263.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0719-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0719-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0719-1140x855.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0719.jpg 1200w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p class="v1MsoNormal">Nel pomeriggio il confronto ha coinvolto operatori del settore e rappresentanti istituzionali, con la partecipazione dei Presidenti dei GAL delle cinque province, di alcune associazioni territoriali, di UNPLI Cosenza, dei Consorzi del vino e rappresentanti del mondo della Chiesa. Il dibattito ha messo in evidenza l&#8217;ampiezza delle potenzialità espresse dalla Calabria e dai suoi territori, insieme alla necessità di accompagnarne la crescita con un ulteriore rafforzamento delle competenze, degli strumenti e delle connessioni tra i diversi attori coinvolti. Anche le criticità emerse sono state lette in questa prospettiva: non come elementi di freno, ma come aspetti sui quali intervenire con visione, continuità e capacità di programmazione, per rendere più solido ed efficace il percorso di sviluppo del comparto.</p>
<p class="v1MsoNormal">In tale quadro, è emerso con particolare evidenza anche il valore della comunicazione, riconosciuta come leva strategica imprescindibile nei processi di promozione, posizionamento e valorizzazione dei territori. Per la Calabria, questo significa investire in una capacità di racconto più matura, moderna e coerente, in grado di dare forza alla propria identità, accrescere la competitività dei territori e favorire nuove prospettive di crescita. Proprio da qui ha preso ulteriore forza una volontà chiara e condivisa: fare sistema, mettendo in relazione imprese, istituzioni, formazione e territorio in una visione integrata, capace di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni e alle richieste di un mercato sempre più orientato verso esperienze autentiche, identità locali e qualità dell&#8217;accoglienza.</p>
<p class="v1MsoNormal">A dare ulteriore spessore all&#8217;iniziativa è stato il contributo dei partner, da FuturoDigitale a Alteredu, da UNPLI Cosenza a Magliocco Day – Oltre il Calice, fino a Mediterranean Export Innovation Hub, realtà che hanno rafforzato il carattere multidisciplinare del Festival, contribuendo ad ampliare lo sguardo sui temi dell&#8217;innovazione, della trasformazione digitale, della formazione, della valorizzazione dei borghi e delle comunità locali, della cultura del vino e dell&#8217;apertura ai processi di internazionalizzazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel corso della giornata sono stati inoltre consegnati riconoscimenti a diverse realtà del territorio, dalle aziende vitivinicole alle produzioni legate ai prodotti tipici, espressione di un patrimonio identitario che racconta la ricchezza e la varietà dell&#8217;enogastronomia calabrese. Un momento dal forte valore simbolico, che ha restituito con chiarezza l&#8217;immagine di un tessuto produttivo in evoluzione, nel quale l&#8217;esperienza delle realtà più consolidate si intreccia con l&#8217;energia delle realtà più giovani, rendendo sempre più evidente quel ricambio generazionale che oggi sta imprimendo una nuova spinta ai territori. È in questo dialogo tra tradizione e innovazione che si coglie una delle direttrici più significative per lo sviluppo e la crescita della Calabria, chiamata a valorizzare in modo sempre più integrato il proprio patrimonio produttivo, culturale ed enogastronomico.</p>
<p class="v1MsoNormal">A chiudere l&#8217;Enoturismo Festival è stato Antonio Andreoli, presidente di Lavorare in Calabria e ideatore dell&#8217;iniziativa, che ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i protagonisti della giornata. &#8220;L&#8217;esito di questa giornata conferma quanto sia necessario continuare a investire in una visione condivisa, capace di riconoscere nel territorio non solo un patrimonio da valorizzare, ma una responsabilità collettiva da costruire insieme. La Calabria ha bisogno di rafforzare una cultura del territorio e dell&#8217;insieme, che ci aiuti a superare frammentazioni e letture parziali, per dare forma a una programmazione più mirata, a una progettualità più consapevole e a una prospettiva di lungo periodo. Solo così sarà