
Come informa una nota che di seguito pubblichiamo – pervenuta in redazione – diffusa dal capitano Domenico De Biasio che dirige la Compagnia di Soveria Mannelli, accorsi sul posto, ove era giunto anche il fidanzato della donna, i militari avevano modo di rendersi subito conto della gravità del sinistro in quanto veniva riscontrato lo sfondamento di un guard-rail posto a protezione della carreggiata, all’altezza di una curva a gomito, e una sorta di “buco” all’interno della vegetazione posta ai lati della strada che scendeva fino ad un dirupo della profondità di circa 70 metri. L’episodio è accaduto nei giorni passati, più precisamente tra la notte tra martedì 26 e mercoledì 27 luglio scorso.
Giunti a più di 70 metri di profondità, i militari riuscivano a individuare l’autovettura della malcapitata quasi nascosta tra alcuni arbusti, verificando nell’immediatezza le condizioni delle occupanti rimaste intrappolate nell’abitacolo in stato di panico.
Per fortuna, la corsa folle del mezzo nella lunga discesa che conduce al burrone era stata limitata dalla resistenza opposta dalle felci e rovi che aveva incontrato lungo il precipizio, escludendo pertanto danni seri all’incolumità fisica della donna e della figlia appena undicenne.
Intervenuto il 118, la donna e la ragazzina venivano immediatamente visitate e riscontrate affette da varie lesioni giudicate guaribili rispettivamente in 15 e 7 giorni di cure, non riportando, per fortuna, nessuna conseguenza più grave per la propria salute.
Assicurate le cure alle due malcapitate, i militari effettuavano infine le dovute operazioni di sopralluogo. Sembra che la causa dell’incidente sia stata la possibile sottovalutazione della curva a gomito percorsa, nel caso specifico, senza la dovuta accortezza che si richiede.
