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La Radio Libera a San Mango D’Aquino, era il 1976

di Armando Orlando –

Era il tempo delle radio libere. Un quotidiano costava 150 lire, un biglietto del tram 120, un chilo di pane 450 e il salario medio di un operaio era di 150 mila lire al mese. Allora, solo 89 famiglie su cento possedevano un televisore in bianco e nero, 77 una lavatrice e 93 un frigorifero; le automobili in circolazione erano 27 ogni cento abitanti. Parlo del 1975, l’anno in cui finisce la lunga guerra del Vietnam, Eugenio Montale riceve il Premio Nobel per la letteratura, il Partito Comunista avanza nelle amministrative, Benigno Zaccagnini è eletto segretario della Democrazia Cristiana, muore Pier Paolo Pasolini, la maggiore età è fissata a 18 anni ed esce il quotidiano “La Repubblica”. Le sentenze della Corte Costituzionale dichiarano l’incostituzionalità di alcuni aspetti del monopolio pubblico e le radio libere, o indipendenti, o alternative – come si diceva allora – spuntano in ogni angolo d’Italia fino ad arrivare nelle piccole località di provincia.

Le radio trasmettono nello spazio lasciato libero nella modulazione di frequenza. La prima in assoluto a iniziare le trasmissioni è Radio Parma, il 1° gennaio del 1975, seguita da Radio Milano International (marzo 1975) e Radio Roma (16 giugno 1975). Alcuni magistrati le condannano, altri ne permettono l’esistenza; sopravvivono, ovviamente quelle che trasmettono musica. Chi trasmette notizie politiche vive continuamente sotto la minaccia del sequestro. E mentre la Corte di Cassazione brucia la pellicola del film Ultimo tango a Parigi di Bertolucci, la Corte Costituzionale stabilisce la legittimità delle trasmissioni televisive locali. È una sentenza storica, che conferma la rottura del monopolio Rai nel campo dell’informazione (già sancito nel 1974) e che liberalizza l’etere consentendo le trasmissioni in ambito locale.

Siamo nel 1976, e la radio libera è attiva anche a San Mango d’Aquino, un paese della Calabria che supera di poco la soglia di 2.000 abitanti e che sorge sul versante di una collina litoranea che scende verso il fiume Savuto e che si affaccia sul mar Tirreno. Il cantautore italiano Eugenio Finardi, nella canzone La radio, dice: Amo la radio perché arriva dalla gente/entra nelle case e ci parla direttamente/se una radio è libera ma libera veramente/piace anche di più perché libera la mente. Il 1976 è l’anno del terremoto in Friuli con oltre mille morti, del Torino che vince lo scudetto, di Gimondi che è primo al Giro d’Italia, della diossina che esce da una fabbrica di Severo inquinandone il territorio, di Tina Anselmi prima donna della storia d’Italia a diventare ministro. È anche l’ultimo anno di Carosello, una delle trasmissioni più popolari della televisione italiana, unico spazio dedicato alla pubblicità – che allora veniva chiamata reclame – prima dell’avvento indiscriminato delle interruzioni che ormai colpiscono pure i telegiornali e il televideo.

La radio libera a San Mango d’Aquino arriva per iniziativa di una quindicina di giovani, che investono poche lire per l’acquisto di attrezzature e arredi. Il resto lo fanno i cittadini, che si mobilitano spontaneamente e forniscono gratuitamente una grande quantità di dischi. La posizione geografica del paese è buona e iniziano le trasmissioni. Nasce così Radio San Mango Libera, che trasmette in FM su 102,500 MHz e il segnale si diffonde in tutta la Valle del Savuto (e del Reventino ndr), riuscendo a coprire sia i paesi di montagna come Rogliano che i centri della costa tirrenica come Amantea e Campora. Ed è proprio da queste zone (principalmente da Campora S. Giovanni) che arrivano i primi proventi pubblicitari, che si vanno ad aggiungere al contributo volontario degli operatori economici sammanghesi. I collaboratori della radio diventano numerosi e fanno a gara per scrivere i testi delle pubblicità; poi, insieme, si sceglie il testo ritenuto più idoneo a convincere gli ascoltatori. Il successo giunge all’improvviso. Radio S. Mango Libera diventa il punto di riferimento di tutta la zona e mobilita sostenitori e ascoltatori in entrambe le province di Catanzaro e Cosenza.

