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L’IC Rodari di Soveria Mannelli e Carlopoli ha portato in scena a Roma “La valigia” di Corrado Plastino

Alla fine dello scorso mese di ottobre, i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” di Soveria Mannelli e Carlopoli hanno portato la loro “valigia” fino a Roma.

La valigia” è infatti il titolo di un dramma di Corrado Plastino, docente della scuola, con il quale hanno già trionfato quest’anno al prestigioso Festival Teatro Scuola di Altomonte, e che ora hanno portato anche sul palcoscenico del Teatro Punto Luce di Roma, una struttura gestita da “Save the children”.

Qui si sono esibiti ben 52 alunni dell’Istituto, per la regia dello stesso Plastino e delle docenti: Giusi Marasco, Emilia Molinaro, Gabriella Sirianni e Cinzia Fiorenza.

Lo scopo dell’attività, che si è svolta durante tutto l’arco di un anno scolastico e che ha avuto in questa esperienza il suo culmine, è stato quello di coniugare la valenza didattica del teatro e lo studio di un preciso periodo storico. In questo caso si è affrontato il tema della promulgazione delle leggi razziali da parte del regime fascista e la successiva deportazione degli ebrei del ghetto di Roma, nel tragico 16 ottobre 1943.

La storia de “La valigia” si dipana attraverso il racconto di una nonna alla nipote, con un ricordo tenero e poetico dell’innamoramento di lei tredicenne nei confronti di un ragazzo ebreo che frequentava la sua stessa classe, fino ad arrivare a quello tragico di come questi sia dovuto uscire – da un giorno all’altro – dalla sua vita proprio a causa delle leggi razziali del 1938 che impedivano tra l’altro ai giovani ebrei di frequentare le scuole pubbliche.

La valigia del titolo è poi una sorta di oggetto magico, una sfera di cristallo, o sarebbe meglio dire – per i nostri giovani ipertecnologici – un proiettore olografico, che consente in qualche modo, durante lo spettacolo, alla storia raccontata di prendere forma e diventare reale.

A Roma, i giovani attori si sono consentiti due repliche: la prima per un pubblico adulto, tra cui erano presenti molti di quelli che, ancora bambini, riuscirono a scappare e a mettersi in salvo dalla deportazione ad Auschwitz; la seconda per gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Martin Luther King” di Roma, con il quale l’I.C. “Rodari” si è gemellato per l’occasione.

Tutti gli spettatori sono rimasti molto colpiti dalla storia e dalla bravura dei ragazzi. Probabilmente pensavano di assistere a una semplice recita scolastica, ma si sono trovati di fronte a una vera e propria rappresentazione teatrale, a un testo maturo, poetico e ricco di efficacissime trovate sceniche.

Lello Dell’Ariccia, testimone dei fatti del 16 ottobre 1943, che aveva già avuto modo di conoscere l’IC “Rodari” per esservi venuto qualche anno fa a parlare de “Il giorno della memoria”, al termine dello spettacolo, è salito sul palco e, trattenendo a stento le lacrime, è riuscito a dire:

<< Se questi sono i risultati del mio andare nelle scuole per testimoniare cos’è stata la Shoah, allora vuol dire che è stato fatto un ottimo lavoro. >>

Gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “Martin Luther King” di Roma, accompagnati dai loro docenti e dalla Dirigente Scolastica, hanno assistito allo spettacolo in religioso silenzio, attentissimi e con il fiato sospeso.

Alla fine, la Dirigente dell’IC “Rodari”, Enrica Pascuzzi, ha potuto raccogliere i complimenti della sua collega della scuola di Roma, che ha lodato la professionalità dei ragazzi e dei docenti, affermando che non avrebbe mai creduto di poter assistere a uno spettacolo così bello e significativo, “uno spettacolo che potrebbe tranquillamente essere inserito in cartellone dai principali teatri di Roma”.

Inoltre, è intervenuta Miriam Dell’Ariccia, un’altra testimone dei fatti del ‘43, che potrebbe essere definita per la sua storia la Anna Frank italiana, per fortuna con ben altro destino. Mettendo momentaneamente da parte la grande commozione, Miriam è riuscita a elogiare l’autore del testo, Corrado Plastino, “per essere riuscito a rendere chiaro tutto ciò che abbiamo provato in quei drammatici giorni, scrivendo una storia coinvolgente ed emozionante.

Alla comunità ebraica di Roma sono stati consegnati i doni del Sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, i DVD delle tante rappresentazioni teatrali della scuola, ed è stato letto un messaggio del Sindaco di Carlopoli, Mario Talarico, scritto per l’occasione.

di Raffaele Cardamone

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di: Raffaele Cardamone

Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro.
Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale.
Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro.
Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI).
Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet).
Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing “ilmiolibro.it”.

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