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“Lo sguardo di Clio. Luci e ombre nella Storia”: recensione del libro di Armando Orlando

di Adriano Macchione –

È ancora fresco di stampa, dopo tanta attesa, l’ultimo libro di Armando Orlando, scrittore e storico di San Mango d’Aquino. L’ultimo, dopo una lunga serie di opere, da tutti apprezzate.

Orlando, dai settori d’interesse molto vasti, ha spaziato, nel suo lungo percorso letterario, in quasi tutti i campi che gli hanno permesso di soddisfare le sue molteplici indoli culturali. È stato giornalista, poeta, romanziere, saggista e storico.

Sotto queste ultime vesti ha regalato, con riconosciuto acume e preparazione, varie opere sulla storia del territorio di nascita, facente parte della mitica zona archeologica di Terina e Temesa, argomento su cui ha dimostrato sempre una profonda conoscenza di storia e di luoghi. Ma non solo. Anche sulla storia della regione, in generale, ha lasciato la sua impronta di storico raffinato, con la produzione di importanti opere sulla Calabria intorno al Mille, sulla Calabria del Settecento e dell’Ottocento.

L’ultimo libro è Lo sguardo di Clio. Luci e ombre nella Storia (CLE, marchio del Gruppo Rubbettino, pagine 298), che già solo per il titolo s’incanala sulle orme di molti storici noti che hanno usato “Clio”, titolo quindi glorioso e comunicativo di per sé.

Orlando, in quest’ultima occasione, fa una storia molto dettagliata – che si perde nei secoli – di un argomento oggi di grande attualità, quale l’immigrazione sul suolo calabrese (e anche italico) di genti provenienti da altre parti del Mediterraneo.

Lo stile è sempre lo stesso, avvolgente e mai dispersivo. Il contenuto del libro enciclopedico, per l’enormità di date, citazioni, eventi narrati. La storia prende forma e si muove come se fosse oggi ancor viva e pulsante e non ammantata dalla polvere del tempo.

L’autore parte dalle origini del fenomeno e lo fa seguire passo passo nei secoli, presentandone la varietà e le varianti. L’ordine della narrazione è rigorosamente cronologico, così come in altre sue opere storiche. Questa tecnica, precisa e coinvolgente, permette al lettore di avere un quadro approfondito di quanto avvenuto, senza pause narrative o buchi neri nel racconto. Il ritmo, a volte, diventa anche incalzante e le citazioni sono una breve pausa per respirare.

Non è un Orlando cattedratico che parla ad una platea di lettori già con conoscenza della materia e ai quali espone i suoi pareri e i suoi giudizi, ma è un Orlando che – seppure con la modestia che lo ha sempre contraddistinto – assume le vesti di guida del lettore che per la prima volta si affaccia, con una sete di vera conoscenza, su questo argomento.

La narrazione, con la sua precisione di date, luoghi e fatti – come detto – avvolge e coinvolge, soprattutto se il lettore vuole avere un quadro dettagliato sul complesso fenomeno e non un veloce riassunto che, alla fine, niente lascia e niente dà.

Sono libri con obiettivo senso critico, quelli di Orlando, infinitamente propedeutici per chi poi intende proseguire, su ogni argomento, dalla Calabria intorno al Mille, dalla Calabria del Settecento e dell’Ottocento, e poi sulla storia dell’immigrazione, su un percorso personalmente più critico. Da non perdere.

Adriano Macchione

di: La redazione

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