È la prima esperienza radiofonica del circondario e non trasmette solo musica. Angelo Raso inventa due trasmissioni diventate famose: prima Ditelo con un disco e poi Una canzone per te. Mario Sacco dedica una lunga serie di puntate ai cantautori. Molti altri giovani di San Mango, un numero veramente impressionante, si dedicano a mantenere in vita le trasmissioni, che sono rigorosamente in diretta. Poi la radio viene acquistata da Angelo Raso e nel 1977, con il nome di Radio Antenna Centrale, ottiene l’iscrizione nel Registro Stampa del Tribunale di Lamezia Terme. Non solo musica, dunque, ma trasmissioni di carattere sociale, politico e culturale. Per molti mesi, puntualmente alle ore 13, viene diffuso un giornale radio condotto in studio da Antonio Sposato, con il quale ho collaborato nei miei brevi periodi di permanenza a San Mango. In quegli anni lavoravo a Roma e ogni occasione (Natale, Pasqua, Ferragosto…) era buona per tornare in Calabria e dare il mio contributo alla riuscita dell’iniziativa. Conservo ancora alcuni fogli di appunti con le notizie del giorno, e conservo pure il testo degli editoriali che andavano in onda: Già dai titoli si intuiscono l’intensità dell’impegno profuso e l’attualità degli argomenti trattati: Gli indiani d’America, Rivolta o rassegnazione, Occupazione in Calabria, Fare sindacato oggi, Tradizioni popolari e pubblici poteri, L’avventura di Carlo Pisacane, Gli armamenti nel mondo, Ricordo di Aldo Moro, Consumismo e qualità della vitae tanto altro.

Con Rogliano, che sorge in provincia di Cosenza, i rapporti diventano frequenti e quando anche in quel paese sono fondate altre radio libere, lo scambio tecnico e culturale diventa intenso. La fotografia che correda queste note rappresenta la testimonianza di questi rapporti e ci ritrae assieme a Luigi M. Perri, diventato poi giornalista Rai.

Qualche anno dopo, in un libro troveremo scritto: «Ascoltare la radio di San Mango, per noi di Rogliano, è come mettersi in contatto con la BBC». Non solo musica, abbiamo detto. Mentre Bob Dylan e Joan Baez infiammano i giovani di tutto il mondo, e mentre in Italia De Gregori conta Alice, Pietrangeli Contessa, Lucio Dalla Gesù Bambino e Baglioni. Questo piccolo grande amore, la radio di San Mango continua le sue trasmissioni, diffonde in diretta musiche popolari come La 134 strenna e ospita incontri e dibattiti politici. Ricordo che persino la caduta di un Consiglio comunale di Nocera Terinese è stata anticipata in diretta da un consigliere che partecipava ad una trasmissione. Nel 1978 sono andate in onda la selezione e la premiazione del primo concorso pubblico di Poesia di San Mango, al quale hanno partecipato persone di Nocera, San Mango, Martirano, Altilia, Grimaldi, Cleto, Aiello e Cosenza, e i membri della giuria presenti in studio erano importanti personalità dell’epoca: il poeta Giuseppe Arabia di Rogliano, il prof. Ernesto Adamo di Nocera, il dottor Angelo Monaco di San Mango, le insegnanti di scuola media Villella e Garagozzo di Lamezia. In quell’occasione sono stati fatti conoscere al pubblico due nomi destinati a lasciare una grande impronta nel panorama poetico locale: Eugenio Chieffallo e Carmine Augusto Ferrari. Questa è stata la radio libera di San Mango d’Aquino.

Poi il mondo è andato avanti, la concorrenza si è fatta agguerrita, gestire una radio è diventata un’impresa economica, il lucro ha preso il sopravvento sullo spontaneismo e sul volontariato, le tecnologie si sono evolute, le regole sono diventate rigide e l’avventura è finita. Tenuta in vita da altri volenterosi (Antonio Iera, Mauro Mastroianni), la radio, con denominazioni diverse, continua le trasmissioni alternandosi a lunghi periodi di interruzione, fino a chiudere definitivamente i battenti nella prima metà degli anni Ottanta. Negli anni successivi si sono ripetuti a San Mango alcuni tentativi di mettere in piedi una stazione radio. E i tentativi si 135 ripetono ancora oggi, mentre scrivo queste note. Tentativi lodevoli. Alcuni dei quali hanno dato un risultato. Ma le esperienze sono durate poco. Troppo poco. Quello che manca in questo tempo attuale, e non solo in riferimento alla creazione di una radio libera… quello che manca, dicevo, è l’entusiasmo. Il segreto e il successo di Radio San Mango Libera è stato proprio l’entusiasmo. Ora ci sono più mezzi a portata di mano, ci sono disponibilità finanziarie che allora non avevamo, c’è anche – in qualcuno – un po’ di spirito di sacrificio… ma manca la cosa essenziale: l’entusiasmo. Non a caso, l’entusiasmo è la cosa che più si ricorda di Radio San Mango Libera. Quell’entusiasmo che era stato capace di coinvolgere un’intera comunità, la quale aveva ritrovato un poco di unità e si era riconosciuta in un comune senso di appartenenza. Unità e senso di appartenenza che si manifestavano puntualmente ogni giorno, all’ora del Giornale radio, quando la voce stentorea di Antonio Sposato (Totonno per gli amici) risuonava in ogni rione, in quelle rughe che un tempo erano luoghi di vita e di socialità e che oggi appaiono realtà disgregate, abbandonate e solitarie.

Con l’autorizziazione dell’autore ripubblichiamo. Articolo contenuto nel libro: PaginaTre di Armando Orlando – giugno 2014 – www.sassinellostagno.it

di: La redazione

La redazione
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