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Si sperimenta l’Internet delle cose nell’area del Savuto-Reventino: l’innovazione che non ti aspetti

E’ in corso la sperimentazione di tecnologie IoT  (Internet of things  cioè  Internet delle cose o degli oggetti) tradotto in termini più concreti l’espressione è un neologismo riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi.

Siamo nel campo avanzato dell’innovazione in cui si sperimentano nuove applicazioni e nonostante siamo in Calabria, nel Sud dell’Italia, questo fattore geografico non sembra essere penalizzante tanto che si può affermare che non c’è bisogno di aspettare i grandi player… Apple piuttosto che Google… già nel territorio del Savuto-Reventino, cioè nel cuore delle provincie di Cosenza e Catanzaro, ci sono delle attività messe in atto con cui si stanno sperimentando queste tecnologie innovative.

Di cosa stiamo parlando e per meglio comprendere l’argomento. abbiamo chiesto di spiegare, a noi e poi ai lettori, di cosa si tratta a Tommaso Filice, 38 anni e originario di Colosimi, ingegnere informatico, dipendente di una società Spin-off dell’UNICAL (Università della Calabria) con la passione per la tecnologia e per l’ambiente che mantiene anche un forte legame per il proprio territorio di appartenenza. Nel lavoro di sperimentazione – tiene a precisare l’ingegnere Filice – che è supportato dall’associazione PCAS (Progettare, Costruire ed Abitare Sostenibile)  www.apcas.it che da sempre è attenta alle problematiche della sostenibilità anche ambientale e soprattutto edilizia e delle costruzioni in legno di cui si interessa anche l’IoT.

Che cos’è l’Internet delle cose?

<<Per capire l’argomento di cui stiamo parlando è necessario spiegare che con l’espressione “Internet delle cose” viene indicata una famiglia di tecnologie il cui scopo è rendere qualunque tipo di oggetto, anche senza una vocazione digitale, un dispositivo collegato ad Internet, in grado di godere di tutte le caratteristiche che hanno gli oggetti nati per utilizzare la rete. Attualmente le proprietà degli oggetti connessi sono essenzialmente due: il monitoraggio e il controllo.

Monitoraggio vuol dire che l’oggetto può comportarsi come sensore, ovvero essere in grado di produrre informazioni su di sé o sull’ambiente circostante. Ad esempio: un lampione IoT non solo può rivelare se la propria lampada è funzionante oppure no, ma potrebbe anche analizzare il livello di inquinamento dell’aria.

Controllo vuol dire che gli oggetti possono essere comandati a distanza senza tecnologie particolari ma attraverso Internet. I campi di applicazione sono innumerevoli, il limite è solo la fantasia. Attualmente i settori più interessati sono la domotica, in cui gli oggetti IoT invadono le tecnologie casalinghe, compresi gli elettrodomestici, e le smart cities, dove le città diventano produttrici di dati e sono controllabili a distanza. Utilizzando le tecnologie dell’Internet delle cose è possibile dotare qualsiasi oggetto di un sensore e quindi connetterlo alla rete internet. Tale oggetto diventerà quindi un oggetto intelligente, capace di comunicare con il mondo esterno sia informazioni sul proprio stato che sull’ambiente che lo circonda>>.

Che cosa è possibile collegare alla rete?

<<Qualsiasi grandezza, fisicamente misurabile, può essere connessa in rete. Di tutto, almeno dal punto di vista teorico. Anche animali (per esempio attraverso segnalatori che ne consentono la localizzazione), piante (attraverso sensori che ne controllano l’illuminazione o il fabbisogno di acqua) e addirittura persone (utilizzando pacemaker o altri dispositivi per il controllo da remoto dei parametri biologici). Sono solo alcuni delle svariate possibilità di utilizzo e di attività di controllo che possono essere attivate>>.

In pratica questo sistema di tecnologia a cosa serve?

<<Obiettivo degli oggetti connessi è, in generale, quello di semplificarci la vita automatizzando processi o mettendoci a disposizione informazioni che prima non avevamo>>.

E’ possibile fornire qualche esempio?

<<La strada intelligente, o smart-road, in grado di dialogare con le auto, con i semafori e con la segnaletica al fine di ottimizzare i flussi di traffico, ridurre l’inquinamento e i tempi di percorrenza. Sensori posti sulle strisce dei posti auto che individuano la presenza o meno di una vettura, possono inviare l’informazione a un centro dati, che lo fa apparire sulla app per smartphone. I termostati intelligenti sono in grado di imparare orari ed esigenze e di scegliere la temperatura adatta per ogni momento. Può far risparmiare fino al 20% di energia. E tramite smartphone possono essere comandati a distanza: si accende l’aria condizionata o il riscaldamento quando serve, poco prima di tornare casa>>.

Possiamo dire che l’IoT ormai è già una realtà che interessa noi tutti e la nostra vita, ma in particolare quale sperimentazione si sta facendo in questa area della Calabria?

