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Calabria. Lavori stagionali in crisi/ Imprenditori non “chiari” e spesso alla ricerca di personale al 41-bis

Non si placa la polemica per il mancato reclutamento di personale da impiegare nelle stagioni estive.  “Non hanno voglia di lavorare”, sentenze come questa inondano i Social, in queste ore, sentenze trascritte da imprenditori del comparto turistico calabrese.

Ma è realmente così? I giovani non hanno voglia di lavorare? Gli imprenditori sono chiari nei contratti di somministrazione e nelle mansioni da svolgere?

La nostra redazione è stata letteralmente inondata da telefonate da parte di tantissimi giovani stanchi da queste accuse-che definiscono-vergognose.

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“Sai…ti cercano per la stagione e poi alla fine il periodo di lavoro si concentra nel solo mese di agosto, ci dice Luca da Cosenza”. “Chiedono orari paragonabili a quelli del 41-bis, servizio a colazione, pranzo, cena, receptionist,  e spesso pretendono anche di dormire in struttura”, racconta Veronica da Castrolibero

“Propongono 18 ore di lavoro con contratti di  poche ore “ufficiali” e visibili in busta paga”, siamo a questi livelli, afferma Marco da Catanzaro.

I pagamenti? Quasi mai si arriva a 700 euro per un solo mese, conferma una giovane cuoca calabrese.

“Fortunatamente esistono strutture e imprenditori dalla grande onestà, perle rare ovviamente, ma che ancora tentano di arginare una grande fetta di disonesti, di imprenditori che giocano sporco e che agirano spesso il sistema della tassazione”, dichiara Massimo da Montalto.

Con la redazione de “ilReventino” daremo sempre voce ai più deboli.

Omar Falvo

Giornalista pubblicista

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