possibile trasformare risorse, competenze e relazioni in un percorso stabile di crescita, sviluppo e futuro per le nuove generazioni&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal">È in questa direzione che si inserisce anche il lavoro già avviato per rendere il Festival itinerante, così da focalizzarsi su contesti territoriali specifici e promuovere laboratori dedicati, in grado di trasformare il dibattito in strumenti operativi e traiettorie concrete di sviluppo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/enoturismo-festival-oltre-500-presenze-a-rende-territori-imprese-e-giovani-al-centro-di-una-nuova-visione-di-sviluppo/">Enoturismo Festival, oltre 500 presenze a Rende: territori, imprese e giovani al centro di una nuova visione di sviluppo.</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Al Mabos torna SENSE – Festival della Sila Autentica, tra arte, natura e identità</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/al-mabos-torna-sense-festival-della-sila-autentica-tra-arte-natura-e-identita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 07:56:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio Mario Giacomelli]]></category>
		<category><![CDATA[carmine lupia]]></category>
		<category><![CDATA[Ente Parco Nazionale della Sila]]></category>
		<category><![CDATA[MABOS]]></category>
		<category><![CDATA[SENSE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna per la sua ottava edizione SENSE – Festival della Sila Autentica, il progetto culturale ideato e promosso dal MABOS &#8211; Museo d’Arte del Bosco della Sila, laboratorio permanente di creatività e partecipazione, immerso nei boschi della Sila Piccola catanzarese. Nato nel 2017 dalla visione di Mario Talarico, imprenditore locale appassionato d’arte, il MABOS, riconosciuto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/al-mabos-torna-sense-festival-della-sila-autentica-tra-arte-natura-e-identita/">Al Mabos torna SENSE – Festival della Sila Autentica, tra arte, natura e identità</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_125541" aria-describedby="caption-attachment-125541" style="width: 263px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-125541 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS-263x350.jpg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS-263x350.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS-768x1024.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS-750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS-1140x1520.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS.jpg 1536w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /><figcaption id="caption-attachment-125541" class="wp-caption-text">Esposizione</figcaption></figure>
<p>Torna per la sua ottava edizione SENSE – Festival della Sila Autentica, il progetto culturale ideato e promosso dal MABOS &#8211; Museo d’Arte del Bosco della Sila, laboratorio permanente di creatività e partecipazione, immerso nei boschi della Sila Piccola catanzarese.</p>
<p>Nato nel 2017 dalla visione di Mario Talarico, imprenditore locale appassionato d’arte, il MABOS, riconosciuto nel Sistema Museale Nazionale, ha dato nuova linfa a un territorio montano spesso periferico, trasformandolo in un luogo dove natura, arte contemporanea e comunità dialogano armoniosamente.</p>
<p>Qui, negli anni, SENSE è diventato un appuntamento atteso, riconosciuto e partecipato, capace di unire arte, cultura, territorio e innovazione sociale. Il progetto, in parte finanziato dalla Regione Calabria &#8211; Dipartimento Turismo, Marketing territoriale, Trasporto pubblico locale e Mobilità sostenibile, è stato reso possibile da una rete di partnership con enti pubblici, associazioni e realtà imprenditoriali del territorio, tra cui l’Ente Parco Nazionale della Sila, Destinazione Sila, l’Associazione Kirone APS, l’Associazione Il Barattolo – Ecotronei e l’Archivio Mario Giacomelli.</p>
<p>Rafforzare l’identità calabrese, valorizzando le risorse locali e contribuendo alla realizzazione di un modello di turismo sostenibile e partecipato: è l’obiettivo di questa nuova edizione, in programma nei fine settimana, dal 4 aprile al 3 maggio. Si articolerà in otto giornate tematiche dedicate a tradizioni, identità poetica, spiritualità, ambiente, musica e migrazioni. Il calendario prevede mostre, spettacoli, laboratori, percorsi esperienziali e convegni, offrendo un’esperienza culturale multidisciplinare.</p>
