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Calcio, un allenatore speciale: Alfredo Pucci e i suoi “Numeri Uno”

Per tutti o quasi, quelli che lo conoscono è, semplicemente, «il Mister». A 37 anni giocava ancora ed era abile, nonostante le lunghe leve, con ottima tecnica, a eludere le minacciose puntate offensive degli attaccanti avversari. Lui è Alfredo Pucci. Una vita dedicata al calcio, con qualche affaccio pure sul taraflex nel volley.

Nell’ultimo periodo della sua attività fa allenatore e giocatore insieme, ma, appena smesso, si dedicherà a tempo pieno all’attività, appunto, di Mister. Un allenatore da panchina sì, ma anche con un incarico molto particolare, per un ruolo calcistico altrettanto particolare: l’allenatore dei numeri uno. Non i campioni assoluti, ma più semplicemente gli estremi difensori.

Allenare i portieri che sono, si è sempre detto, fin dalla notte dei tempi pallonari, gli Uomini Soli del rettangolo di gioco, per dirla con i Pooh, è un compito assai delicato e quasi invisibile. Eh sì perché mentre gli altri duellano tra di loro e tentano gesti tecnici spettacolari per far gol e farsi notare, il portiere no, si allena in solitaria e altrettanto in solitaria, durante il match, resta, spesso, per minuti e minuti a guardare gli altri giocare, divertirsi, lottare, sudare, mentre lui, sempre da solo a presidiare la “sua” area di rigore. Capita che non subisca un tiro per 95’ e poi debba essere pronto, all’ultimo secondo di recupero, con uno scatto felino, a compiere la parata della vita per evitare la beffa della sconfitta che poi, magari, gli sarebbe pure addebitata.

Insomma un ruolo delicato che richiede tecnica, elasticità e reattività e, soprattutto, concentrazione e senso dello spazio che è rappresentato dai soli pali della porta.

Palmieri

La mission di Alfredo con i suoi “numeri uno” inizia da Soveria Mannelli in un periodo importante calcisticamente parlando, per le squadre del Reventino, in particolare per Garibaldina e Audace Decollatura. Inizia insieme ad un allenatore iconico del dilettantismo calabrese. Quel Filippo De Cello che siederà per ben 25 stagioni consecutive sulla panchina giallorossa della Garibaldina e diventerà a furor di popolo il “Ferguson” di Soveria Mannelli e del comprensorio.

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Lo incontriamo in un freddo ma soleggiato sabato pomeriggio di febbraio, è sempre cordiale. Ci conosciamo da tanti anni e il rapporto non è mai venuto meno. Comodamente seduti iniziamo una breve, ma intensa chiacchierata fatta di tanti nomi che si è appuntato per non dimenticare e non far torto a nessuno dei portieri che ha allenato e che considera tutti ottimi portieri, con delle grandi potenzialità.

“Con Filippo De Cello – racconta Pucci – inizia la mia nuova vita da preparatore atletico e allenatore dei portieri. E subito ho occasione di lavorare con Gabriele Cavalieri, storico portiere giallorosso dalla fine degli anni ’80 che, insieme ad una delle più forti squadre che Soveria Mannelli abbia mai avuto (annoverava tra gli altri, Davide Visciglia ora allenatore dell’Under 14 del Catanzaro e Antongiulio Bonacci ex Cosenza di Zaccheroni e proprio Catanzaro tanto per fare degli esempi), giocò nel campionato di Promozione”.

Da lì una serie di estremi difensori davvero di primissimo piano.

“Dalla Garibaldina all’Audace Decollatura, dove vivo, il passo è breve e così, grazie al compianto e amatissimo presidente Amatruda, alleno Fortunato Palmieri, fra l’altro originario di Decollatura anche se trapiantato a Lamezia”.

