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Catanzaro, noto con lo pseudonimo di Artè intervista all’artista Francesco Caroleo

Francesco Caroleo nasce a Catanzaro nel 1975. Fin dalla giovane età lavora nel settore artistico, avendo frequentato prima il Liceo Artistico e, successivamente, l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Nel settore è conosciuto anche con lo pseudonimo di Artè, che lo ha accompagnato per la gran parte della sua carriera che lo ha visto spiccare nel complicato settore della vetreria artistica. L’esperienza maturata come apprendista in diverse botteghe gli hanno permesso, negli anni, di partecipare a numerose mostre a livello nazionale ed internazionale.

Il Maestro ha accettato di realizzare questa intervista nella quale parlerà di sé e della sua arte, dandoci anche alcune chicche esclusive sul futuro.

– Come e quando inizia il tuo percorso artistico?
Sono cresciuto in una famiglia di artisti, e quindi l’arte è stata sempre presente nella mia vita. Questo ha avuto una grossa e decisiva influenza fin da bambino nella mia formazione personale, e nel mio percorso professionale/artistico.

– Nel 1999 costituisci il tuo atelier << Artè >>, ci vuoi parlare di questa realtà?
In principio fu solo un progetto, un’idea. Ma prima ci terrei a spiegare il significato del nome Artè: ARTE ESSERE – l’arte come modo di essere e modo di vivere. L’artista non vede le cose in modo normale, e spesso è in conflitto sé stesso.
Io avrei voluto raggruppare un insieme di artisti, per affrontare questo conflitto insieme. Purtroppo è risultato veramente molto complicato riuscire in questo intento. Per questo, poi, Artè è diventato il mio simbolo, il mio brand individuale per oltre 30 anni. Anche se, nel 2010, per esempio, il mio studio collabora ed entra a far parte dell’Associazione artisti e artigiani terra/TERRA.
Per concludere, ultimamente è come se si fosse creato una bolla intorno ad Artè, quindi sto cercando di far emergere la persona, Francesco.

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 – C’è qualche artista a cui ti ispiri? Qualcuno che abbia influenzato la tua arte?
Per anni sono stato un artista informale e concettuale. I miei punti di riferimento erano Emilio Vedova e Alberto Burri. Ma ho sempre ammirato artisti come Marcel Duchamp o Salvador Dalì. Loro hanno avuto una grossa influenza nella seconda parte della mia vita artistica. In questo momento della mia vita sono tornato alle origine, quindi al figurativo, e di conseguenza cerco di studiare tutte le correnti iper-realiste.

 – Hai realizzato parecchie opere, dove possiamo trovarle?
Tra le mie opere più emblematiche c’è sicuramente blasone di Catanzaro: ovvero l’Aquila – rivisitata dal mio punto di vista, ed installata all’entrata della città – inaugurata in occasione della festività di San Vitaliano. L’altezza dell’opera è di 4,5 m con un diametro di 2,85 m. La struttura è stata realizzata con della lamiera Corten 5mm, invece lo scudo, composto da un mosaico in vetro, è un’opera bi-facciale, quindi fruibile da tutti e due i lati, ed è stata realizzata con dei vetri preziosi tirati a mano. Altra opera presente in città, è la targa dedicata a Sandro Pertini, installata al Complesso Comunale San Giovanni. Tra le opere di vetreria artistica più importanti svolte, vorrei ricordare la vetrata – di circa 140 m –  presente all’interno della Chiesa di Mater Domini. Io e il mio team abbiamo iniziato i lavori nel lontano 2001, e li abbiamo terminati nel 2021.
Ci tengo a specificare che la vetrata è stata realizzata su un progetto del Maestro Parrillo, che per me è stato oltre che un maestro d’arte – a cui ancora attingo per le mie opere –  anche un Maestro di vita.

– Puoi dirci qualcosa a proposito dei tuoi progetti presenti e futuri?
Sì. Ho cercato di creare di primo brand Città di Catanzaro. Insieme al mio team ed il prezioso supporto del modellatore digitale Paolo Daniele, abbiamo realizzato – sempre secondo la mia visione – l’Aquila di Catanzaro, rielaborata in chiave realista, come se avesse le sembianze di un’aquila vera. Nel fare questo siamo partiti dalla descrizione di Vincenzo d’Amato del 1670, e ci siamo anche liberamente ispirati a quella di Toni Pileggi del 1974. La prima spilla è stata consegnata al sindaco nel febbraio scorso. In futuro ci saranno diverse collaborazioni con dei punti vendita all’interno dei quali saranno presenti diversi gadget del mio brand.

Francesco Caroleo, con le sue opere, sta sicuramente contribuendo in modo importante alla crescita artistica e culturale della città. Questo, grazie anche al suo brand capace di riportare quel senso di amor proprio alla città e di unione comune.

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