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Il territorio Reventino-Savuto si candida al Piano nazionale di sviluppo delle Aree Interne

foto Barca 2Soveria Mannelli – Si aggiunge una nuova e importante tappa al percorso iniziato due anni fa dai Comuni dell’area del Reventino-Savuto che, con a capofila il Comune di Carlopoli, avevano presentato un progetto al Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, istituito proprio con l’obiettivo di realizzare interventi volti al riequilibrio economico-sociale e allo sviluppo economico delle aree sottoutilizzate del Paese.

A questo proposito, lo scorso 7 luglio, è approdata a Soveria Mannelli la Commissione ministeriale che ha il compito di esaminare le candidature e selezionare le Aree Interne che rientreranno nel relativo Piano nazionale di sviluppo, finanziato con fondi comunitari 2014-2020, tra cui appunto quella presentata dall’area del Reventino-Savuto.

foto Barca 1All’audizione pubblica, ospitata presso la sede dell’ex Comunità Montana (oggi sede del GAL), hanno partecipato: il Dirigente generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Barca, i rappresentanti della Regione Calabria, i Sindaci dei Comuni coinvolti, i rappresentanti dell’imprenditoria locale, della scuola, delle associazioni e della sanità.

La dottoressa Sabrina Lucatelli, nell’introdurre i lavori, ha evidenziato la grande opportunità che viene offerta alle Aree Interne, che sapranno mettere in campo “visione strategica e capacità progettuale”, per proporre concretamente servizi e investimenti finalizzati a uno sviluppo che contrasti lo spopolamento.

Il sindaco di Carlopoli, Mario Talarico, quale portavoce dei quattordici sindaci dell’area “Reventino-Savuto” (Soveria Mannelli, Decollatura, Serrastretta, Cicala, Carlopoli, Confenti, Motta S. Lucia, Bianchi, Colosimi, Panettieri, Parenti, Scigliano, Pedivigliano e Carpanzano) ha illustrato la vocazione del territorio per il turismo, sottolineando la carenza dei servizi di trasporto e di altre importanti infrastrutture.

Durante l’audizione, sono state evidenziate le difficoltà degli imprenditori agricoli, del settore del legno e manifatturiero, soprattutto nella commercializzazione dei prodotti. La Scuola e le associazioni, dal canto loro, hanno manifestato la voglia e l’interesse di promuovere il territorio come occasione di sviluppo culturale e anche di promozione di lavoro.

Il coro è stato unanime nel mettere il dito sulla piaga dei servizi, soprattutto trasporti e sanità, che, più di ogni altra cosa, sono causa dello spopolamento del territorio. Ma lo è stato altrettanto nel mettere in evidenza, nonostante difficoltà e criticità, i punti di forza e le risorse dell’area del “Reventino-Savuto”, indispensabili per realizzare un progetto di sviluppo unitario, quali la coesione sociale, la capacità di pervenire a scelte univoche, la progettualità, la collaborazione nella gestione dei servizi della pubblica amministrazione.

foto Barca 3Fabrizio Barca, nel tirare le conclusioni, ha evidenziato quello che a suo avviso è stato il punto forte emerso dall’audizione pubblica: la diffusa imprenditorialità che dimostra capacità e spirito di cooperazione, come segnale importante che aiuta le amministrazioni pubbliche a risolvere i problemi. Poi ha illustrato come il Progetto per le Aree Interne può favorire l’individuazione di strategie e assicurare assistenza tecnica, ciò sempre a partire dalle persone con la loro capacità di “visione” strategica. Barca ha inoltre evidenziato come il territorio presenti una buona propensione alla vita della persona, mentre allo stesso tempo manca la recettività. Positivo anche il dato di un tasso di specializzazione manifatturiera pari a quello della media nazionale. Ha poi proposto, in base alle caratteristiche del territorio, una riflessione su quattro elementi strategici: l’agricoltura (bisognerà individuare le criticità che incidono sui costi); la convivenza (puntare sulla voglia di vivere assieme); le donne giovani (come elemento di innovazione della società);  la manifattura e conoscenza associata a un’agricoltura ospitale. Tutte cose che richiedono “conoscenza e contenuto cognitivo”, rendendo pertanto importante il ruolo della scuola nella sperimentazione di nuove idee e progetti che potranno successivamente andare a regime.

di: La redazione

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