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Perché votare al Referendum sulle trivelle in mare anche nel territorio montano del Reventino

mare nostrumQuello che potremo votare domenica prossima (17 aprile 2016) è un Referendum che sembrerebbe interessare pochi: le sole nove Regioni che lo hanno voluto, con in testa la Puglia, ma tra le quali c’è anche la Calabria, e le sole popolazioni che abitano sul mare.

Proverò a dire, in due soli punti, che così non dovrebbe essere:

1) Il Referendum è una conquista importante per la nostra democrazia; disertare le urne significa ogni volta perdere un pezzetto in più, e più consistente, della nostra sovranità (la sovranità popolare) e lasciare che qualcun altro, fosse pure un governo legittimamente in carica, decida sempre e in ogni caso anche per noi.

2) La Legge che consente alle aziende, che traggono profitto dalle trivelle impiantate nei nostri mari, di poter continuare a farlo senza un termine prefissato, fino a esaurimento dei giacimenti (tenendo conto che starà a loro stesse decidere e segnalare quando il giacimento sarà esaurito), è palesemente ingiusta, perché consente di fatto ai privati di impadronirsi di un bene pubblico, cosa che è sempre sbagliata.

Quindi forse è arrivato il momento di cominciare a preoccuparci del nostro mare, anche se da un territorio montano in cui il mare è visto soltanto come momento di svago e di vacanza; e anche se, sempre più spesso, si scelgono altri mari, a volte molto distanti, di altri Paesi o perfino di altri continenti, proprio perché troviamo il nostro mare sempre più sporco e inquinato.

Per questi due semplici motivi, andiamo comunque a votare. E poi, se siamo convinti che gli interessi di pochi non debbano mai prevalere su quelli di tutti, andiamo a votare SI.

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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