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I nostri rifiuti: da problema a risorsa nel futuro di Soveria Mannelli, grazie a un importante finanziamento illustrato dal sindaco Pascuzzi

Giuseppe PascuzziIl sindaco di Soveria Mannelli, Giuseppe Pascuzzi, ha annunciato, con un recente comunicato stampa, l’approvazione, da parte del ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e del ministero dello Sviluppo economico, di un finanziamento di quasi 1,4 milioni di euro a favore del comune di Soveria Mannelli.

Un finanziamento da destinare ad attività di ricerca e sviluppo tecnologico, finalizzate a migliorare le gestione del ciclo dei rifiuti urbani, che potranno così a tutti gli effetti trasformarsi da problema a risorsa per il comune e per i suoi cittadini.

logo soveria mannelliIl comune ha dimostrato così un’indubbia capacità progettuale guardando a strategie d’azione che possono incidere positivamente sul futuro della nostra comunità, riuscendo peraltro ad assicurarsi un ragguardevole finanziamento.

A questo proposito e per meglio chiarire le modalità con cui sarà utilizzato il finanziamento concesso, abbiamo voluto porre al sindaco Pascuzzi alcune domande alle quali si è cortesemente prestato a rispondere.

D) Quali attività concrete si intende mettere in atto per spendere al meglio l’ingente somma che i Ministeri hanno deciso di finanziare?

riciclo 01R) Una parte del finanziamento sarà riservata alla ricerca e allo sviluppo, al fine di individuare le migliori tecnologie e tecniche per riciclare e/o riutilizzare la materia prima seconda [una nuova materia prima frutto del riciclo, N.D.R.] proveniente dalla lavorazione della raccolta differenziata, mentre un’altra parte sarà finalizzata alla realizzazione strutturale degli impianti che dovrebbero utilizzare le tecnologie e le soluzioni individuate nella fase di ricerca.

D) Quindi l’innovatività sta anche nel fatto che sarà la prima fase di ricerca a determinare le scelte per la fase successiva?

raccolta differenziataR) Non c’è nulla di prestabilito, ma si troverà una soluzione personalizzata e costruita assolutamente intorno alle esigenze del comune e dei cittadini, tra cui in primo luogo quella del rispetto del territorio e della salubrità ambientale, temi a me molto cari.

D) A grandi linee, come si può pensare di sviluppare un processo virtuoso che porti dalla ricerca alla realizzazione di impianti di valorizzazione dei rifiuti differenziati?

R) Occorre fare uno studio e una ricerca applicata innanzitutto al tipo di rifiuto prodotto nella nostra comunità, esaminando la prevalenza delle varie componenti da valorizzare; quindi la raccolta differenziata sarà lavorata e trasformata in rifiuto di prima fascia, cioè che non necessita di ulteriori lavorazioni ma che può essere portato al riciclo. Già solo tale risultanza va a condizionare le ulteriori scelte, vanno poi esaminate le relative quantità, individuate le tecnologie (non inquinanti e rigorosamente senza processi di combustione) e fatti i piani di sviluppo industriale. Non si tratta semplicemente di costruire un qualche impianto, ma di portare la ricerca scientifica sul posto a servizio della nostra comunità, per trovare una soluzione che vada bene e che soddisfi il nostro fabbisogno.

D) Ma nella sostanza, quale sarà la finalità di questo complesso processo progettuale?

riciclo 03R) Lo scopo è quello di occuparsi del fine ciclo dei rifiuti riducendo al massimo gli impatti ambientali, e tenendo presente che la materia prima seconda, risultante dal ciclo di lavorazione finale, potrà a sua volta essere utilizzata per altri procedimenti produttivi, creando quindi un vero e proprio indotto industriale alimentato dalle risorse provenienti dal riciclo dei rifiuti.

D) Può fare qualche esempio di sfruttamento reale dei rifiuti differenziati e riciclati?

R) Con eventuali granulati risultanti dal riciclo della plastica potrebbero essere prodotti elementi di arredo urbano. Oppure, in modo più strutturato, si potrebbe pensare a un piccolo impianto di valorizzazione della raccolta differenziata, che tra l’altro darebbe qualche posto di lavoro, che metterebbe il comune in condizione di disporre di rifiuti valorizzati (appunto), che possano essere immessi sul mercato e venduti direttamente dall’Ente, beneficiando dei relativi introiti. Oppure, ancora, a una compostiera di comunità, che eliminerebbe il problema dello smaltimento della frazione umida, abbattendo di circa il 45% i costi per l’Ente.

D) Come incideranno queste attività sulla qualità della vita dei cittadini e sulla qualità ambientale del nostro territorio?

R) La risposta a questa domanda è una logica conseguenza dell’ulteriore ottimizzazione del processo di gestione dei rifiuti per un comune come Soveria Mannelli: abbattimento dei costi per la cittadinanza; miglioramento del servizio di raccolta e smaltimento; creazione in loco di materia prima seconda, idonea ad alimentare un indotto produttivo, con attrazione di investimenti e conseguenti implicazioni socio-economiche; diminuzione dell’inquinamento e rispetto degli obiettivi di politica ambientale previsti dal programma comunitario Horizon 2020.

riciclo 02Insomma, in questo caso non si tratta di uno dei tanti finanziamenti che potrebbero anche risultare inutili se non ben spesi, ma della sperimentazione di un percorso complesso, costituito sostanzialmente da due tappe consequenziali e strettamente correlate: prima la ricerca per capire quali azioni mettere in atto e poi la realizzazione delle azioni definite, con il traguardo finale rappresentato dall’opzione “zero rifiuti”, ma anche dal creare occasioni di valorizzazione degli stessi, una volta differenziati, attraverso appositi impianti tecnologici di riciclaggio e adeguati processi di lavorazione che possano tra l’altro creare un’economia locale alternativa e produttiva.

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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