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Modi e tempi per i murales di Badolato Marina e della intera costa jonica

di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 269 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) –

Caro Tito, la precedente Lettera n. 266 ha trattato del Murales dedicato a Franco Nisticò e inaugurato il 24 dicembre 2019. Tra l’altro, ti ho accennato sulla possibilità di realizzare in Badolato Marina pure altri murales sulle 34 rimanenti pareti bianche delle case popolari “storiche” costruite tra il 1951 e il 1956 per le famiglie alluvionate. Ti ricordo che quella di realizzare ben 35 murale in Badolato Marina era una mia proposta avanzata nella primavera 1975 all’amministrazione comunale dell’epoca.

La prima parete da istoriare sarebbe quella davanti alla quale il 24 marzo 1952 è nata ufficialmente Badolato Marina, quando l’allora Capo del Governo Alcide De Gasperi ebbe a consegnare al sindaco di Badolato, Andrea Talotta, le chiavi dei primi 78 alloggi pronti da abitare dai senza-tetto provocati dalla disastrosa alluvione del 17 ottobre 1951.

Una realizzazione record (allora come oggi) aver costruito ben 78 appartamenti in meno di 5 mesi, in muratura e non più in baracche precarie e provvisorie di legno come si usava prima e come ancora si usa oggi per i senza-tetto causati da alluvioni o da terremoti o da altre calamità ed emergenze.

1 – IL DOTTORE GUERINO NISTICO’ E UN APPOSITO COMITATO

Riguardo l’auspicabile realizzazione dei 34 Murales di Badolato Marina, ho avuto modo di trattare con il dottore Guerino Nisticò (tel. 338-4709111 e [email protected]) il quale si è detto disponibile ad impegnarsi, se però sarà affiancato da un apposito Comitato tecnico-amministrativo che chieda le varie autorizzazioni e gli opportuni finanziamenti, scelga i temi, coordini i lavori e gli artisti e tutto ciò che sarà necessario per la migliore riuscita di tale impresa socio-culturale nel corso dei futuri anni o addirittura decenni.

Guerino Nisticò è giovane e, nel corso di tutta la sua esistenza, potrebbe vedere realizzata la grande opera dei 34 altri Murales di Badolato Marina e forse pure qualcuno in più da evidenziare in qualche altra parete dei nuovi palazzi. Egli è assai attivo nel settore turistico, ama molto Badolato, specialmente il borgo dove solitamente accompagna spesso gruppi di visitatori italiani ed esteri. Potrebbe essere affiancato da professionisti della sua stessa generazione, come ad esempio (giusto per citare un bravissimo giovane assai sensibile al sociale) l’ingegnere Andrea Ermocida il quale ha una efficiente impresa edile che potrebbe ben preparare gli intonaci delle pareti e aiutare gli artisti a scegliere i migliori materiali per qualsiasi tipo di murales. Ma, ritengo, che sarà una gara di generosità nel dotare Badolato Marina di tutta una serie di murales che, oltre a narrare la storia e i personaggi del paese, fungano di grande attrazione turistica e socio-culturale.

2- ADOTTA UN MURALES

Il metodo più concreto e fattivo per la realizzazione di tali 34 murales sarebbe quello di invitare istituzioni, associazioni, famiglie e singole persone ad “adottare” una parete e, quindi, autogestirla fino al completamento. Ovviamente tale parete-murales porterebbe il nome del gestore, oltre a quello del tema trattato nella figura ivi descritta.

Ad esempio, il Comune di Badolato potrebbe gestire e portare a termine la parete di quella palazzina davanti alla quale De Gasperi ha consegnato le chiavi dei 78 alloggi, segnando così la nascita ufficiale di Badolato Marina. Tale parete corrisponde alla prima palazzina, posta immediatamente sotto la strada nazionale jonica 106, a lato dell’attuale “Bar Centrale” (come può essere evinto dalle foto scattate quella mattina del 24 marzo 1952 dal rimpianto fotografo badolatese Giocondo Rudi e dall’Istituto Luce).

Altro esempio, gli eredi e l’associazione culturale dello scrittore ed artista, prof. Nicola Caporale (1906-1994), potrebbero adottare una parete che descriva le attività del loro illustre congiunto, anche come pittore. Oppure come docente e scrittore (specialmente del suo capolavoro “L’oro del sud è amaro”.

