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Lega Spi Cgil: “smantellati” i servizi socio-sanitari, opera a mezzo servizio il Pronto Soccorso

Decollatura – La Lega SPI CGIL del Reventino denuncia la grave condizione in cui son ridotti i servizi socio-sanitari.

Gli interventi di natura socio-assistenziale per rispondere ai crescenti bisogni degli anziani e delle fasce deboli della popolazione tardano a decollare. In più, la situazione sanitaria si aggrava di giorno in giorno. Non c’è area della Calabria nella quale non si denuncino disservizi che giungono a casi estremi e irreparabili.

Si rinnovano incontri, si stipulano protocolli, si perpetuano promesse e le condizioni peggiorano. Si inaugurano con pomposi tagli di nastri aperture di reparti o di servizi che hanno poca durata, disvelando una realtà che si mostra sempre più drammatica.

Nella nostra zona, quella del Reventino, da tempo si è giunti vicini al collasso di ogni presidio che possa consentire un minimo di vivere civile.

Sta reggendo a fatica il sistema scolastico, minato da un costante decremento demografico.

Nei Trasporti e nella Sanità c’è totale abbandono.

Dopo lo svuotamento dei reparti dell’ospedale di Soveria Mannelli, son state quasi del tutto annullate le degenze (ne sono rimasti 8-10 generici), si sono tenuti in esercizio alcuni servizi ambulatoriali, sempre più insicuri e saltuari.

Un paio di anni addietro fu ristrutturato il Pronto Soccorso, ammodernandone ambienti e funzionalità.

Si ebbe una sontuosissima manifestazione di inaugurazione. Si ascoltarono parole di impegno e rassicurazioni di efficacia-efficienza di un servizio sanitario alla “altezza dei tempi”. Sembrava si volesse riparare in parte ai torti da sempre subiti da quel presidio ospedaliero, che, prima di essere “sgomberato”, per alcuni decenni aveva costituito un sicuro riferimento per un vasto bacino montano, di utenti a cavallo delle due province.

Dopo pochi mesi si è rivelato un grande bluff, perché via via si sono svuotati e chiusi i punti di raccordo con cui i medici del Pronto Soccorso avrebbero dovuto e potuto “dialogare” per assumere un completo quadro clinico dei bisogni terapeutici del paziente, intanto steso sulla barella o, se in attesa, su di uno dei tanti bei lettini sistemati nelle stanzette di attesa.

Niente è più possibile: all’arrivo al Pronto Soccorso, la “presa in carica” consiste nella compilazione di una scheda, nella somministrazione di antidolorifici, coadiuvanti, di pillole e di iniezioni occorrenti al caso, per sentirsi dire “di più non possiamo fare”, aggiungendo, sempre valutando i rischi e le urgenze del caso, che si può tentare di telefonare per individuare una disponibilità di posto letto, a Lamezia Terme, a Catanzaro, a Vibo Valentia, a Soverato… anche a Cosenza, fino a Castrovillari.

Da qualche giorno dopo le ore 12.00 quel Pronto Soccorso non ha più in breve tempo il riferimento dei risultati di analisi, perché il laboratorio non fa servizi pomeridiani.

I prelievi devono essere trasferiti a Lamezia Terme e attendere. Ancor peggio. Si sta apprendendo che dopo le ore 14,00 le autoambulanze chiamate attraverso il 118 se arrivano, arrivano senza medico a bordo.

Negli ultimi tempi la sanità è divenuta materia da Caserma dei Carabinieri e da Procura della Repubblica.

E’ giusto rivolgersi per denunciare. Ma non è la strada della risoluzione.

In questi paesi dove crescono solo gli indici di invecchiamento e di impoverimento è necessario uno scuotimento delle coscienze, individuando iniziative d’urto.
Civilmente e determinatamente, le amministrazioni comunali dell’intero territorio dovrebbero superare gli assopimenti generali e l’adattamento a considerare “normale” il declino che ci sta avvolgendo.

La Lega farà con decisione la sua parte.

Decollatura, 19 agosto 2019

Responsabile SPI – CGIL Lega del Reventino
Angelo Falbo

di: Angelo Falbo

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