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Carlopoli, conclusi i festeggiamenti per il 400esimo anniversario dalla nascita del Comune

Si sono conclusi a Carlopoli i festeggiamenti per i quattrocento anni del Comune. Un viaggio lungo un anno, che ha avuto il suo apice sabato 7 febbraio e in cui sono stati ripercorsi quattro secoli di passi sulle strade del paese, riscoprendo l’orgoglio di chiamare questo luogo ‘casa’.

Un momento della rappresentazione

La festa finisce, ma la storia continua, scritta ogni giorno da ognuno degli abitanti. La conclusione ha visto la messa in scena della Pièce Teatrale “Punto informazione” a cura del Gruppo Teatrale “I Vacantini”APS sotto la giuda della Presidente e regista Petronilla Colella.

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La scena si svolge in un piccolo ufficio tra brochure di carta riciclata e un computer che si blocca, qui avviene il contatto tra la guida turistica del luogo e una turista con domande che lasciano il tempo che trovano, il tutto condito da un’amica della giuda alquanto invadente e sopra le righe. È il luogo dove viene raccontata la storia di Carlopoli, diventa il luogo dove si cerca ciò che si è perso, dove dal passato emergono le varie figure, dove si  aspetta un soffio di vento che scuota il peso del momento.

L’abito tradizionale

Nella stessa giornata è stata presentata la ricostruzione storica dell’abito tradizionale carlopolese alla presenza del Sindaco di Carlopoli Emanuela Talarico, del Sacerdote Don Grégoire Nsabimana e del Sindaco di Bianchi Pasquale Taverna. Abito riprodotto dalle Signore Alessandra Garofalo e Concetta Grande, attraverso una vecchia foto in bianco e nero fornita dal Signor Salvatore Gigliotti, da cui non è stato facile individuare il tipo di stoffa e i colori.

Presentare un abito tradizionale significa raccontare la storia di una comunità quella di Carlopoli che affonda le sue radici nella Sila Piccola, tra la spiritualità dell’Abbazia di Corazzo e la laboriosità dei suoi abitanti. Era la carta d’identità dello stato sociale della donna che lo indossava. È l’abito delle radici, non un semplice costume, ma l’anima di un popolo che abita ancora dove il tempo non ha età. A concludere i festeggiamenti il Complesso Bandistico Santa Maria di Corazzo diretto dal Maestro Francesco Caruso. Le note della banda hanno squarciato il silenzio di questi quattro secoli.

Il concerto della Banda Santa Maria di Corazzo

È stato meraviglioso osservare come i musicisti, dai veterani ai giovanissimi, respirassero all’unisono, trasformando lo spartito in un’emozione condivisa. Una esplosione di colori sonori che ha trasformato la mente e il cuore e ci ha ricordato che una comunità è come una grande orchestra: ognuno ha il suo strumento, ma è solo nell’armonia collettiva che si crea la vera bellezza.

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