<<Da circa un anno, nella zona del Savuto-Reventino è in atto la sperimentazione di alcune tecnologie che permettono di implementare l’IoT. Si tratta di tecnologie che utilizzano protocolli LPWAN (Low-Power WAN) innovativi che permettono di creare reti wireless per la coperture di vaste zone anche rurali il tutto a bassa potenza di emissione. La possibilità di coprire un territorio esteso, di trasmettere utilizzando la banda di frequenze libere che non prevede nessuna autorizzazione è molto importante in quanto permette di utilizzare tali tecnologie a basso costo e quindi accessibili da chiunque. Oltre alla sperimentazione di tali protocolli, si stanno realizzando anche i relativi nodi sensori per collegare gli oggetti ad internet e quindi farli diventare oggetti smart. Cosi facendo, è possibile monitorare il livello di un fiume, essere avvisati se stà per esondare, monitorare frane di estese dimensioni anche in zone impervie, rilevamento ed allerta precoce in caso di incendi boschivi, controllare lo stato della qualità dell’acqua, dell’aria sia indoor che outdoor, il tutto con un costo molto contenuto>>.

C’è un campo di applicazione che può risultare particolarmente vantaggioso?

<<Un importante settore che potrebbe trarre innumerevoli vantaggi è quello dell’agricoltura, settore in cui l’IoT permette di ottenere notevoli risparmi relativamente al consumo di acqua, ai fertilizzanti, incrementare la qualità dei prodotti. Considerando che la sperimentazione sta interessando zone interne, montane, lontane da grossi centri e soprattutto zone soggette a spopolamento quindi zone povere dal punto di vista economico, avere la possibilità per un piccolo comune di monitorare nonché controllare il suo territorio oppure fornire servizi innovativi ai propri cittadini, sarebbe molto importante. L’utilizzo di tali tecnologie ben si concilia con le caratteristiche del territorio e non a caso sono state scelte proprio queste tipologie. Parliamo di zone montane, alcune località anche difficili da raggiungere addirittura anche dalla copertura della rete cellullare. Poter utilizzare le nuove tecnologie e soprattutto i servizi dell’internet delle cose potrebbe permettere di far rinascere tali territori dal punto di vista anche socio-economico>>.

In conclusione la sperimentazione nell’ambito di questo territorio della Calabria potrebbe portare dei vantaggi, ma com’è possibile renderli concreti?

<<Importante in questa fase sarebbe la disponibilità di uno oppure più Comuni dell’area Savuto-Reventino che dessero la possibilità di sperimentare tali tecnologie e servizi, con importanti ricadute sul territorio anche in termini di competenze. Si potrebbero infatti creare dei laboratori didattici per far avvicinare i giovani all’uso di tali tecnologie oppure intercettare eventuali fondi dell’unione europea per implementare dei servizi innovativi. Obiettivo della sperimentazione sarebbe l’utilizzo di tali tecnologie per promuovere il territorio e le sue tipicità>>.

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di: Santino Pascuzzi

Santino Pascuzzi, nasce a Cosenza, ed è residente a Soveria Mannelli. Diplomato al Liceo Scientifico “Luigi Costanzo” di Decollatura, consegue nell’anno accademico 1993/94 la laurea in Scienze Economiche e Sociali, indirizzo Organizzazione Aziendale ed Amministrazione Pubblica, presso l’Università degli Studi della Calabria. Corrispondente del quotidiano Gazzetta del Sud, dal 1995, iscritto all’albo dei Giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti. Formativa l’esperienza radiofonica, come conduttore e programmatore del palinsesto, svolta con l’emittente Radio Soveria Uno, partecipando anche al progetto di utilità collettiva art. 23, avente per oggetto la diffusione di informazioni sull’attività dell’ente locale, attraverso la redazione delle edizioni dei notiziari radiofonici, svolto per il periodo tra gli anni 1988/1989. Ha partecipato come collaboratore ai lavori di ricerca “Istituzioni locali e Istituzioni centrali dall’Unità alla Regionalizzazione” finanziata dal C.N.R. presso il Dipartimento Organizzazione Aziendale e Amministrazione Pubblica - Università della Calabria - per il periodo 1992/1994. Ha svolto incarichi come docente nei corsi di specializzazione dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente di Soveria Mannelli per le materie di Marketing ed Economia Aziendale. Svolgendo, nel contempo, attività di comunicazione istituzionale ed organizzazione di eventi e convegni, ha curato la pubblicazione di articoli per riviste e periodici regionali: Calabria - mensile del Consiglio Regionale della Calabria; reportage - periodico del lametino; Internet Extra - periodico specializzato e strumento per la diffusione della cultura di Internet; Obiettivo Calabria – rivista del Sistema Camerale Calabrese; Mediaterraneo e Dintorni – pubblicazione edita dall’aeroporto di Lamezia Terme. E’ fondatore, insieme a Raffaele Cardamone e Salvatore La Rocca, occupandosi della redazione, del sito www.ilReventino.it

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