Perché restare? Perché, nonostante tutto, basta dare un’occhiata qui intorno, ascoltare l’eco della storia e i suoni della natura, inebriarsi dei suoi profumi, per capire quanto tutto sia straordinariamente meraviglioso. E già solo per questo vale la pena lottare!
La solidarietà è una delle manifestazioni più evidenti dell’amore. Il mondo non avrà pace finché solo chi è grande diventa più grande. Ci piace mangiare sano. Abbiamo un solo pianeta a disposizione e l’onore e l’onere di rispettarlo. Esistono tanti piccoli sconosciuti produttori locali e del Sud del Mondo che commercializzano capolavori, molti di questi potete trovarli nel nostro Gas “Vitti na’ vozza” di Lamezia Terme.
Jafar viene dall’Afghanistan e si occupa delle piantine del Centro di salute mentale del Reventino e di Gedeone ma, tra una pausa e l’altra, arricchisce dottori, pazienti e volontari raccontando la sua storia, ricordando l’orrore della guerra, spiegando la sua cultura, le sue tradizioni, la sua temutissima religione.
La parola sinergia deriva dal greco συνεργός e significa “lavorare insieme”. Una spirale, in matematica, è una curva che si avvolge attorno a un determinato punto centrale o asse, avvicinandosi o allontanandosi progressivamente, a seconda di come si percorre la curva.
Davanti alle mura badiali una spirale di piantagioni forma il nostro orto sinergico in cui, una delle parole d’ordine è consociare: coltivare contemporaneamente diversi tipi di piante sullo stesso terreno. Perché, come spesso accade con le persone, l’una sostiene e protegge l’altra.
Sempre in greco, “oros” significa montagna e “ganos” significa splendore. L’origano è lo splendore della montagna, nasce infatti spontaneo in zone rocciose e spesso impervie. Nella tradizione contadina veniva usato come talismano per scacciare via gli spiriti cattivi. Era considerato capace di lenire il dolore, di confortare. Veniva regalato per augurare pace e felicità.
Non è facile credere nella pace quando dentro e fuori di noi sembra ci sia confitto perenne. Non è facile trovare la tregua. Ma se la passione è più forte d’ogni timore, se la voglia di abbracciare l’altro è più forte della diffidenza, se il coraggio di partire è più forte della paura di scontrarsi, se la voglia di rialzarsi è più forte della paura di cadere, se la voglia di coltivare è più forte della seccatura del sudore, se la voglia di intervenire è più forte della paura di sbagliare. Se l’umiltà prevale sulla presunzione. Se la voglia di condividere è più forte della paura di privarsi di qualcosa, si può mettere su un Everest di pace.
Givepeace a change!
Progetto Gedeone
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