martedì , 18 Febbraio 2020
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“Padrini e Padroni” il nuovo libro di Gratteri e Nicaso, una storia difficile della Calabria  

badolati-e-gratteri-ilreventino-itUn’occasione a cui abbiamo partecipato, anche se fuori dal territorio del Reventino e del Savuto, e di cui diamo conto nella sezione cultura proponendo l’argomento all’attenzione dei lettori, stiamo parlando dell’incontro tenuto a Cosenza per la presentazione del libro “Padrini e Padroni” edito da Mondadori, scritto da Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Catanzaro e Antonio Nicaso, scrittore e studioso dei fenomeni di mafia.

locandina-gratteri-libro-a-cosenza-ritaglioDialogando in confidenza con la sala, Nicola Gratteri, ha detto ”mi piace ricordare il passato, più vado avanti e più amo il passato, perché oggi vedo sempre più falsità, ipocrisia e sempre meno valori”. Poi, tra l’altro, invita a stare attenti ai “falsi cultori della legalità” che vanno in giro nelle scuole. Questo ed altro è stato detto dalla collaudata coppia Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, intervenuti alla presenza di una folta platea, sul terrazza Pellegrini editore, per discutere del loro ultimo libro “Padrini e Padroni”.

nicaso-badolati-e-gratteri-ilreventino-itDopo i saluti di Antonietta Cozza, a dialogare con gli autori è stato il giornalista Arcangelo Badolati, le cui domande hanno stimolato gli autori del libro e ripercorso con il loro racconto la storia della ‘ndrangheta diventata classe dirigente. Un libro forte, incisivo, coraggioso, ma soprattutto di denuncia, che non fa sconti a nessuno e che rispetto ai suoi predecessori costituisce il tassello mancante per la ricostruzione storica dell’ascesa della mafia calabrese ai vertici del potere.

Un testo avvincente che seduce il lettore e lo trasporta lungo un percorso di storia difficile della Calabria i cui contenuti mettono in risalto e raccontano come la ‘ndrangheta nel tempo è diventata classe dirigente grazie ai favori dei colletti bianchi, delle forze governative e delle logge massoniche. Gli autori, forti del loro lavoro minuzioso di ricerca storica-confronto e valutazione, offrono al lettore un quadro reale e desolante dei fatti accaduti toccando anche disastri ambientali, degrado del territorio, realizzazione di opere e servizi inefficienti e tanto altro ancora di cui si registra una certa apatia e distrazione della società.

corigliano-e-giacoia-ilreventino-itIn avvio, Gratteri ha espresso vivo ringraziamento all’amico Walter Pellegrini per l’ospitalità storica, e poi pubblicamente ai giornalisti Gregorio Corigliano e Riccardo Giacoia, presenti in sala, ha esternato apprezzamento per la loro professionalità. Antonio Nicaso esperto di ‘ndrangheta ha detto “il malaffare ha un rapporto antico col potere politico, i cui legami con la classe dirigente risalgono a prima degli anni sessanta”. Poi evidenzia che la ‘ndrangheta prima si appoggiava ai politici, oggi sceglie i suoi referenti.

nicaso-ilreventino-itGli elementi ‘ndranghetisti – dice Nicaso – hanno una nuova strategia territoriale, dettano l’agenda e scelgono in famiglia il politico da far eleggere, perfino all’estero”. Il soggiorno obbligato per i mafiosi spiega Nicaso “è stato un grosso errore pensare che potesse sradicare dal contesto territoriale la ‘ndrangheta, oggi ci accorgiamo che così invece è stata esportata”. A Reggio Calabria, bisognerebbe cambiare la toponomastica, dice l’esperto, costatato che alcuni politici collusi scrivevano ai mafiosi utilizzando la carta intestata del Parlamento. Con questo libro, spiega “raccontiamo la storia di colpevole sottovalutazione che non ha riguardato soltanto i Prefetti, ma un po’ tutti noi che abbiamo fatto finta di non vedere e abbiamo sottovalutato certi atteggiamenti e oggi ci troviamo difronte ad una organizzazione potente, ricca, e con un fatturato di 55 miliardi che grazie ai faccendieri è riuscita a mettere radici in quasi tutti i continenti.

nicasopellegrini-e-gratteri-ilreventino-itPoi Gratteri precisa come questo libro è importante perché fin oggi mancava “l’anello di Darwin” per fissare la mafia con l’Unità d’Italia, affermazione detta spesso ma senza poggiare sul piano probatorio, scientifico, storico. Per il Procuratore antimafia la norma che scioglie i Comuni per mafia oggi non funziona come dovrebbe, “sostanzialmente congela la gestione politico amministrativa, perché i commissari prefettizi a singhiozzo, hanno difficoltà a gestire l’ordinario, pensate allo straordinario”. Spiega con dovizia di particolari come avviene spesso la gestione degli appalti e affidamento dei lavori di somma urgenza negli enti con la complicità dei funzionari, amministratori e politici. Poi accenna all’infiltrazione della ‘ndrangheta all’Expo e ricorda la sua segnalazione sulla situazione.

Sollecitato sulla proposta di legge “liberalizzazione delle droghe leggere” Gratteri forte della sua esperienza nella lotta al narcotraffico e della conoscenza acquisita ha esposto le conseguenze nefaste dell’uso delle droghe, ed in merito ha detto “non posso pensare ad uno Stato che legalizza ciò che crea dipendenza. Io sono contro” e ha spiegato con dovizia le motivazione e menzionato il fallimento prodotto di tale scelta in Olanda.

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di: Pasquale Taverna

Pasquale Taverna
Giornalista pubblicista, vive a Bianchi (CS), ha lavorato come docente nelle scuole superiori, con passione si occupa e promuove la cultura locale e con sensibilità segue i temi ambientali del territorio.

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