<p>Tra gli appuntamenti principali, presso il Mabos e le aree limitrofe del Parco Nazionale della Sila:  il canto armonico “Rituale” di Biagio Accardi, il concerto di uno dei principali virtuosi della chitarra battente, Alessandro Santacaterina, un’escursione tra riti e natura a cura dell’etnobotanico Carmine Lupia, un convegno tematico su Gioacchino da Fiore, un laboratorio di scrittura creativa e teatrale a cura della scrittrice Eliana Iorfida e dell’attore Francesco Gallelli.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125542 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS--263x350.jpg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS--263x350.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS--768x1024.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS--1152x1536.jpg 1152w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS--750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS--1140x1520.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/MABOS-.jpg 1536w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></p>
<p>A suggellare il festival, sabato 3 maggio, sarà l’inaugurazione della mostra “Il Canto dei Nuovi Emigranti” con fotografie di Mario Giacomelli, ispirate all’omonima poesia di Franco Costabile, e, in concomitanza, l’apertura dello “Spazio Otto”, centro di documentazione multimediale di fotografia, letteratura e memoria territoriale. Sarà presentato anche “I sonagli verso i confini”, il docufilm prodotto dal Mabos in collaborazione con l&#8217;Archivio Mario Giacomelli.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125544 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/SENSE-1-254x350.jpg" alt="" width="254" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/SENSE-1-254x350.jpg 254w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/SENSE-1-742x1024.jpg 742w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/SENSE-1-750x1035.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/SENSE-1.jpg 1080w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></p>
<p>“Il mese di aprile rappresenta il momento ideale per vivere la Sila in modo autentico, lontano dai flussi dell’alta stagione. È particolarmente adatto per proporre esperienze immersive legate alla natura, alla spiritualità, alla musica e alla scoperta del patrimonio culturale calabrese, in contesti non congestionati. L’obiettivo è intercettare pubblici eterogenei, sia locali che turistici, per offrire esperienze culturali profonde, immersi nel territorio e nella sua identità”, commenta Talarico, invitando tutti a seguire i canali social per avere dettagli sul festival SENSE, capace di coniugare arte e tradizione, bellezza e accessibilità, memoria e futuro.</p>
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		<title>Le parole si fanno semi: piantate sul territorio nazionale le cartoline scritte durante Hyle Book Festival per Incipitojo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 15:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Taverna]]></category>
		<category><![CDATA[Ente Parco Nazionale della Sila]]></category>
		<category><![CDATA[Hyle Book Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Incipitojo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un momento in cui le parole smettono di essere solo scritte e iniziano a vivere. Quel momento, oggi, coincide con una semina. Dopo l’esperienza immersiva dell’estate 2025, Hyle Book Festival, con la curatela artistica di Elena Dardano, e Incipitojo, mostra ideata da Lorenzo Scacchia, danno avvio a una nuova fase del progetto: decine di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un momento in cui le parole smettono di essere solo scritte e iniziano a vivere. Quel momento, oggi, coincide con una semina.</p>
<p>Dopo l’esperienza immersiva dell’estate 2025, <strong>Hyle Book Festival</strong>, con la curatela artistica di Elena Dardano, e <strong>Incipitojo</strong>, mostra ideata da Lorenzo Scacchia, danno avvio a una nuova fase del progetto: decine di cartoline scritte a mano tra gli alberi della Sila vengono ora piantate in tutta Italia, trasformando la scrittura in gesto concreto e generativo.</p>