Così come, gli eredi della “generazione epica” potrebbero adottare una o più pareti per fissare la memoria del famoso “sciopero a rovescio” del 1950-51 o di altri momenti di lotta per l’emancipazione del popolo badolatese. Tema che è stato al centro di una vigorosa azione teatrale, “Gli arrovesciati” rappresentata nei giorni 8 e 9 febbraio 2020 al Teatro Trastevere di Roma, con la regia della badolatese Caterina Mannello, curata e interpretata da Giorgio Cardinali (non badolatese) che ha lavorato per anni ad un tema così importante per la storia del movimento operaio e contadino calabrese. Il progetto pittorico è stato del badolatese Roberto Giglio, un artista che potrebbe avere (sia per gioventù che per bravura e motivazioni) un ruolo assai determinante nella realizzazione di tutti i 34 auspicabili “Murales Badolatesi”.

Un altro esempio ancora.

La Pro Loco di Badolato potrebbe adottare e gestire una o più pareti che possano descrivere bellezze o tradizioni di Badolato.

Così come le Congreghe potrebbero imprimere sulle pareti le varie fasi della Settimana Santa (Via Crucis, Ballo degli Stendardi, Cumprunta, ecc.) o di altre festività religiose di cui sono protagoniste.

Ulteriore esempio.

Le Parrocchie badolatesi potrebbero evidenziare sui muri aspetti della loro storia o delle loro usanze più caratteristiche, come l’originale e suggestivo “Giro del Bambinello” per le case badolatesi nella giornata di Capodanno oppure le statue dei santi più venerati e che contribuiscono a caratterizzare l’identità del popolo badolatese.

Le donne di Badolato potrebbero adottare una parete per raccontare in un murales le loro lotte, come ad esempio quelle delle raccoglitrici di olive o quelle portate avanti dall’UDI – Unione Donne Italiane.

Così come le società sportive potrebbero evidenziare i loro momenti più gloriosi o più significativi.

I murales servono per aiutare la memoria sociale, per raccontare ai forestieri e ai turisti l’anima della propria comunità e, principalmente, per aumentare il senso dell’identità che unisce i badolatesi rimasti ed emigrati.

Quindi, una parete potrebbe essere dedicata alle partenze degli anni 50 e 60, quando quasi ogni sera alla stazione c’era il doloroso saluto di chi emigrava e di chi restava. Un’immagine emblematica potrebbe essere lo sventolio dei fazzoletti bianchi che caratterizzava tutte queste partenze.

Ma una parete potrebbe essere gestita e raffigurata da alcuni gruppi sociali come, ad esempio, il complesso musicale degli Euro Universal che hanno animato la vita parrocchiale e sociale negli anni 60 e 70. Altra parete potrebbe essere gestita ed illustrata da un altro complesso storico, quello dei Yellows oppure quello dei Bronzi o altri che si sono succeduti nei decenni.

Una manifestazione che non può essere sottaciuta o tenere nascosta è quella del Carnevale, con i suoi canti e le sue figure allegoriche. Così come dovrebbe essere bene evidenziata la tradizione delle serenate che tanta parte ha avuto nella vita dei badolatesi.

Ed un emblema che non può assolutamente sfuggire alla descrizione di un murales è quella degli zampognari che tanto hanno significato in tutte le festività natalizie non soltanto badolatesi, specialmente nell’annunciare l’arrivo del Bambinello per la visita e la benedizione delle case a Capodanno. Ma importanti pure in taluni matrimoni o altre occasioni di festa.

Insomma, Badolato avrebbe proprio tanto da raccontare a se stesso, ai forestieri e ai turisti. Con tutta una serie di murales, Badolato Marina avrebbe maggior decoro e migliore significato socio-culturale, nonché più visitatori ed affezionati. Ci sono ancora 34 pareti bianche (o con una sola finestra) da istoriare adeguatamente. Si può ragionare su come e quando farle rivivere. Certo, la migliore maniera perché un murales resista nel tempo e nonostante gli agenti atmosferici è quella di realizzarlo in ceramica o in mosaico, poiché la pittura ha una vita più corta e difficile.

