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A Sciabaca 2017, uno straordinario incontro con il professor Franco Farinelli

Volete conoscere il mondo: non guardatelo solo attraverso un mappamondo, presente in molte delle nostre case. Piuttosto se lo volete capire meglio osservatelo su una tavola piana che è un insieme di linee che hanno possibilità di allungarsi e abbracciare mondi più larghi, non come su quella sfera, che ne “Il Grande Dittatore” di Chaplin rappresentava a meraviglia le brame di potere di quel personaggio che la Storia e gli uomini si sono incaricati di sconfiggere.

E’ state una Lezione, davvero straordinaria per spunti e interrogativi che ha sollevato nel numeroso pubblico presente all’ex Mercato Coperto di Soveria Mannelli, quella tenuta per oltre un’ora e mezzo dal prof. Franco Farinelli, geografo, professore ordinario di Geografia presso l’Università di Bologna.

Ha spaziato dai nostri giorni, con acute considerazione afferenti alla geopolitica come si è delineata negli ultimi decenni e non solo, fino al mondo antico ricordando Eratoteste di Cirene, matematico, astronomo, geografo e poeta greco antico,che possiamo considerare uno degli intellettuali più versatili della sua epoca, in grado di stabilire con calcoli matematici la lunghezza della circonferenza terrestre, passando poi per il geografo principale dell’antichità, Strabone di Amasea e citando un passo di Polibio di Megalopoli, storico greco del II secolo a.C.

Ma il suo esordio lo ha dedicato alla Globalizzazione di cui ha confessato di non esser capace di dare un definizione compiuta. Anzi riferendosi al Mediterraneo come ambito geografico ci ha fatto scoprire come in realtà ne esistano “altri” con caratteristiche simili, pur distanti migliaia e migliaia di chilometri e non presentando le caratteristiche di “Mare Chiuso” che definisce il “Mare Nostrum”.

Ma le sue digressioni, passando per Venezia e la sua politica di espansione, per Firenze e per il suo merito di aver “definito” la nascita dello stato moderno, non hanno suggerito punti fermi ed indiscutibili, bensì aperto dei dubbi nell’uditorio con l’intento dichiarato di affermare di non essere venuto a portare il “verbo” (cioè certezze) , anzi di voler fornire spunti di riflessione.

E c’è riuscito benissimo, considerato il silenzio religioso con il quale è stato seguito fino alla fine dai presenti. Fino all’ultima, intensa considerazione, sulla libertà del pensiero con un chiaro riferimento, senza mai pronunciarlo, a Giordano Bruno, al quale Christopher Marlowe ne “La triste storia del dottor Faust” si riferisce con questa frase, pur parlando del personaggio Bruno, l’antipapa nell’opera testè citata:

<< I cardinali dormienti si affannano / a punire Bruno, che invece è lontano. Vola. / Il suo superbo corsiero, vivo come il pensiero, / Già passa le Alpi. >>

Davvero un evento da ricordare.

Di questo straordinario incontro con il prof. Farinelli voglio ancora una volta ringraziare pubblicamente la Rubbettino Editore per averlo permesso con “Sciabaca 2017”.

di Gabriele Emilio Chiodo

di: Gabriele Emilio Chiodo

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