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Sindaci contro delibera riduzione servizio di continuità assistenziale (ex Guardia Medica)

I sindaci ribattono alla Commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro e chiedono la revoca della deliberazione che prevede 25 postazioni per il servizio di continuità assistenziale (ex Guardia Medica).

L’atto contestato è la deliberazione n. 64/2020, con cui la Commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro ha approvato la riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale (ex Guardia Medica) prevedendo al riguardo 25 postazioni “in ragione del rapporto ottimale di cui all’AIR per la medicina generale approvato in uno alla deliberazione di Giunta regionale n. 508/2006”. Di seguito la nota diffusa dai sindaci con la quale spiegano quanto segue.

Per questo motivo, e sulla scorta della nota dello scorso 20 febbraio con cui il Commissario ad acta e il DG del dipartimento regionale Tutela della salute hanno richiesto di sospendere l’esecutività della deliberazione in argomento, la Commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro non può lanciare la pietra e poi nascondere il dito, come se il riferito atto di riduzione delle postazioni di continuità assistenziale non producesse effetti e noi sindaci stessimo protestando sulla base del nulla.

La Commissione straordinaria dell’Asp è chiamata a gestire un’Azienda sanitaria sciolta per infiltrazioni mafiose. Questo richiede la massima accortezza nell’adozione di provvedimenti che incidono sulla tutela della salute della popolazione del Catanzarese. Pertanto i commissari straordinari devono assumersi le responsabilità loro assegnate e, nello specifico, provvedere a sospendere, come già chiesto formalmente dal commissario Saverio Cotticelli e dal dirigente generale Antonio Belcastro, l’esecutività della loro deliberazione, viziata da interpretazione inesatta delle norme vigenti.

Al riguardo, noi sindaci riteniamo che la Commissione straordinaria debba procedere direttamente a revocare la deliberazione n. 64/2020 e auspichiamo un passo indietro di tutti i protagonisti di questa scellerata scelta amministrativa.

Serve, allora, che i commissari straordinari dell’Asp di Catanzaro intervengano, al fine di revocare l’atto già adottato e reso esecutivo, assumendo una nuova, precisa e inequivocabile deliberazione, attesa dai cittadini che noi sindaci rappresentiamo, oltre che dalle istituzioni di competenza e dai parlamentari della Repubblica che, indipendentemente dalle rispettive appartenenze politiche, si stanno interessando del caso nell’esercizio del loro mandato.

Restiamo in attesa di riscontro, ben consapevoli che il comunicato stampa diramato dalla Commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro, con cui la medesima ha provato a chiarire il proprio intendimento, non ha valore di atto formale.

Ciò che conta, al momento, è quanto la stessa Commissione ha stabilito con la sola deliberazione di cui si ha traccia ufficiale, che, ripetiamo, riduce le postazioni di continuità assistenziale e si pone in contrasto con le norme vigenti nell’ambito del piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale. Carta canta!

I sindaci di:
Catanzaro, Lamezia Terme, Miglierina, Cicala, Serrastretta, Pentone, Cropani, Chiaravalle, Cortale, Platania, Pianopoli, Feroleto Antico, Carlopoli, Marcedusa, Sersale, Cerva, Gizzeria, Borgia, Soveria Simeri, San Floro, Girifalco, Caraffa, San Mango d’Aquino, Santa Caterina, Soverato, Sellia, Gasperina, Motta Santa Lucia, Amaroni, Montepaone, Sant’Andrea Jonio, Vallefiorita, Taverna, Badolato, Tiriolo, Nocera Terinese, Jacurso, Cardinale, Simeri Crichi, Gagliato, Sellia Marina, Andali, Palermiti, Argusto, Gimigliano, Soveria Mannelli, Maida, Settingiano, Cenadi, Martirano, Zagarise, Martirano Lombardo, Conflenti, Olivadi, Torre di Ruggiero, Stalettì, Guardavalle, Cortale, Marcellinara, Magisano, Decollatura, Petronà, Fossato Serralta, Sorbo San Basile, Isca sullo Ionio, San Pietro Apostolo, Petrizzi

di: La redazione

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