venerdì , 20 Settembre 2019
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L’AGCI Calabria esprime preoccupazione per la crisi di mercato delle aziende olivicole

Sulla situazione di crisi di mercato che sta colpendo le aziende olivicole, con un comunicato pervenuto in redazione, lancia l’allarme l’Agci Calabria (Associazione generale cooperative italiane) che richiede contestualmente l’attuazione di concreti interventi.
Uno stato di preoccupazione sul quale intende porre l’attenzione che riguarda il settore olivicolo-oleario che da alcuni anni è afflitto da una grave crisi che coinvolge sia il mercato interno che quello internazionale, al punto da compromettere seriamente la sopravvivenza di numerose aziende.
La presenza sul mercato di gruppi industriali con posizioni dominanti e la concorrenza di paesi come Spagna, Grecia e Tunisia, hanno di fatto bloccato le contrattazioni e generato un crollo dei prezzi così comportando lo stato di crisi di tutto il comparto. Nonostante l’eccellente qualità dell’olio italiano, ed in particolare di quello calabrese, i produttori non riescono ad ottenere prezzi di mercato sufficienti a poter sostenere le relative spese di produzione – quanto afferma il presidente regionale Gennaro Raso – per fare un esempio, l’olio tunisino greco e spagnolo, che rappresentano il 75% del totale delle importazioni italiane, costano entrambi meno di quello italiano, che all’ingrosso viene venduto a 3/4euro al kg. Tanto e’ dovuto al fatto che il costo del lavoro in questi paesi, sono inferiori rispetto ai nostri. Le imprese italiane, quindi, spesso sono costrette a vendere il loro prodotto sotto costo, o addirittura non venderlo affatto.
Le aziende si accingono ad affrontare la campagna olearia 2019/2020 nonostante ancora non abbiano venduto l’olio prodotto nel corso delle campagne precedenti (2017/2018 e 2018/2019). Ciò potrebbe causare un grave danno alle aziende che, in parte, hanno già affrontato i costi per la nuova produzione e certamente non sono nelle condizione di sopportarne altre.
La problematica, peraltro, è resa ancor più annosa dalla difficoltà di approvvigionamento finanziario. Una situazione, quest’ultima, di certo non più sostenibile per la quale necessita un tempestivo intervento, posto che, altrimenti, gli agricoltori saranno costretti ad abbandonare gli uliveti così andando incontro ad un’inevitabile crisi occupazionale.
Infatti, la Camera di Commercio, Industria e Artigianato e Agricoltura di Bari, per mancanza di contrattazione tra produttori e mediatori/venditori non classifica l’olio d’oliva.
Pertanto, si chiede agli organi regionali, al presidente della giunta Mario Oliverio ed all’assessore delegato all’agricoltura Mauro D’Acri un incontro urgente per affrontare la problematica insieme agli altri attori del settore.
La problematica se non affrontata diventerà, sicuramente, oggetto di ripercussione anche di ordine pubblico.
Il presidente regionale AGCI CALABRIA
Gennaro Raso

di: La redazione

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