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Non un necrologio per Moisè Asta

gita cattolica stiloQuesto non è un necrologio, perché le persone come Moisè Asta non muoiono mai.

Non possono morire perché hanno lasciato tracce indelebili lungo il percorso della loro vita terrena. Nuclei di memorie, collettive e connettive, condivise tra la moltitudine di persone che lo hanno conosciuto o che hanno almeno potuto leggere i suoi scritti.

Per me, come per tanti della mia generazione, è stato prima di tutto un educatore, avendo insegnato per qualche anno anche presso il Liceo Scientifico “Luigi Costanzo” di Decollatura. Ricordo ancora alcune lezioni “spiazzanti” di filosofia che aprivano le menti e allargavano gli orizzonti. Poi anche un punto di riferimento, come intellettuale che si è occupato molto di questo territorio e che lo ha sempre sentito suo, anche quando se ne è solo parzialmente allontanato.

Lo si vedeva spesso qui a Soveria Mannelli, perché pubblicava e collaborava con la casa editrice Rubbettino, ma soprattutto perché non aveva mai dimenticato i suoi legami, le sue radici profonde.

copertinaA questo proposito, avevo un progetto, che evidentemente è solo rimandato, di valorizzare su ilReventino.it la sua opera “Sermone e Poesia (così Soveria Mannelli racconta se stessa…)”, che come recita lo stesso sottotitolo è il suo omaggio più diretto ed esplicito alla “pittoresca cittadina del Reventino”, come lui stesso definisce Soveria.

Si tratta di un libro fondamentale per questo lembo di terra all’ombra del “Reventino magico” (gli rubo ancora un’altra definizione) e per la sua storia più o meno recente. Un libro in cui mi ha tra l’altro concesso l’onore di essere citato per due volte, assieme a concittadini ben più illustri e a fianco dei miei amici del tempo e di sempre.

Quindi, questo non è un necrologio perché Moisè Asta, il professore, il giornalista, lo scrittore, l’intellettuale, vive in ogni riga che ha scritto e in ogni parola che ha pronunciato e che si è sedimentata, a dispetto del tempo, nella memoria di chi ha saputo ascoltarlo.

Tutto questo patrimonio di sapere, di idee, di saggezza, non potrà far altro che riemergere ogni qualvolta un suo insegnamento potrà esserci ancora e come sempre d’aiuto…

PS: La redazione tutta de ilReventino.it si è associata al mio modo, poco formale ma sentito, di ricordare il professore (per noi, soprattutto) Moisè Asta. Inoltre, la foto che ho scelto è proprio quella che lo ritrae con una scolaresca del Liceo Scientifico di Decollatura, in gita alla Cattolica di Stilo.

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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