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Un ricordo di Franco Politano, da Conflenti: politico d’altri tempi

di Vittorio Politano

Iniziando il nuovo anno, ho sentito la necessità di ricordare e rendere omaggio a un uomo politico di impareggiabili doti umane e culturali, onesto e competente, di generosità indiscussa e che ci ha lasciato ormai nel lontano 2009, Franco Politano. Un amministratore regionale appassionato, protagonista di importanti battaglie di civiltà e di emancipazione nella nostra regione.

Franco, era nato a Conflenti nel 1939; iscritto nel PCI dal 1960. La sua carriera politica, ebbe inizio nella fabbrica della Pirelli a Torino.

Giovane, appena uscito da un istituto retto dai gesuiti, Franco partì alla volta della città operaia e lì conobbe Achille Occhetto che lo rimandò in Calabria a lavorare nel partito. Tra gli incarichi che ha ricoperto, quello di segretario della federazione comunista di Catanzaro e presidente regionale della Confcoltivatori (ex Alleanza Contadini).

Deputato negli anni ’80 del secolo scorso, Franco si era dimesso dal Parlamento per accogliere e dare quindi seguito alla richiesta dell’allora segretario del PCI, Enrico Berlinguer, di guidare, come segretario regionale, il partito in Calabria.

In seguito, tra il 1987 e il 1990 era stato vicepresidente della Regione Calabria nelle due Giunte di solidarietà regionale.

Franco, mio parente, compagno, prestigiosa guida politica e punto di riferimento di molti di noi all’allora F.G.C.I., capace di lungimiranti elaborazioni e condotte politiche, si è messo al servizio di un progetto di riscatto, di progresso e di unità della Calabria.

Decisivo il suo contributo contro l’installazione degli F16 a Crotone. Di lui è necessario ricordare anche l’inesauribile impegno contro le mafie e l’azione a favore delle fasce più deboli della società calabrese nonché la battaglia contro la realizzazione della centrale a carbone a Gioia Tauro.

Franco Politano è stato anche consigliere provinciale e comunale, portando nell’aula di Palazzo De Nobili tutto il peso del suo prestigio di parlamentare in carica, della sua esperienza, della sua capacità politica.

Come capogruppo del maggiore partito di opposizione, ha caratterizzato la sua azione in termini costruttivi, senza barricamenti, facendo prevalere sempre gli interessi dei cittadini.

Per la spinta innovativa che esso infondeva alla nostra povera e martoriata Regione, è stato per certi versi non capito e per altri addirittura avversato cocciutamente anche da parte del suo partito, perché tra l’altro precorreva collaborazioni e tempi, divenuti in seguito usuali e ormai scontati.

Per questa sua intuizione e per questo progetto rivoluzionario, Franco ha pagato prezzi altissimi e dolorosissimi sul piano politico e sul piano umano, che restano imperdonabili per quanti, con ristrettezza di idee e miopia politica, ma anche per meschini interessi personali, glieli hanno procurati.

Franco Politano ha fatto teatro da giovane e di questa sua passione me ne parlava spesso; è stato compagno e amico di Mario Foglietti, Gianni Amelio, Vittorio De Seta, Nuccio Marullo, Franco Santopolo, ecc…

Qui a Catanzaro, in collaborazione con altri, tra cui i conflentesi Enzo Butera e Vincenzo Colosimo, ha fondato la prima filodrammatica della città.

Era un uomo giusto che aveva il senso della necessità altrui e se ne faceva politicamente e concretamente carico.

Noi che lo abbiamo conosciuto lo ricordiamo così: voglia di vivere, simpatia, educazione, energia, autentica passione politica. Un riformista autentico che sapeva avere amici a destra e a sinistra.

Da lui ho imparato una regola non codificata ma tanto giusta: rispetta e ascolta con pazienza chi a te si rivolge chiedendo qualcosa anche quando ritieni che non abbia bisogno o non lo meriti, perché il tuo sommario giudizio potrebbe essere errato.

Oggi voglio tributare al suo grande cuore e al suo grande cervello un applauso, sapendo che ci avrebbe spinti a divorare la vita, a non fermarci, ad andare avanti. Ma anche a non dimenticarlo.

Nunc et usque in sempiternum: Salve Franco.

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di: La redazione

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