Anche Colosimi dice “no” alla violenza sulle donne
Pasquale Taverna
Il plesso scolastico di Colosimi si tinge di rosso: scarpe rosse sparse sul pianerottolo della porta d’ingresso, cartelli sulle pareti, lettura di pagine di libri, canzoni e una simbolica fiaccolata inscenata dai ragazzi invita a dire “no” alla violenza sulle donne.
E’ quanto emerso dall’incontro “Le donne tra paura e coraggio”, organizzato dall’Istituto comprensivo Bianchi-Scigliano con la collaborazione del Lion club Lamezia Terme Valle del Savuto, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
A introdurre e moderare l’incontro la professoressa Giuliana Pugliano. Un incontro che ha anche previsto i saluti di Rodolfo Trotta, Formatore Lions Club, Salvatore Bernardino e Manolo Talarico, sindaco di Colosimi, nonché gli interventi di: Teresa Pullano, presidente FIDAPA Soveria Mannelli, ed Emilia Criscuolo, avvocato che opera molto contro “Stalking e violenza sulle donne”.
La prof.ssa Pugliano, ha sottolineato la partecipazione e la sensibilità dei ragazzi impegnati in questa occasione: “La famiglia e la scuola di periferia sono un collante – ha detto la docente – cui non interessa la parata, ma operare con coscienza e serietà.”
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Una giornata di riflessione per Trotta, affinché il 25 novembre non passi in silenzio. Salvatore Bernardino, ha accennato alle violenze storiche delle donne e del popolo valdese. Il sindaco Talarico, ha plaudito all’impegno della scuola e accennato alle violenze subite dalla donna in casa, sul posto di lavoro e nella società.
Positiva per la prof.ssa Pullano, l’iniziativa partita dalla scuola e sviluppata da tanti ragazzi. Ha invitato a superare gli steccati e spiegato che le violenze sulla donna è un fenomeno nascosto di origini lontane, oggi molto più marcato nella società. Ha aggiunto: “L’uguaglianza di genere, che dobbiamo promuovere, non è un favore concesso alle donne, è un atteggiamento mentale e culturale che deve diventare comportamento quotidiano di rispetto nelle relazioni tra uomini e donne.” Ciò richiede l’impegno individuale e collettivo di tutte, le donne che scontano ancora oggi antichi retaggi culturali ed economici per abbattere l’idea della donna oggetto.
L’avvocato Criscuolo, ha evitato discorsi tecnici e raccontato in modo semplice e diretto, senza intaccare la sensibilità dei ragazzi, la storia di una sua assistita. Una donna che ha subito violenza da parte del marito, il cui trauma l’ha condizionata per molto tempo. Poi la svolta, ha spiegato l’avvocato, al processo la donna ha preso coscienza di sé e con lucidità, consapevolezza e padronanza ha raccontato i fatti. Infine, un invito a denunciare le violenze cercando aiuto non solo in famiglia ma anche nei centri di ascolto.