Stiamo parlando di Bianchi, un piccolo centro tra il Reventino e la Sila catanzarese in provincia di Cosenza, che da anni ormai, lancia tanti giovani che si accostano alla musica ed ha visto il consolidamento, sempre nel corso del tempo, di più di un gruppo o band che suonano con serietà e si esibiscono in tutta la Calabria.
In particolare stiamo parlando del giovanissimo Andrea Cerminara, fresco di diploma di scuole medie, ma che già da un bel po’ è inserito pienamente nel mondo delle sette note e in modo serio, adulto.
Il ragazzo, infatti, fin da bambino, è iscritto al Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza (anno accademico 2022/2023), dove ha fatto parte, insieme al fratello Mario Francesco del “coro delle voci bianche”.
Attualmente, comunque, ed è questa la bella notizia, tutti e tre i fratelli, anche la sorella Arianna, che studia flauto traverso, sono iscritti per la felicità di mamma Angela e papà Antonio, che potranno avere sempre gratis un trio a “suonargliele”.
In particolare il piccolo Andrea, che ha cominciato suonando la batteria e suona attualmente organo e fisarmonica, sta frequentando il corso propedeutico di Prepolifonia che concerne lo studio del linguaggio musicale sviluppatosi a partire dall’Alto Medioevo (sec. VIII-IX) fino alla nascita della Polifonia in senso stretto (sec. XIII-XIV): partendo dal canto monodico cristiano, comunemente definito Canto Gregoriano, sino alle forme più evolute della polifonia medievale.
Una disciplina molto particolare e con delle specifiche peculiarità. Come, del resto, molto particolare è stata la scelta fatta dallo stesso Andrea, per la tesina finale portata all’esame di Terza.
L’altra sua grande passione, ovvero quella per le automobili, infatti, lo ha spinto a costruirla incentrandola sul concetto che l’automobile può essere essa stessa musica e, nel corso dei secoli, sia diventata come un teatro dove si può ascoltare musica. La cosiddetta road music, la musica in movimento, in viaggio.
Lo spiega chiaramente Andrea. Egli dice che, in realtà anche l’auto produce musica. Nella carrellata proposta, ha sottolineato come l’evoluzione dell’automobile abbia, come nella musica appunto, avuto un crescendo che è andato di pari passo con la produzione di musica della stessa. Si potrebbe pensare all’introduzione dell’autoradio nelle moderne autovetture, ma anche il motore – come giustamente sottolineato dal giovane studente – “canta”. Dagli scarichi di alcune macchine in particolare, come Ferrari, Lamborghini, ecc. esce musica. Quindi il concetto di auto che passa – come sottolinea ancora il giovane – dalla benz patent-motorwagen del 1886: zero musica, solo il rumore del motore
Monocilindrico, a quelle con carrozzeria chiusa, a partire dagli anni ’20 e ’30, che le fa diventare veri e propri strumenti musicali con degli ingegneri del suono preposti ad “accordarli”, assume una valenza straordinaria, se si pensa a ciò che sta succedendo oggi con le auto elettriche. Le case che le producono, infatti, essendo praticamente azzerati i rumori del motore, hanno dovuto inventarsi rumori artificiali per tutelare l’incolumità dei pedoni che condividono le strade con le auto e c’è chi, come la tedesca BMW, che ha scomodato addirittura compositori come Hans Zimmer, per creare musiche apposite per questo scopo.
Andrea, nella sua tesina, ha fatto emergere, altresì, brillantemente, l’aspetto legato all’evoluzione della musica nell’abitacolo, che passa da Galvin Manufacturing che lancia la “Motorola” nel 1930, prima radio per auto a Henry Ford che fece “suonare” per la prima volta un’autovettura mettendo l’8-Track player sulla Mustang 1965, lettore 8-Track a Cassette, che creò il suono personalizzato nell’abitacolo e che avrà un’impennata così rapida che, in pochissimo tempo, si passerà dalle cosiddette “Stereo 8”, a raffinatissime e ricercatissime playlist digitali personalizzate, dove fai tu il dj, alle dab radio, dettagliatamente tematiche.
Andrea, però, non si è distinto solo per questa idea fuori dal comune, ma anche per un gesto estremamente nobile. Ha, infatti, voluto dedicare il suo lavoro scolastico al grande amico Andrea Nero, che non ce l’ha fatta a sconfiggere il cancro e come scritto nella dedica iniziale “…Grazie a lui ho scoperto il valore dell’amicizia…”.
Allora non possiamo che fare un grande in bocca al lupo ad Andrea e ai suoi fratelli musici, per un futuro radioso e sempre, come cantava la grande Mina interpretando magistralmente la sigla di Canzonissima, con… la musica in testa.

