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Migrazioni e ricordo all’Abbazia di Corazzo con la “Libera Accademia degli Evasi”

accademia evasi 01La “Libera Accademia degli Evasi” di Faenza si è presentata, per la seconda volta in pochi giorni, tra le mura dell’Abbazia di Corazzo con una performance basata sull’alternanza tra canzoni popolari, poesie e commenti sul tema delle migrazioni, volutamente al plurale per recuperare il rapporto di memoria anche con la nostra emigrazione, nel confronto con l’immigrazione che oggi molti di noi sembrano subire con atteggiamento intollerante dimenticando le nostre radici e la nostra storia recente.

Rosarita Berardi, anima e filo conduttore dello spettacolo ha introdotto a turno la chitarra e la voce di Umberto Rinaldi, che ha cantato una serie di canzoni popolari, e la recitazione di Vanni Cristofari, che ha letto un decina di poesie sull’emigrazione/immigrazione.

accademia evasi 02Disseminando la sua narrazione di un’infinità di stimoli culturali che sicuramente germoglieranno, Rosarità Berardi ha ricordato l’emigrazione italiana verso l’estero, soprattutto le Americhe, e poi quella interna dei meridionali verso un nord, miraggio di un benessere che non si è rivelato sempre come tale. Passando per l’immigrazione dal nord Africa verso l’Europa, e l’Italia in particolare, attraverso il mare Mediterraneo, con ogni mezzo e a sprezzo di ogni pericolo, che troppo spesso si concretizza con la perdita di innumerevoli vite umane.

Ma ha ricordato anche la positività delle contaminazioni che derivano dalle migrazioni, che non sono un fatto epocale, ma che si sono sempre verificate nella storia dell’Uomo. Ha quindi citato alcuni degli italiani che hanno contribuito allo sviluppo degli stati che li hanno ospitati: dai due sindaci italo-americani di New York, Rudolph Giuliani e Mario Cuomo, ai due poeti della beat generation, Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti, a Mario Benedetti, il più famoso poeta e drammaturgo uruguaiano, fino alla somma ingiustizia che ha colpito Sacco e Vanzetti, i due anarchici italiani ingiustamente condannati a morte negli USA.

antonio mangiafaveSul versante della poesia, Vanni Cristofari ha esordito con Erri De Luca (che al tema dei migranti ha dedicato un bellissimo libro “Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo”, Feltrinelli), per soffermarsi poi su Lawrence Ferlinghetti, Mario Benedetti, Gianni Rodari, Edmondo De Amicis, Hamid Barole Abdu, un poeta eritreo che vive in Italia, Gabriele D’Annunzio, Salvatore Quasimodo e Bertolt Brecht.

Umberto Rinaldi ha invece attinto al repertorio della canzone popolare italiana, con una felice parentesi dedicata a Woody Guthrie e una bellissima traduzione di una sua canzone ispirata da una notizia di cronaca: un incidente aereo che coinvolse degli ignoti deportati messicani di cui nessuno si preoccupò di conoscere almeno il nome, per finire con un omaggio alla Calabria, con un famoso brano di un suo cantastorie adottivo, Otello Profazio, che con ironia e una certa dose di rabbia cantava negli anni ’70 “Qua si campa d’aria”.

maria antonietta saccoRosarita Berardi ha concluso con una dichiarazione d’intenti: “la scrittura è un atto di eroismo quotidiano” (con la quale noi de ilReventino non possiamo che concordare pienamente…) e auspicando una “migrazione di parole”, che potrebbe dare forza al ricordo (“ricordare” è stato il “verbo chiave” della serata) e farsi portatrice di conoscenza reciproca in ogni parte del mondo.

I saluti e i ringraziamenti di Fra Guida (alias Antonio Mangiafave), del Progetto Gedeone, e di Maria Antonietta Sacco, Assessore del Comune di Carlopoli, con la consegna ai protagonisti di un attestato di “Ambasciatori della Calabria”, hanno concluso una serata che ha saputo portare cultura contemporanea in un luogo che è stato teatro di una cultura millenaria.

attestato ambasciatori calabria

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di: Raffaele Cardamone

Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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