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Scigliano, incontro del Rotary Club sull’antico ponte romano e lo sviluppo del territorio

Scigliano – “Viaggi nel II° secolo A.C.” è stato il tema dell’incontro promosso dal Rotary Club Rogliano Valle del Savuto in collaborazione con il comune di Scigliano presso il suggestivo sito archeologico del ponte di epoca romana conosciuto come “Ponte di Annibale”. Obiettivo della riunione quello della valorizzazione del ponte, la cui costruzione risale al 131 A.C. sul fiume Savuto a ridosso dei comuni di Scigliano e Altilia, e del patrimonio ambientale di tutta la valle, nella prospettiva di sensibilizzare e rendere consapevole le amministrazioni locali e la popolazione residente del proprio passato e di promuovere attraverso questi lo sviluppo turistico del territorio.

A dialogare sull’argomento sono intervenuti: Ferdinando Alibrando e Francesco Ferrari, presidente e segretario del Rotary Rogliano, Raffaele Pane sindaco di Scigliano, Sergio Chiatto studioso, Carmelo Ferrari ingegnere e Pietro Rizzuto ricercatore. Folta la partecipazione dei rotariani, come Vincenzo Scarcella, presidente del Rotary Lamezia Terme, Teresa Cicirelli assessore comune di Rogliano ed altri rappresentanti enti locali e delle associazioni del territorio, professionisti.

Ha introdotto i lavori Francesco Ferrari, mentre il presidente Ferdinando Alibrando, forte del motto “Insieme si può fare” ha detto: <<Siamo qui quelli del fare, per proporre piccole pillole per un progetto comune fra enti locali, associazioni, club e figure professionali che amano ed hanno a cuore questo territorio,  il cui scopo – ha aggiunto – è quello di pensare ad uno sviluppo socio-economico della Valle del Savuto con a centro il suo maestoso ponte e intorno la creazione di percorsi ed attività alternative>>.  

Raffaele Pane, in duplice veste, sindaco e presidente del Lions Club Lamezia Terme – Valle del Savuto ha detto di credere fermamente alla collaborazione e sprona a pensare ad un percorso più ampio con più attori per  contribuire allo sviluppo di un piano turistico di zona.  Sergio Chiatto, di  origini sciglianese, ha affrontato il tema “La via Popilia Annia nel Savuto” antico tracciato che da Capua andava a Reggio Calabria, e spiegato: <<Il progetto è di sicuro impatto sociale al quale non può che giovare il partenariato con altro Club Service come i Lions, e con i due sindaci dei comuni interessati (Scigliano e Altilia) che  prima d’altri devono impegnarsi per il suo successo>>.

All’ingegnere Francesco Ferrari, il compito di spiegare le modalità tecniche di costruzione dell’antico ponte romano <<non per le ipotesi fatte – ha spiegato – ma perché  le caratteristiche e la struttura è tipica romana>>. I massi di “pietra arenaria e cemento calcareo a pasta media” utilizzati per la costruzione, ha spiegato l’ingegnere, sono stati cavati e scolpiti in una cava adiacente la montagna, poi venivano fatti rotolare e montati a secco senza malta uno sopra l’altro chiudendo a forma di arco largo 3 metri e mezzo, lungo circa 22 metri e altezza massima circa 11 metri.

Infine Pietro Rizzuto, affascinato dal ponte, su cui ha svolto la sua tesi di laurea ha accennato alla valorizzazione del sito attraverso la realizzazione di un parco fluviale per dare un senso a tutta la vallata ed ai 25 comuni (20 Cosenza e 5 Catanzaro) lambiti dal fiume Savuto, intervenendo su tematiche: ponte e territorio, ambiente e natura, acqua cultura e società ed economia.

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di: Pasquale Taverna

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