<p><strong>🌿 </strong><strong>Dalla copertina immaginata al seme piantato</strong></p>
<p>Durante la quinta edizione, Hyle Book Festival ha ospitato <strong>Incipitojo</strong>, mostra di copertine di libri immaginari sospese tra gli alberi. Il progetto ha invitato visitatori e partecipanti a lasciarsi ispirare dall’istallazione scrivendo pensieri o versi su <strong>cartoline realizzate con carta artigianale contenente semi misti di piante mellifere</strong>, pronte a essere interrate.</p>
<p>Oggi quelle cartoline diventano terra e futuro.</p>
<p><em>Assieme, sitibondi, /</em> <em>pensavamo di /</em> <em>andare nel luogo che stavamo cercando. /</em> <em>Poi /</em> <em>lo abbiamo trovato,</em> / <em>ma abbiamo scoperto che quel luogo / eravamo</em> / <em>noi.<br />
</em>Recita una delle cartoline che verrà piantata.</p>
<figure id="attachment_125504" aria-describedby="caption-attachment-125504" style="width: 233px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-125504 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-233x350.jpg" alt="" width="233" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-233x350.jpg 233w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-683x1024.jpg 683w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-1024x1536.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-1365x2048.jpg 1365w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-750x1125.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-1140x1710.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Credits-@HyleMicheleCanino-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 233px) 100vw, 233px" /><figcaption id="caption-attachment-125504" class="wp-caption-text">foto di Michele Canino</figcaption></figure>
<p><strong>🌍 </strong><strong>Una mappa della germinazione: la cultura che si diffonde</strong></p>
<p>La semina coinvolge una rete diffusa di orti, giardini, biblioteche, associazioni, spazi sociali e residenze artistiche in tutta Italia. Dalla Calabria al Veneto, ogni luogo accoglie le parole e le restituisce alla terra. Ecco la lista dei luoghi o delle realtà che si occuperanno della semina: <strong>Calabria</strong>: Ammàno; <strong>Campania</strong>: Fondo RisOrto, L&#8217;Orto dei Vesuviani; <strong>Emilia-Romagna</strong>: Le Serre dei Giardini; <strong>Lazio</strong>: Centro diurno Alzheimer “Tre Fontane” (con Linaria), Co.r.ag.gio; <strong>Liguria</strong>: OrtoCollettivo Genova; <strong>Lombardia</strong>: Nature, Art &amp; Habitat Residency, Orti nel Parco, Orti Sociali Baggini, Rural Residency for Contemporary Art; <strong>Marche</strong>: San Michele Arcangelo; <strong>Piemonte</strong>: CelestinOvie, St’Orto Urbano; <strong>Sardegna</strong>: Mieli Manias (con Apiario d&#8217;Autore); <strong>Sicilia</strong>: Casa Cuseni, Il Giardino di Giancarlo, Parco Paternò del Toscano; <strong>Toscana</strong>: Biblioteca Pietro Thouar (con Progetto F’Orti!), Orti della Diversità (con Rete Semi Rurali), RicciOrto (con Legambiente Firenze); <strong>Trentino-Alto Adige:</strong> Terre Altre; <strong>Veneto</strong>: Biblioteca Civica Villa Valle, Villa di Modolo, Villa Tiepolo Passi.</p>
<p><strong>🌸</strong><strong> Cultura, natura e comunità in un unico gesto</strong></p>
<p>Con questa azione, Hyle rafforza la propria visione: <strong>la cultura non si limita a essere fruita, ma si coltiva e si condivide.</strong></p>
<p>La semina delle cartoline si inserisce in un percorso più ampio che vede il festival impegnato in pratiche concrete di sostenibilità: l’evento è certificato con <strong>Bollino Eco Event Plastic Free</strong> e promuove attività <strong>ambientali e di sensibilizzazione</strong> durante la sua programmazione. Durante l’edizione 2025 del festival, inoltre, alcuni <strong>alberi sono stati piantumati</strong> nei boschi della Sila: un ecosistema culturale in cui parola e ambiente crescono insieme.</p>
<p><strong>🌱</strong><strong> Hyle: la cultura che mette radici</strong></p>
