venerdì , 20 Settembre 2019
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Racconto di un utente dell’Ospedale del Reventino: viaggio al termine della notte

“Tutto quello che è interessante accade nell’ombra, davvero. Non si sa nulla della vera storia degli uomini.” Inizia con questa bella citazione di Louis-Ferdinand Céline il racconto di un paziente, di Carlopoli, che ha trovato nell’Ospedale del Reventino un Pronto Soccorso che è riuscito a stupirlo per efficienza e umanità. Un racconto su una sanità finalmente positiva, pur con i limiti imposti dall’esterno, che vale la pena di leggere e che riportiamo integralmente di seguito.

«Mi sento male in un pomeriggio d’agosto, il mio cuore sembra ribellarsi allo stress accumulato alla fine di un’estate senza un attimo di riposo. Mi precipito all’ospedale più vicino per farmi controllare. Arrivo a Soveria Mannelli in pochi minuti, parcheggio e varco la porta del pronto soccorso.

Vengo accolto da Antonella che mi sorride e mi mette subito a mio agio. Solo qualche istante e sono già monitorato. Se tutti gli ospedali fossero così – penso.

Dopo il triage vengo trasferito in un’altra stanza. Le infermiere Vilma e Antonella non si fermano un attimo e si dividono tra me e un ragazzo con una frattura multipla. Il dottore Mazza ha una voce rassicurante, dirige le operazioni con esperienza. Mi spiega che dovrò rimanere qualche ora in osservazione: dopo i prelievi i campioni del mio sangue dovranno essere inviati a Lamezia, perché a Soveria il laboratorio analisi di pomeriggio è chiuso. Occorre prenotare una navetta e il dottore comincia a telefonare. Alla fine sono fortunato, il paziente con la frattura deve essere trasferito proprio a Lamezia e i miei campioni lo seguono in ambulanza.

Ho visitato altri Pronto Soccorso in tutta la Regione ma quello di Soveria Mannelli mi stupisce per efficienza e pulizia. Niente caos, personale eccellente che si interessa di te con rapidità. Mi viene somministrata una flebo e il dottore mi rassicura e mi dice che dobbiamo aspettare i risultati delle analisi e dell’Ecg. Mentre riposo sul lettino i pazienti continuano ad arrivare ed anche per loro si prospetta il problema dei prelievi da analizzare.

Mi rendo conto che per ogni paziente che arriva bisogna prenotare una navetta che assicuri il trasporto dei campioni e questo rende il lavoro del personale terribilmente più lungo e complicato. Decine di telefonate nel giro di pochi minuti, tanto tempo dedicato ad organizzare un servizio che potrebbe essere svolto in maniera più efficace in loco. La logica è tutta italiana: complicare le cose semplici.

Scegliere di vivere in montagna non è facile, ed è ancora più complesso senza servizi essenziali. Penso a tutte le parole pronunciate da politici di ogni schieramento e mi rendo come nessuno di essi, probabilmente, abbia mai fatto l’esperienza di un ricovero in pronto soccorso.

Assicurare il personale necessario per il laboratorio analisi a un ospedale di montagna come quello di Soveria Mannelli significa sollevare l’Ospedale di Lamezia da esami che potrebbero essere eseguiti in loco, evitare l’andirivieni delle navette per il trasporto dei campioni e, in definitiva, garantire la sicurezza di un intero territorio.

La smettano perciò di litigare per una nomina, per “chi” deve avere la competenza su “cosa”, perché sono pagati, anche con le mie tasse, per essere al servizio della gente.

Così come fa lo splendido personale del nostro piccolo ospedale di montagna.

Dopo più di tre ore i risultati delle mie analisi arrivano: per fortuna nulla di grave. Mi congedo ringraziando il dottore Mazza e le infermiere, e le lascio alle cure dei numerosi pazienti che nel frattempo hanno affollato la sala d’attesa.

Mi piacerebbe che queste riflessioni fossero lette dal Commissario Cotticelli, o dal Ministro della Salute, che in seguito gli stessi venissero a Soveria Mannelli e si facessero accogliere in Pronto Soccorso. Si accorgerebbero, al di là di ogni calcolo economico, politico e di altra natura, che un ospedale per la nostra montagna è necessario, che non si può sempre ragionare in termini economici, che in montagna abitano persone, non numeri, e che gli operatori del pronto Soccorso di Soveria Mannelli sono fra i migliori della Regione».

di: La redazione

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