venerdì , 20 Settembre 2019
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Il naufragio del Pd sul caso Sea Watch

di Matteo Cosco –

L’immigrazione è la sfida e il vettore di crisi più divisivo del nostro tempo. Il tema sul quale si giocherà il futuro delle democrazie nei prossimi anni è quello dell’integrazione. Che le opinioni a riguardo siano discordi e polarizzate è insito nella natura stessa della democrazia e del tutto consueto; lo è molto meno che il composito carrozzone chiamato PD, non abbia ancora elaborato una politica unitaria e condivisa sul tema nonostante sia stato al governo per tutta la sedicesima legislatura.

L’eccessiva litigiosità e fragilità, causata dall’incapacità di tenere insieme le varie anime, sono il grande limite e difetto del PD e della Sinistra in tutta la sua storia repubblicana. Mentre i renziani restano in silenzio, dopo aver barattato con l’Europa un briciolo di flessibilità con l’accoglienza unilaterale e deregolamentata; si contrappongono la linea dei porti chiusi di Minniti con la becera propaganda antitaliana di Orfini e Del Rio, che solidarizzano con il capitano Carola Rackete per aver violato la legge italiana e aver speronato la GdF. Per una lezione circa la sovranità non limitata della Repubblica italiana, essi farebbero bene a rivolgersi ad un socialista che risponde al nome di Bettino Craxi durante la crisi di Sigonella.

In questo grottesco e surreale teatro dell’assurdo a richiamare all’ordine i “compagni” (si fa per dire ormai) Orfini e Del Rio, ecco ergersi a paladino e  strenuo difensore dello Stato di diritto niente meno che “l’immacolato“ Vincenzo De Luca, il quale nell’attesa tra una frittura di pesce e l’altra, deve aver ben riflettuto sull’importanza del rispetto della legge, affermando giustamente: “Chi viola le leggi e pretende di entrare nei nostri confini, deve essere arrestato, non c’è niente da fare. Il fatto che i parlamentari del Pd non abbiano colto questo aspetto del problema è un altro atto di ottusità politica”. Perfino a Romano Prodi, uomo non proprio di Destra per usare un eufemismo, risulta difficile giustificare in toto l’azione svolta dai parlamentari del PD.

Sentir dire dall’ex-ministro dei trasporti: “In caso di necessità si possono violare le leggi”, è indice di mancanza di senso dello Stato ed irresponsabilità politica e civile, la stessa dimostrata dalla “Capitana” tedesca a capo di un’imbarcazione olandese, che ha ben pensato di infrangere la legge italiana: prima attraccando senza autorizzazione nel porto di Lampedusa, poi speronando la GdF. Se è vero che secondo il diritto internazionale bisogna salvare tutte le vite umane in mare portandole nel porto sicuro più vicino, è altrettanto vero che ad eccezione della Libia (che non può considerarsi un porto sicuro), Malta, Grecia, Spagna e Tunisia potevano essere l’approdo adatto alle esigenze umanitarie che Carola Rackete con tanta dedizione voleva assolvere. Condurre invece una battaglia politica sulle spalle di 42 naufraghi per 16 giorni, non sembra proprio una nobile prerogativa, ciò dovrebbero comprenderlo ancor di più coloro i quali dicono di riconoscersi nell’anima solidale e comunitaria della sinistra.

Senzalice

La linea dura interpretata da Marco Minniti atta ad intrattenere rapporti con le autorità libiche per frenare gli sbarchi è stata avversata dal naufrago Orfini, che preoccupato per i diritti umani, ha presentato una risoluzione insieme a Leu e +Europa per chiedere la fine della cooperazione con Tripoli. Così facendo l’intellighenzia di sinistra ha bollato come non solidale ed inumana il buon lavoro svolto da Minniti al Viminale.

Probabilmente, la soluzione all’immigrazione, se si vuole operare l’integrazione controllata, non può essere né l’accoglienza tout court predicata da Orfini e Del Rio; né la strategia della tensione comunicativa usata da Salvini per far percepire un problema strutturale con cui dovremo fare i conti nei prossimi anni, come un’emergenza contingente. La quadratura del cerchio potrebbe risiedere nell’accoglienza diffusa e controllata, realizzabile soltanto attraverso un’equa redistribuzione delle quote migranti tra tutti i paesi europei e grazie ad operazioni quali Frontex e Sophia ora interrotte, soltanto così si potrà praticare un’integrazione consapevole e cauta.

La sinistra deve ritrovare se stessa prima che sia troppo tardi, il “vero naufragio politico” è quello del PD, a cui si potrebbe ricordare scomodando Seneca che: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.

FONTI USATE:

di: La redazione

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