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“Le parole e il silenzio” di Antonio Pulerà presentato a “Il Maggio dei Libri”

Antonio Pulera a Il Maggio dei Libri 1Prosegue la campagna nazionale “Il Maggio dei Libri” nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura nella crescita personale, culturale e civile. Nell’appuntamento svolto a palazzo Nicotera di Lamezia Terme, è stato presentato il libro di Antonio Pulerà, originario di Decollatura, docente di filosofia ed autore di “Le parole e il silenzio”. Insieme a lui il dirigente scolastico del Liceo Campanella di Lamezia Terme, il professor Giovanni Martello, anche lui docente di filosofia ed autore di un libro su Francesco Fiorentino.

“Un libro che offre spunti di riflessione sconfinati in un continuo passaggio tra filosofia e psicanalisi – ha esordito il professor Martello che ha aggiunto come – si tratta di un’opera ampia che racchiude tutta la filosofia che va dall’800 al ‘900 con riferimenti anche ad autori precedenti tra i quali Cartesio e Kant”.

Un’opera frutto di un lavoro durato anni che si basa sull’assioma secondo cui “per parlare bisogna pensare e per pensare serve pensare razionalmente”.  “In un mondo invaso dal pensiero inautentico – aggiunge Martello – non si pensa l’essere e ci sfugge l’autenticità della vita. La filosofia è un universo complesso; una spirale che si avvolge su se stessa”.

Il lavoro del professor Pulerà si propone di evidenziare le contraddizioni che da sempre si trova a fronteggiare la riflessione speculativa, provando a “ruotare” intorno alla filosofia. “Questo libro voleva essere una cura per me stesso, ma poi mi sono abbandonato alla scrittura e ho cercato condivisione nel pubblico” così ha spiegato poi l’autore parlando delle ragioni che lo hanno spinto ad iniziare un’opera così complessa. “Un lavoro – ha aggiunto – dove si propone un nuovo percorso in quel labirinto che è il pensiero, insieme ad un tentativo di comprendere le realtà”.

In questo processo interpretativo profondo, il linguaggio riveste un ruolo primario poiché si pone tra la “Parola” (a cui la filosofia ha smesso di dare la “caccia”) ed il “silenzio”, in tutte le sue declinazioni.

“Sono nella misura in cui parlo: cioè sono presente – ricorda l’autore il quale  ha fatto poi riferimento alla società di oggi definita “liquida”, secondo la definizione data da Bauman e dove l’essere perde la sua autonomia gettato in un ambito comunicativo che lo determina. Successivamente si è poi soffermato sul fatto che “l’individuo non esiste: è ridotto ad un nulla che si risolve negli altri”. Un mondo basato sulla necessità di dover comunicare qualcosa, un “mondo del linguaggio” lo definisce l’autore, laddove ciascuno attinge a modelli linguistici preesistenti.

Pulerà che nella sua opera si propone di entrare in modo analitico all’interno della filosofia di Heidegger, Pierce, Lacan e non solo, si dice subito consapevole della difficoltà dei temi affrontati e anche del fatto che non si riuscirà mai forse a mettere la parola fine a queste riflessioni.

Antonio Pulera a Il Maggio dei Libri 2“Un libro che va ruminato e che ha diritto ad una profonda riflessione, vedendone i limiti come una risorsa” ha chiosato il professor Martello inserendosi nella discussione tra autore e pubblico.  Lo stesso Heidegger nella sua opera principale, “Essere e tempo”, capisce che il linguaggio della filosofia non sta più al passo con i problemi nuovi che si pone l’uomo e sembra quasi arrendersi di fronte a ciò. La pubblicazione di Pulerà tenta quindi di indagare, confutare e rielaborare tante certezze del pensiero umano il quale a sua volta viene destrutturato e analizzato con sistematicità, continuando nel solco già tracciato da Freud.

Alla base resta sempre il legame inscindibile che lega linguaggio ed essere, in un periodo definito “post filosofico” e in cui non sarebbe possibile nemmeno una morale assoluta per come la aveva immaginata Kant basata sulla ragione, ma essa può trovare solamente un’eventuale legittimazione metafisica e più specificatamente religiosa.

Un lavoro che lo stesso autore ha definito incompleto, ma si tratta di una condizione irrinunciabile poiché davanti a temi come le parole ed il silenzio, “ad un certo punto della ricerca ci si deve fermare per non perdere di vista la scientificità”, che a detta del professor Pulerà deve contornare non solo le scienze esatte, ma anche e soprattutto la filosofia. “Non esistono tante conoscenze ma una sola ed il compito della filosofia – ha concluso –  è proprio quello di riordinare analiticamente le varie nozioni apprese, dando alla mente umana una struttura ordinata ed una capacità rinnovata di lettura critica della realtà”.

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di: La redazione

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