Su Palmieri è doveroso aprire una parentesi. Il portiere della storica Audace degli anni ’90 detiene un record che pochi sanno. Durante la sua militanza con la Rosarnese a metà anni ’80, nella stagione 1987/88, Palmieri, conosciuto col nomignolo di “Fofò” rimase, infatti, imbattuto per ben 1434 minuti, tenendo dietro di sé, ancora oggi, portieri professionisti del calibro di Dino Zoff, Gianluigi Buffon e Sebastiano Rossi, campioni assoluti. Era Serie D – allora Interregionale – e quindi semiprofessionismo, ma sempre di campi di calcio si tratta.

Fatta questa doverosa citazione, torniamo a Pucci.

“Con Palmieri l’Audace stabilisce un autentico record: tre promozioni consecutive fino al campionato di Promozione nel ’92. Una squadra incredibile che fece sognare e risvegliare la passione di un intero paese”.

Costantino

Il racconto prosegue e proseguono anche i tanti nomi.

“Con l’Audace, negli anni successivi, mi capitò di allenare un altro ottimo numero uno, Remo Costantino che, nonostante non fosse altissimo, aveva un’esplosività straordinaria. Altra bellissima esperienza che ho fatto, grazie all’allora DS Michele Marasco, è quella col Sambiase in Interregionale allenando portieri del calibro di Puleo, ex Palermo e Gianluca Caravella”.

Nella sua esperienza, un tratto comune che ha sempre contraddistinto il Pucci allenatore, è quello di aver vinto tanti campionati. E’ il caso, per esempio, del compianto Luigi Maruca, scomparso lo scorso anno a soli 60 anni, con cui il Bianchi salì dalla Seconda alla Prima Categoria.

“Dopo l’esperienza a Sambiase, – prosegue Pucci nella sua narrazione – tornato alla Garibaldina, trovo Tommaso De Sio, altro straordinario calciatore che aveva avuto esperienze giovanili molto importanti. Poi a San Pietro Apostolo, altro campionato vinto di Terza Categoria e altro ottimo portiere: Roberto Sirianni”.

Siamo ormai ai giorni nostri. Pucci ritorna a Decollatura, subentrando nel finale di stagione e riesce, con una serie di partite perfette, a vincere i play off e riportare, dopo una trentina d’anni, l’Audace in I Categoria. “Un finale di campionato meraviglioso – racconta Pucci – anche perché non ero più proprio un pischello, come si dice e vincere i play off riscrivendo la storia calcistica di un paese è stata una delle soddisfazioni più grandi della mia vita, non solo sportiva. Lì allenavo Pasquale Procopio”.

De Sio

Tra i portieri allenati da Pucci ricordiamo anche Francesco Colosimo ex Sambiase e Vibonese e Cristian Maruca alla Garibaldina.

Arriviamo all’attualità. Ora il «Mister» allena i portieri dell’Invictus, realtà emergente del calcio del Reventino che raccoglie tanti ragazzi giovanissimi e si propone come nuova frontiera per la valorizzazione dell’aspetto sociale. “Sto allenando due bravissimi ragazzi, Gabriel Mancuso e Alfredo Fazio, che mi e ci stanno regalando belle soddisfazioni. Siamo secondi in classifica e in piena lotta per la promozione in II Categoria. Sulla difesa dei pali certifico la grande qualità dei nostri due atleti e, del resto, si vede in campo ogni domenica”.

Pucci conclude il suo racconto dicendo che tutti i portieri che ha allenato nella sua lunghissima carriera gli sono rimasti nel cuore, soprattutto per l’educazione, la disponibilità al sacrificio e negli atteggiamenti propositivi. Del resto, come si diceva all’inizio, il ruolo è cambiato molto negli anni e il portiere è diventato un difensore aggiunto, che partecipa attivamente alla manovra. Gli chiediamo un’ultima cosa. Se ha sotto mano un giovane promettente che potrebbe ambire a una carriera importante. “Tenete a mente questo nome, Pietro Mangano. 12 anni e grande disponibilità ad imparare. Ottimo prospetto. Penso che se ne sentirà parlare prima o poi”.

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