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A Sciabaca la tradizione popolare del legno in Calabria con Ottavio Cavalcanti: le nostre interviste

Cavalcanti racconta la sua collezione

Una collezione iniziata tra la fine degli anni ’50 e l’inizio del decennio successivo, con amorevole cura. E con altrettanto amore, stima e amicizia – come sottolineato anche nella presentazione della mostra – Angela e Ottavio Cavalcanti, ex docente ordinario di Storia delle Tradizioni Popolari e Cultura Materiale presso l’Unical di Cosenza, l’hanno donata alla Rubbettino Editore.

Si tratta di una raccolta minuziosa e dettagliata di oggetti e manufatti realizzati in legno e che hanno rappresentato per secoli, il lavoro, la tradizione e la cultura popolare delle classi subalterne calabresi. Soprattutto, essi, scandivano la vita quotidiana delle donne che, come sottolineato dallo stesso Cavalcanti nel talk La civiltà del legno in Calabria: “Sono oggetti che parlano, raccontano storie, principalmente al femminile, attraverso, per esempio, la conocchia (uno degli oggetti più presenti e quello più strettamente legato alla quotidianità) con la quale le donne lavoravano al telaio fino a notte fonda”.

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Proprio domenica scorsa, in occasione della giornata conclusiva della X edizione del festival Sciabaca, Rubbettino editore ha inaugurato con il prof. Cavalcanti, la mostra della vastissima collezione di oggetti in legno allestita nella sala Armando Critelli e fruibile al pubblico che vorrà visitarla.

Nelle nostre interviste abbiamo raccolto la testimonianza di Ottavio Cavalcanti e di Florindo Rubbettino sull’iniziativa e su Sciabaca edizione 2025.

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