Comunque sia, il Comitato e gli assegnatari degli spazi pubblici adatti a diventare murales possono scegliere tempi e modi di esecuzione delle opere descrittive. Anche se si realizzasse un solo murales all’anno, Badolato Marina si troverebbe, nel giro di 34 anni (da qui al 2054), ad avere una delle più suggestive ed affascinanti realizzazioni collettive che farebbero onore al popolo badolatese in Italia e nel mondo.

Adesso l’importante è cominciare. Magari proprio con il murales del 24 marzo 1952 che segna la data di nascita di Badolato Marina.

3 – ALTRI TEMI DA TENERE PRESENTI

Caro Tito, Badolato è sempre stato, nel corso della sua lunga storia millenaria, un paese-prototipo. Può continuare ad esserlo anche con la realizzazione intensiva dei murales. Oltre a quelli già appena evidenziati, posso ricordare che ci sono altre tematiche ed altri personaggi da descrivere. Uno, ad esempio, è particolarmente caro alla memoria collettiva. E’ quello del “Vanderi” cioè di colui che, dopo aver suonato la tromba, andava in giro per strade, piazze e vicoli del borgo antico, ma anche della Marina, per pubblicizzare ad alta voce aspetti e bandi amministrativi o commerciali, utili alla popolazione quando non c’erano altri modi di comunicare.

Un murales particolare ed evocativo potrebbe essere quello che illustra una cartina geografica antica raffigurante il territorio di Badolato e quello dei paesi vicini. E, non dimenticandoci che Badolato Marina ha il mare e d’estate i bagnanti, una parete potrebbe essere gestita dagli stabilimenti balneari e dedicata alle nostre spiagge. Altresì, potrebbero essere ricordati gli antichi mestieri come il falegname, il calzolaio, il carbonaio, il sarto, il barbiere, il pastore, il contadino, la tessitrice al telaio, la ricamatrice, il pane infornato, lo “scaro” delle pesche (cioè i punti di ammasso delle pesche prima di essere trasportate in ogni parte d’Italia), i muratori, gli asini e i muli che trasportavano i barili del mosto. Particolare riguardo darei all’annuale uccisione del maiale, la cui carne tanta importanza ha avuto e continua ad avere per la nostra gente.

Ma potrebbero essere ricordati personaggi assai amati da tutta la popolazione nostra e dei paesi vicini, come ad esempio “Cenzu e l’Angeli” ovvero quel Vincenzo Mannello che, nel secolo scorso, andava in giro per le vie di Badolato e dei paesi attorno per le offerte a favore del Convento degli Angeli. Così come le lampare notturne dei pescatori siciliani che stazionavano da maggio a settembre sulle nostre spiagge, dove ogni mattina avveniva il “baratto” tra il loro pescato e i prodotti della nostra terra.

Badolato e i paesi vicini hanno un’epopea da raccontare. Infatti ci sarebbe grande imbarazzo nella scelta dei temi e dei personaggi da evidenziare.

Confido nella partecipazione delle famiglie badolatesi e delle aziende (grandi e piccole) locali nell’adottare una o più pareti allo scopo di realizzare una delle più belle imprese socio-culturali destinate a durare nel tempo e a tramandare il proprio nome e i propri valori.

5 – MURALES DELLO JONIO

Caro Tito, questa volta tralascio di fare il punto della situazione con il paragrafo di “TEMPO AL TEMPO”. Lo riprenderò più in là, poiché adesso ti voglio confidare un sogno. Ad esserti sincero, uno dei sogni miei più grandi è che tutte le Marine bagnate dal mare Jonio si attivassero per realizzare Murales tali da far diventare tutta la nostra riviera jonica la più bella e descrittiva del mondo.

Potremmo riuscirci con un po’ di buona volontà e di lungimiranza.

Lo Jonio è il mare degli Dei e dei miti. Non dovrebbe essere difficile trovare (a parte quelli propri di ogni nostro paese) temi e personaggi da far rivivere per la beatitudine delle nostre genti, dei visitatori e dei turisti.

6 – SALUTISSIMI

Ed è con questo sogno-augurio che termino questa Lettera n. 269, sperando che la nostra costa jonica possa tornare e anzi superare, appena possibile, la gloria della Magna Grecia e della Prima Italia.

di Domenico Lanciano

[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da CostaJonicaWeb.it, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Gran parte delle foto sono state tratte dal web, altre sono dell’autore.

di: La redazione

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