<p>Nato nel cuore del <strong>Parco Nazionale della Sila</strong>, <strong>Hyle Book Festival</strong> è un progetto culturale unico che intreccia <strong>letteratura, arte, natura e comunità</strong>. Ogni anno, tra boschi e paesaggi incontaminati, il festival crea un’esperienza immersiva dove la lettura e la scrittura diventano pratiche collettive e sensoriali, capaci di trasformare il pubblico in protagonista. Hyle non è solo un luogo di eventi: è una <strong>rete viva che connette persone e territorio</strong>, promuovendo progetti sostenibili e pratiche ecologiche concrete, dall’attenzione all’ambiente alla valorizzazione della biodiversità.</p>
<p>In attesa della nuova edizione di <strong>agosto 2026</strong>, Hyle continua a diffondere la cultura come un organismo vivo, <strong>capace di mettere radici e generare nuove connessioni</strong>.</p>
<p><strong>🏛️</strong><strong> Crediti istituzionali</strong></p>
<p>L’edizione 2025 del festival è stata finanziata con risorse PAC 2014/2020 – Az. 6.8.3, erogate a esito dell’Avviso “Attività Culturali 2023” da Regione Calabria – Dipartimento Istruzione e Pari Opportunità – Settore Cultura. Con il sostegno di: Regione Calabria, Calabria Straordinaria, Fondazione Carical, Comune di Taverna, BCC Calabria Ulteriore. Con la collaborazione di Avis Comunale Presila ODV. Con il patrocinio di: Rai Calabria, Parco Nazionale della Sila Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Il festival si svolge nel Centro Visita “A. Garcea” di località Monaco (Villaggio Mancuso, Taverna CZ) grazie alla concessione degli spazi da parte del Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ufficio stampa Hyle Book Festival</strong></p>
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		<title>Botricello, si scrive Ginestre, si legge resilienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra D'Agostino]]></category>
		<category><![CDATA[autore di libri]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto comprensivo "Ilaria Alpi"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasformare la lettura in emozione, la riflessione in crescita e le storie in strumenti per comprendere meglio la realtà. Con questo intento educativo, giovedì scorso, 26 marzo 2026, presso la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Ilaria Alpi”, guidato dalla Dirigente Scolastica Isabella Marchio, si è svolto un incontro formativo rivolto alle classi terze [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trasformare la lettura in emozione, la riflessione in crescita e le storie in strumenti per comprendere meglio la realtà.<br />
Con questo intento educativo, giovedì scorso, 26 marzo 2026, presso la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Ilaria Alpi”, guidato dalla Dirigente Scolastica Isabella Marchio, si è svolto un incontro formativo rivolto alle classi terze di Botricello e Belcastro, nell’ambito del progetto di lettura “I libri… ali per volare”, di cui sono referenti le insegnanti Antonella Valerio e Caterina Pane, volto a promuovere il piacere della lettura e a trasformare le conoscenze in atteggiamenti positivi e i valori in reali competenze sociali ed emotive.<br />
L’iniziativa ha previsto l’incontro con Alessandra D’Agostino, autrice del libro “Ginestre”, una raccolta di racconti che mette al centro la necessità di non arrendersi alla vita. I protagonisti delle storie affrontano momenti difficili e dure prove, come la violenza, la maternità mancata, la malattia e la disabilità, ma nessuno si arrende.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125443 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/03/ginestre-2-263x350.jpg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/03/ginestre-2-263x350.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/03/ginestre-2-768x1024.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/03/ginestre-2-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/03/ginestre-2-750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/03/ginestre-2-1140x1520.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/03/ginestre-2.jpg 1530w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /><br />
La ginestra, infatti, è il fiore che simboleggia la forza, perché riesce a sopravvivere anche senza acqua, conservando il suo profumo e la sua bellezza, proprio come i personaggi di ogni singolo racconto. Si tratta di storie intense e significative, capaci di trasmettere agli studenti il valore della resilienza, della forza interiore e della speranza. Durante l’incontro, gli alunni hanno avuto l’opportunità di dialogare con l’autrice, porre domande, condividere riflessioni e approfondire i temi affrontati nel libro. Il confronto si è rivelato particolarmente coinvolgente e formativo, stimolando nei ragazzi una maggiore consapevolezza emotiva e sociale. Un momento significativo di crescita culturale e personale che ha dimostrato, ancora una volta, come la lettura possa diventare uno strumento fondamentale per comprendere sé stessi e gli altri.</p>
