giovedì , 12 Dicembre 2019
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Un paese e il suo sogno (Gimigliano). Un invito a lasciare aperte le porte dei sogni… in una foto di Antonio Renda

La consueta immagine del fotografo Antonio Renda, questa volta ci mostra un pezzo del nostro territorio che sembrerebbe essere l’ideale, e già pronto così com’è, per diventare l’ambientazione di un film fantasy, ma di quelli che riescono a raccontare ancora storie che lasciano a bocca aperta, che non hanno bisogno di particolari effetti speciali per catalizzare la nostra attenzione, che aprono le porte a nuovi sogni a occhi aperti.

Si tratta di un’immagine di Gimigliano, un “paese sorprendentemente doppio, per metà inerpicato su una rupe, quasi a voler dominare il paesaggio circostante, e per l’altra metà adagiato ai piedi della stessa”, come ho già avuto modo di dire altrove (Madonna di Porto. Le icone votive lungo i percorsi verso il Santuario, un libro fotografico di Antonio Renda, in pubblicazione).

Ma la cosa che salta di più agli occhi meno abituati all’evidenza è quella viuzza che si svolge lungo il pendio che separa i due borghi, come il filo di un gomitolo di lana che è rotolato via segnando un percorso involontario, come un rivolo d’acqua versata che ha trovato la sua strada nelle asperità del terreno, come un viottolo percorso ancora a dorso di mulo in anni in cui la meccanica e la tecnologia erano solo nei pensieri di pochi sognatori.

Questo, il commento dell’autore alla sua foto, che come al solito aggiunge un tocco di poesia e un invito alla meditazione o più probabilmente, in questo caso, al sogno; però uno di quelli realizzabili:

<<  Partiamo da qui, partiamo dai nostri luoghi, senza pianti e rimpianti ma con idee che ne valorizzino l’identità e allo stesso tempo diventino un pungolo e uno stimolo per una trasformazione che porti a nuovi percorsi.  >>

Nuovi percorsi! Come quella stradina che unisce due entità apparentemente distinte, a conferma della volontà di annullare lo spazio tra le persone, di arrivare a immaginare tutti assieme un futuro migliore e possibile.

Raffaele Cardamone

In basso, La foto realizzata da Antonio Renda e, a seguire, la sua Biografia…

Gimigliano

Foto di Antonio Renda (Fototeca della Calabria)

 Biografia di Antonio Renda

Antonio Renda è un fotografo e un documentarista. E’ nato a Catanzaro nel 1964. Ha compiuto studi universitari di filosofia e antropologia. Professionista dal 1991. Specializzato in fotografia di architettura, arte e turismo. Il suo archivio conta oltre 100.000 immagini sulla Calabria.
Ha collaborato alla realizzazione di numerosi prodotti editoriali con le maggiori case editrici calabresi: Rubbettino, Abramo, Iiriti, e nazionali come Silvana Editoriale, Electa-Mondadori e ha pubblicato sulle riviste: Oasis, Bell’Italia, A tavola, Terre del vino, Qui Touring, Abitare, Informatore Agrario; ha inoltre curato la fotografia per le Riviste: Calabria Rurale, Calabria è, Catanzaro Arberia.

Collabora da molti anni con le maggiori istituzioni calabresi e con case editrici, e autori vari. Per l’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Provincia di Catanzaro ha curato i cataloghi per le edizioni della mostra di arte contemporanea “Intersezioni” (ed. Electa) e per la mostre realizzate al Museo MARCA di Catanzaro fin dalla sua fondazione.

Ha inoltre realizzato le immagini per le due edizioni del catalogo del “Museo Storico Militare” di Catanzaro (ed. Rubbettino), i calendari e i cataloghi del “Parco della Biodiversità” di Catanzaro.
Per la mostra “Intersezioni” e il Museo MARCA ha realizzato inoltre i video sugli artisti e le relative mostre.

È responsabile della “Fototeca della Calabria”, associazione che si occupa della divulgazione della cultura e dell’immagine della Calabria, con una particolare attenzione agli scrittori ed artisti calabresi.
Ha inoltre realizzato, negli ultimi anni, numerosi cortometraggi su vari aspetti della cultura calabrese: il mediometraggio “Nella terra di Melusina”, ispirato ad un racconto di Corrado Alvaro, e i cortometraggi “I carbonai di Serra San Bruno”, “Bovari”, “L’ultimo Mugnaio”, “I Palmenti Di Ferruzzano”.

Un’opera fondamentale della sua produzione è il volume fotografico: “Differenze di Vedute – Il paesaggio nella provincia di Catanzaro” (ed. Rubbettino).

Ha da poco ultimato un nuovo libro fotografico: “Madonna di Porto. Le icone votive lungo i percorsi verso il Santuario”, attualmente in fase di pubblicazione.

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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