mercoledì , 21 Agosto 2019
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San Pietro Apostolo, il museo permanente nel Palazzo Tomaini custode della memoria storica

San Pietro Apostolo – Quante volte abbiamo sentito dire che sarebbe davvero un peccato far perdere le tradizioni, lasciando  le nuove generazioni all’oscuro di quanto avvenuto e successo nel passato e mai riportato nei manuali di storia.

Ogni paese e ogni comunità – piccola o grande – hanno sempre cercato di conservare e tramandare alle future generazioni la storia, gli avvenimenti, le tradizioni che hanno riguardato i propri antenati, quelli che ci hanno preceduti e che – col duro lavoro, l’impegno e la passione espressi in secoli di attività –  hanno contribuito a fare grande e importante il presente storico.  E’ altresì importante ricordare che non c’è futuro senza la memoria del passato.

E’ quanto rileva Franco Zaffino, per conto dell’associazione Madonna del Carmelo di San Pietro Apostolo, in una nota pervenuta in redazione che di seguito pubblichiamo.

Anche San Pietro Apostolo avrà, finalmente, il suo museo permanente di Storia della civiltà artigiana e contadina”, che per la verità da anni si cercava di realizzare e la cui idea è sempre rimasta viva e reale, grazie alla costante pervicacia di alcuni nostri concittadini.

Il progetto ora vedrà la luce grazie all’amministrazione comunale che ha concesso in comodato d’uso i locali – un tempo adibiti a cantine e a stalla  – sottostanti allo storico Palazzo Tomaini  e che,  debitamente ristrutturati, si prestano magistralmente per diventare sede permanente di un museo dell’arte contadina e artigiana,  anche per la storia e le vicende che quei locali e l’intero Palazzo hanno vissuto e significato  nel corso dei secoli, per tutto il paese.

Un grazie e un merito particolare va dato all’associazione Madonna del Carmelo che prontamente ha accettato l’offerta dei locali da parte degli amministratori e fatto proprio l’invito ad avviare la pratica attuazione del progetto comunale, finalizzato a creare un museo delle tradizioni lavorative paesane, attraverso una mostra di attrezzi, strumenti, stoviglie ed utensili abilmente conservati e risalenti al mondo arcaico contadino.

E’ da mesi ormai che i suoi volontari stanno lavorando per sistemare in maniera organica tutto il materiale originale reperito e conservato  in apposite sale, dove sono stati abilmente  ricreati  e fedelmente riproposti i diversi ambienti, in cui si svolgeva la vita quotidiana, domestica e lavorativa, dei nostri avi. Passando infatti da un ambiente all’altro del museo, sarà  possibile con gli occhi fermare quasi il tempo trascorso e  col cuore e con la mente rivivere sensazioni ed emozioni che al visitatore faranno fare un salto all’indietro, riportandolo nel tempo che fu.

Con un pizzico di orgoglio, diciamo che questo fantastico progetto non poteva che essere realizzato dalla nostra associazione, la quale per statuto – oltre ad essere comitato feste – si interessa anche del recupero, cura e conservazione dei nostri usi, costumi e tradizioni.

Non per caso l’altro progetto, quasi gemello col museo e al quale i volontari dell’associazione stanno lavorando alacremente per presentarlo al pubblico entro la prossima estate, è quello della pubblicazione di un volume monografico in cui far confluire quegli aspetti particolari delle nostre antiche tradizioni come giochi, soprannomi, filastrocche, mestieri, ricette e arte culinaria, il tutto costruendo una sorta di legame tra le vecchie e nuove generazioni per non far disperdere nel tempo le radici profonde delle nostre autentiche e sane tradizioni.

L’appuntamento allora si avvicina e l’occasione offertaci dalla Consulta Giovani  è propizia per invitare con questo articolo,  l’intera  cittadinanza a partecipare all’apertura del museo prevista per sabato 27 aprile 2019 alle ore 18.00 –  per visitare, ammirare e rivivere scorci, momenti  e ambientazioni di una civiltà, quella contadina ed artigiana,  ormai scomparsa ma che ha segnato il tempo e la storia del nostro passato e come tale va salvaguardata e tramandata alle future generazioni.

Per  l’associazione Madonna del Carmelo
(Prof. Franco Zaffino)

di: La redazione

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