lunedì , 16 Settembre 2019
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L’ANPI del Reventino raccoglie le firme per un NO a difesa della Costituzione

CostituzioneSabato 11 e domenica 12 giugno, nei comuni di Decollatura, Soveria Mannelli e Carlopoli, la Sezione Intercomunale del Reventino dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), ha raccolto le firme per il NO al Referendum Costituzionale che si terrà il prossimo mese di ottobre e per l’abolizione della Legge elettorale detta “Italicum” ad esso strettamente collegata, in un disegno complessivo del governo teso a creare un forte squilibrio tra i poteri dello Stato, in opposizione evidente alla volontà e alle lungimiranti precauzioni che i nostri Padri Costituenti avevano ritenuto opportuno di dover prendere.

Inoltre, la locale sezione dell’ANPI annuncia prossime iniziative sul territorio entro la fine di giugno e soprattutto a partire dal mese di agosto e cioè in prossimità del Referendum Costituzionale, che si è reso necessario proprio perché le riforme non hanno avuto in Parlamento la cosiddetta “maggioranza qualificata” e cioè ottenuta con una percentuale superiore ai due terzi dei parlamentari.

Ecco quindi come si esprime l’ANPI, in un volantino redatto allo scopo e distribuito per spiegare ai cittadini del Reventino le ragioni del NO alle modifiche costituzionali:

ANPI<<  Ci sono tre comportamenti che emergono da sempre in ogni Stato quando si devono affrontare crisi generali di natura politico-economica: i governanti, in politica estera, se la prendono con gli altri; i governanti, in politica economica interna, se la prendono con i “diritti” conquistati dai lavoratori ed emanano leggi che ne smantellano le tutele; i governanti, in politica istituzionale, se la prendono con la Costituzione.

Anche da noi sta succedendo questo. Per sfuggire ai reali problemi della crisi in atto, che è di natura politico-economica, generale e nazionale, il Governo Renzi ha avviato, a occhi bendati, una baraonda contro la Costituzione ancora vigente. Annunciando il referendum con un ricatto: o vincerà il SI o si “dimetterà”, come se dopo di Lui potesse “finire il mondo”; allarmando gli elettori, come se la bocciatura delle modifiche provocasse la permanenza di “immobilismo”, da addebitare al “bicameralismo perfetto”, e gli “inciuci”; allettando gli elettori sulla demagogica questione dei “costi della politica”.

Sono argomenti falsi e ingannevoli. In verità si stravolge l’equilibrio dei poteri a vantaggio dell’Esecutivo-Presidente del Consiglio (oggi Renzi, domani chi lo sa) che, con una legge elettorale distorsiva della rappresentanza, avrà poteri spropositati che assorbono il potere legislativo e assoggettano il potere giudiziario, aprendo ad avventurismi autoritari e  reazionari.

No ReferendumIl “bicameralismo perfetto” non è vero che crea immobilismo, e non consente di “fare leggi”: è vero invece che l’Italia ha fatto più leggi dell’Inghilterra, della Francia e della Germania messe insieme! Si fanno infatti troppe leggi e magari troppo sbagliate. Con le modifiche resterà un bicameralismo imperfetto con la conseguenza  di   procedure più conflittuali tra Camera e nuovo Senato (che avrà temporanee maggioranze variabili a ogni turno elettorale di gruppi di Regioni). Cosa fare allora per velocizzare le procedure legislative? Basta modificare i Regolamenti.

Gli “inciuci” sono oggi favoriti da comportamenti trasformisti. 385 parlamentari hanno cambiato “casacca”. Alcuni, premiati, hanno incarichi di Governo! Nascono dalla decadenza del costume politico, etico e culturale e non dalla Costituzione.

Le modifiche più che ridurre i costi (20-30 milioni), riducono gli spazi di democrazia istituzionale. Il Senato resta, composto da consiglieri regionali e alcuni sindaci coperti da immunità e impegnati su due fronti (?) sempre a carico del denaro pubblico, con rimborsi, indennità, spese di funzione e di permanenza ancora di più non controllabili preventivamente. Se si vogliono davvero ridurre i “costi della politica” ci sono tanti aspetti e settori in cui intervenire.

ItalicumNon c’è bisogno di restringere la rappresentanza e amputare le istituzioni democratiche costituzionalmente nate dalla Liberazione.

Difendiamo le finalità democratiche, l’integrità e l’equilibrio delle istituzioni repubblicane volute dalla Carta Costituzionale.  >>

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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