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		<title>Un pezzo di Reventino nell&#8217;opera prima dello scrittore Giuseppe Mimmo, firmata Marika Mazzeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 12:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Mimmo]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Marika Mazzeo]]></category>
		<category><![CDATA[Reventino]]></category>
		<category><![CDATA[Spelonche di soli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un pezzetto di Reventino anche nell&#8217;opera prima di Giuseppe Mimmo, barese, neofita del settore, che ha scritto da poco la sua opera d&#8217;esordio: &#8220;Spelonche dei soli&#8221;. Nel suo bel libro, infatti, è presente un&#8217;opera dell&#8217;artista moderna Marika Mazzeo che vive, ormai da anni, in una piccola frazione di Serrastretta e che ha prestato la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un pezzetto di Reventino anche nell&#8217;opera prima di <strong>Giuseppe Mimmo,</strong> barese, neofita del settore, che ha scritto da poco la sua opera d&#8217;esordio: <strong>&#8220;Spelonche dei soli&#8221;.</strong> Nel suo bel libro, infatti, è presente un&#8217;opera dell&#8217;artista moderna<strong> Marika Mazzeo</strong> che vive, ormai da anni, in una piccola frazione di Serrastretta e che ha prestato la sua talentuosa mano per la realizzazione della copertina. Restando sempre alla parte grafica e artistica del libro, la Signora <strong>Maria Rosaria Macario</strong> ha realizzato il disegno interno.</p>
<p>Tornando al lavoro di Mimmo, esso costituisce un viaggio, una esperienza che, attraverso la bellissima cornice partenopea, porta in sé i semi di un viaggio e fisico e sentimentale&#8230;le metafore, il labirinto e il filo che ne indica la via maestra costituiscono sia un espediente narrativo che un richiamo al districarsi nei sentimenti e nella vita reale. Il canzoniere che ne esce, delinea appunto un percorso eclettico , fatto di endecasillabi e rime accostati in modo originale al vernacolo e al volgare persino.</p>
<p>Arianna del mito, figura dell&#8217; Amore e del sottobosco del dolore, il mare e la luce, diventano protagonisti di un teatro emotivo e simbolico, che dallo spaesamento, con rapide sterzate, passa all&#8217;energico desiderio di uno stato di salvezza condivisa. In un telaio di analogie visionarie e flussi prosastici, si passa dalla tradizione classica al dialetto e al vernacolo in modo graduale ma anche rapido e impercettibile dando la sensazione quasi di un opera impressionista. Cosa incredibile al giorno d&#8217;oggi le analogie e i richiami nonché il contesto dell&#8217; opera sembrano ricalcare quel dolce stile novo proprio di altri tempi e Senza dimenticare la modernità e il linguaggio odierno si rimane nel solco dell&#8217;antico cercando di adattarlo umilmente si tempo odierni. Ne consegue un dettato eclettico che trasforma la ferita amorosa, in laboratorio di suoni e pitture, dall&#8217; invocazione alla donna, alla lotta contro l&#8217;inerzia, dal respiro soffocato alla rinascita nel segno del filo di Arianna.</p>
<p>&#8220;Spelonche dei soli&#8221; mette in scena una educazione sentimentale, che nel gesto minimo, appena accennato dei corpi, trova la condizione per uscire dal labirinto e passare dall&#8217;io frammentato alla coppia come promessa di forma. Con la casa editrice Leonida di Reggio Calabria, Giuseppe Mimmo è alla sua prima pubblicazione ed è già disponibile on line sul sito della Leonida edizioni la pre-ordinazione della sua opera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/un-pezzo-di-reventino-nellopera-prima-dello-scrittore-giuseppe-mimmo-firmata-marika-mazzeo/">Un pezzo di Reventino nell&#8217;opera prima dello scrittore Giuseppe Mimmo, firmata Marika Mazzeo</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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