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Alunni dell’IIS Costanzo di Decollatura intervistano Mons. Parisi

Fede, libertà, custodia, amore per il prossimo: sono questi i temi affrontati durante il seminario, dal titolo “Custodire voce del verbo amare”. Nella giornata del 12 Marzo si è svolto un incontro inerente a un dibattito con il vescovo di Lamezia Terme, Serafino Parisi. Sono state invitate tutte le scuole dell’IIS Costanzo e molti di noi hanno avuto la possibilità di instaurare una comunicazione con il vescovo. Mons. Parisi si è fatto promotore della riflessione volta a comprendere cosa bisogna custodire per poter amare. “La custodia più grande che ci è stata affidata è quella della persona umana, espressa con un verbo davvero impegnativo: amare”.  Sono queste le parole dell’illustre ospite.

“Amare significa diventare responsabili della vita dell’altro, amare significa prendersi cura della vita dell’altro”, ha proseguito. Concludendo affermando che “prendersi cura significa diventare responsabili del futuro e quindi dell’avvenire del prossimo”. La Chiesa viene vista come un’istituzione molto retrograda, il cui scopo è quello di imporre e dettare regole, eppure il vescovo sostiene che la Chiesa debba “instaurare relazioni che possono garantire la libertà”, quella libertà che non è altro che “il timbro distintivo che Dio ha messo dentro la nostra vita”, quell’ “espressione della propria esistenza dentro un sistema di relazioni” che la Chiesa deve instaurare. E la fede, dunque, non è altro che il garante di tale libertà, il “custode” di quest’ultima appunto.

Argomento di attualità è stato il brutale conflitto tra Hamas e Israele, che coinvolge da vicino anche il mondo cristiano. Abbiamo, dunque, chiesto un’opinione da parte di Sua Eccellenza, riguardante i diversi conflitti mondiali e soprattutto concernente la sofferenza a cui sono condannate le popolazioni civili. Il vescovo non ha potuto che sentire molto vicino questa guerra: infatti ha intrapreso gli studi presso Gerusalemme e per molti anni è stato la guida dei pellegrinaggi in questi territori. Ha affermato quanto considera “folle la guerra, da cui non esce alcun vincitore, ma che fa perdere tutti”. Ha, inoltre, ritenuto indispensabile non fare distinzione tra militari e cittadini: “l’unica cosa a fare la differenza è la divisa, ma sempre cittadini sono”.

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Per poter comprendere meglio il rapporto che lega la società alla Chiesa, abbiamo posto una domanda riguardante il ruolo della Chiesa all’interno del contesto sociale contemporaneo. Il vescovo non ha potuto che ribadire quanto è indispensabile il suo ruolo, soprattutto in quanto garante dell’assistenzialismo anche spirituale: “la presenza della Chiesa è determinante. Quest’ultima infatti si fa carico di tante fragilità”.

Importante, infatti, è la Caritas, volta ad assistere i più bisognosi garantendo loro lavoro, pasti, igiene, vestiti e giustizia.

Partecipare a un dibattito ci ha permesso di incoraggiare quello che è il nostro pensiero critico, contribuire dunque a una comprensione più approfondita delle questioni in discussione ed è stato uno strumento educativo significativo che ha arricchito la comprensione di noi studenti sulla religione, la morale e sulla società.

Mischelle Gallo – Serena Jebrini 4F, IIS Costanzo Decollatura

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