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Sanità calabrese e assunzioni del personale: prosegue la battaglia

Prosegue il tira e molla in riferimento alla sanità calabrese e all’assunzione di nuovo personale; una situazione che, se non si trattasse di un tema così delicato, potrebbe avere anche degli aspetti grotteschi. Cerchiamo di ricostruire la vicenda.

Il commissario per la sanità calabrese, Massimo Scura, ha presentato un esposto in Procura sulla vicenda delle assunzioni mai partite in campo sanitario. Il tutto, secondo lo stesso Scura, per una firma mancante da parte del subcommissario.

Una vicenda che è diventata di interesse nazionale quando il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha deciso di scrivere una lettera pubblica al ministro della Sanità Lorenzin proprio su questo problema.

Il decreto era stato firmato lo scorso 14 marzo dal commissario Scura stesso e prevedeva l’assunzione di 600 persone nella sanità calabrese. Da allora tutto è finito nel dimenticatoio, lasciando il settore in balia di se stesso.

D’altra parte la sanità locale non naviga in buone acque: il problema del personale si fa sentire su tutto il territorio. Anche nella zona del Reventino, dove la carenza di personale infermieristico sta affliggendo l’ospedale centrale di Soverìa Mannelli. Negli scorsi giorni il Comitato Pro Ospedale ha ottenuto un incontro con il Direttore Generale dell’Asp, Giuseppe Perri, proprio per parlare di queste criticità legate al nosocomio locale.

Una condizione di stallo che riguarda un po’ tutta la regione e che sta bloccando senza soluzione il comparto della sanità. Come nel caso della cannabis terapeutica e della sua dispensazione sul territorio. I farmaci a base di marijuana medica non vengono ancora distribuiti a carico del Servizio Sanitario per tutti quei malati che ne hanno bisogno. Nella maggior parte dei casi i pazienti sono costretti a pagare di tasca propria il medicinale.

Tanti problemi che, come tasselli di un domino, dipendono tutti dal principio; ovvero dalla condizione di stallo della sanità calabrese. E la storia della mancata assunzione del personale necessario è piuttosto esplicativa.

Al momento quindi è tutto bloccato: un decreto non firmato da un subcommissario e che per questo è stato dichiarato nullo dal Dipartimento salute della Regione Calabria; il ministro della Salute che ne richiede una rettifica al commissario Scura; rettifica che non arriva dando il via al noto e tipicamente italiano rimpallo di responsabilità.

Ad oggi l’unica certezza è la carenza di personale nelle strutture ospedaliere, con turni aggiuntivi e straordinari garantiti dall’attuale forza lavoro. Con il rischio concreto che alla fine, come sempre, a pagare siano i cittadini e che si assista ad un’esplosione della “già fragile sanità calabrese”; come lo stesso presidente della Regione Calabria l’ha voluta definire.

di: Elena di Gregorio

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