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Perché non intitolare l’Arena della frazione San Tommaso a Umberto Pascuzzi?

Qualcuno di voi lettori sa a chi è intitolata l’Arena della frazione San Tommaso? Credo di no! Del resto non c’è nessuna targa o indicazione che ne riporti una qualche particolare denominazione.

A tutti è nota semplicemente come l’Arena di San Tommaso. Eppure, nel lontano 2003, l’Arena venne dedicata ad Alberto Sordi, con regolare delibera della giunta comunale.

Ora, con tutto il rispetto per il grande attore che è stato Alberto Sordi, ci sono almeno tre ragioni che possono far pensare a quella decisione, avvenuta nell’immediatezza della sua dipartita, come frettolosa e un po’ superficiale: 1) l’attore romano ha troppo poco a che fare con la cultura del luogo; 2) se è vero, come è vero, che quel nome non è mai entrato nel “comune sentire” dei cittadini soveritani è evidente che non ne è stata recepita la valenza per il territorio, che forse quindi non c’era; 3) Alberto Sordi ha, nella sua città, Roma, e sparsi in tutto il mondo, talmente tanti luoghi ed eventi che lo ricordano e lo ricorderanno per sempre, da non aver affatto bisogno dell’ennesima attestazione di stima da parte del nostro piccolo comune.

Senzalice

È per questo che ilReventino.it vuole farsi promotore di una sorta di iniziativa popolare che rimedi a quel piccolo, ma significativo, errore che risale ormai a oltre un quindicennio fa. L’Arena è il luogo deputato soprattutto a ospitare quelle manifestazioni teatrali che si possono tenere all’aperto.
Da alcuni anni è, ad esempio, utilizzata dall’Istituto Comprensivo Rodari di Soveria Mannelli e Carlopoli per le rappresentazioni di fine anno di pregevoli lavori teatrali interpretati dai giovani studenti. Così come, nel corso della manifestazione estiva Essere a Soveria, spesso vi si svolgono le rappresentazioni del prestigioso Concorso teatrale Città di Soveria Mannelli.

Tuttavia, il teatro, a Soveria Mannelli, non può avere che un nome e un cognome: Umberto Pascuzzi.
Fondatore nel 1932 della “Filodrammatica soveritana”, portò di fatto il teatro a Soveria Mannelli. Fu un intellettuale, giornalista e scrittore, autore di numerosi testi teatrali ancora oggi rappresentati con grande successo: da Core chjagatu a Cumpari supra, Cumpari sutta e a Chiude Gabrié, pubblicati in un volume edito da Rubbettino e curato da don Natale Colafati, fino ai Vespri di Calabria, un inedito che tra l’altro sarà presentato quest’estate, il prossimo 20 agosto, dalla Compagnia teatrale “I Commedianti” di Soveria Mannelli. Quale migliore occasione per un cambio in corsa della denominazione dell’Arena e per una possibile nuova inaugurazione, con l’intitolazione a un soveritano che ha dato lustro alla sua città nel campo della cultura?

Il grande Alberto Sordi non se ne avrà certo a male se gli sarà chiesto di cedere il posto al “nostro” Umberto Pascuzzi, un personaggio che ha saputo lasciare una grande eredità, sotto forma di opere scritte e di azioni compiute, al patrimonio culturale di Soveria Mannelli e di tutta la Calabria.

di Raffaele Cardamone

PER ADERIRE ALL’INIZIATIVA, SARÀ SUFFICIENTE INVIARE UNA E-MAIL AL COMUNE DI SOVERIA MANNELLI: [email protected]

CON PER OGGETTO: «INTITOLAZIONE ARENA A UMBERTO PASCUZZI»

E, SE LO VORRETE, CONTESTUALMENTE A [email protected] (per una pubblicazione sul nostro sito).

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando in prevalenza nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato, per Radio Soveria Uno, programmi musicali di nicchia (“Radio on” e “Rock in motion”) e trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni in ambito formativo delle tecnologie informatiche, audiovisive e multimediali, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (Ente di formazione professionale delle ACLI). Ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa, prima per motivi di studio e poi di lavoro. La sua attività lavorativa si svolge nei settori della formazione professionale e della comunicazione (editoria, multimedialità e internet). È tra i fondatori e redattori della testata on-line ilReventino.it. Collabora con Gazzetta del Sud e l’editore Rubbettino. Alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing ilmiolibro.it. Ha curato l'editing o collaborato ai testi di volumi pubblicati da Calabria Letteraria Editrice e Cineteca della Calabria. È autore dei testi del libro "Calabria. Un racconto a colori tra bellezza e identità" edito da Touring Club Italiano nel 2020.

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