venerdì , 20 Settembre 2019
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Il grande giorno di Badolato etico, il borgo trendy che non poteva morire

di Domenico “Mimmo” Lanciano –

Badolato di Calabria, uno dei borghi più antichi, belli e caratteristici del Mediterraneo, era destinato a morire, come tanti altri, per il forte ed inarrestabile spopolamento dovuto principalmente all’emigrazione degli abitanti verso la sua Marina e verso il resto d’Italia e del mondo in cerca di lavoro e di modernità.

Poi, nel 1986 qualcuno (un filosofo, forse) con la semplice ma accorata idea-prototipo del “paese in vendita” ha deciso di ritrovare, con rabbia ed ironia, quella ribellione tipica del popolo calabrese contro la Storia, il fato e la rassegnazione.

Ed ecco che, dopo 33 anni di respirazione bocca a bocca, Badolato si può dire “borgo risorto”, un po’ per la decisa e corale volontà umana e un po’ per un altro tipo di destino (spontaneo o creato apposta, la Storia chiarirà) che ha fatto accostare la nave Ararat stracolma di migranti.

Insomma, aiutati che Dio ti aiuta. Tra tutti coloro che si sono adoperati a far rivivere il borgo, con 20 anni di presenza amorosa e amorevole quasi continua, è la film-maker veneta Imelda Bonato, dal 1999. Approdata pure lei a sèguito dell’Ararat, è stata folgorata dalla bellezza e, in particolare, dai valori di profonda e antica umanità di Badolato. Così ha deciso di raccontare tale folgorazione attraverso la sua video-camera. Lei, donna del nord, ma universale.

In attesa di un film più lungo, discorsivo e penetrante, nel 2002 la Bonato (con al suo attivo già altri significativi lavori cinematografici, alcuni dei quali premiati a livello nazionale) ha dedicato al borgo e alla sua gente il cortometraggio “Badolato il paese luminoso” di 22 minuti (stessa durata del film “Il Volo” del famoso regista tedesco Wim Wenders quasi sul medesimo tema).

Preludio al lavoro maggiore, Bonato con “Badolato il paese luminoso” anticipa le emozioni e le annotazioni poi sviluppate nel film in prima presentazione assoluta nell’agosto 2019, “Badolato amata terra mia tra cielo e terra”.

Mai definizione fu più bella e calzante non soltanto per la comunità badolatese, così struggente e veemente, ma pure per l’antichissima terra di Calabria, per tutto il sud Italia e, più in generale, per tutti i sud del mondo depredati da tutti i nord del mondo.

Infatti, nel film che Imelda Bonato ha presentato, prima per i soli invitati e poi per il grande pubblico, sotto sotto si “scontrano” due distinte proto-filosofie: il tempo etico di Badolato e della Calabria (pure come prima Italia e come emblema di tutti i sud del mondo) e i tempi amorali della globalizzazione che tutto risucchia a propri fini, senza guardare in faccia a nessuno.

Una bella ed appassionante sfida tra i tempi pacati del borgo e i tempi frenetici dell’arrivismo senza arrivi del mondo super-veloce di oggi, tanto veloce ed ebbro da far perdere la propria identità.

Tutti perdenti, alla fine? Forse sì, però Badolato ha un valore in più, non ha perso la propria più antica anima. Cosa non di poco conto, oggi come oggi.

Pure per questo Badolato, nell’agosto 2019, ha vissuto l’esaltazione del suo più grande giorno, quello etico-universale di cui è detentore.

Da qui la sua maggiore attrazione vitale e rigenerativa, il suo essere al mondo, il suo “trend” (per dirla all’odierna maniera).

E oggi è il grande giorno per Badolato, pure perché il film della Bonato è sintesi di ben 33 anni di pacata e sapiente “rivolta” popolare per sopravvivere e magari tornare vivere con tipica eticità. La gente di Badolato è da sempre gente che lotta e non permetterà più che la sua antica “culla di pietra” possa sgretolarsi sotti i colpi della cattiva globalizzazione. La gente di Badolato non è più sola. In suo soccorso ecco, sono arrivati i numerosi neo-badolatesi intervenuti a sostenere e ad abbracciare il borgo e la sua “civiltà eponima” che lega tutti i popoli del mondo nell’amicizia, nella solidarietà, nel riconoscersi “nati per la bellezza ed il benessere etico”. Una necessità. Una missione.

Imelda Bonato e Badolato

Si legge sulla copertina del DVD di “Badolato amata terra mia tra cielo e mare”: “Quanto pensiero e quanta nostalgia per questo borgo, l’immagine di un tempo antico, tutto raccolto, ampio e stretto allo stesso tempo. Le case aggrappate le une alle altre, sembrano tenersi insieme come in un abbraccio”. Per questo film e per tutta la sua “Opera omnia” a Imelda Bonato è stato assegnato il “Gran Premio delle Generazioni”. Riconoscimenti giungeranno anche dal natìo Veneto, in particolare da Noventa Vicentina, ultima sede della famiglia Bonato derivata dall’antico popolo dei Cimbri, insediatosi nel nord-est italiano (altopiano dei Sette Comuni) dal lontano secondo secolo dopo Cristo, provenienti prevalentemente dalla Danimarca e forse anche dalla Germania. Un popolo mitico che si cerca nel più antico mito jonico. Forse non a caso, in Badolato Marina, da oltre un decennio c’è un cospicuo insediamento di famiglie danesi che hanno costruito un proprio villaggio … “tra cielo e mare”. La vicendevole attrazione Nord –Sud è confermata ancora una volta. A Badolato e in Calabria, però, soltanto nel nome dell’accogliente sole e mare del Sud, proprio in questa terra sospesa nel tempo “tra cielo e mare”, appunto. Forse non a caso.

L’Università delle Generazioni ritiene che sia ormai giunto il momento di una rilettura di tutti i numerosi film realizzati dal 1986 al 2019 sul borgo e la gente di Badolato (come paese in vendita o come paese di accoglienza o come borgo trend) attraverso un’apposita rassegna, pure per capire come hanno visto questa terra e questo popolo coloro i quali si sono interessati a questo borgo-prototipo, in fretta e furia o con più pacatezza, per motivi di veloce lavoro video-giornalistico o per stimoli etici ed artistici. L’estate 2020, meglio se in piazza, potrebbe essere il periodo migliore per questa rilettura collettiva, da cui potrebbe essere realizzata una pubblicazione a stampa o web ben sistematica e duratura. Il grande giorno di Badolato è un giorno molto lungo, quasi come quello della storia umana.

LA MINI-SCHEDA DEL FILM

Regia e testo Imelda Bonato – Voci Anna Maria De Luca e Attilio Mela – Musica Danilo Gatto, Marasà e I Giambellani – Riprese Imelda Bonato, Nicola Murace e Vincenzo Spasari Montaggio Valerio Finessi – DVD PAL stereo – Durata 66 minuti – Foto di retrocopertina Franco Muià – Copyright Imelda Bonato 2019.

Domenico “Mimmo” Lanciano

UNIVERSITA’ DELLE GENERAZIONI associazione culturale e agenzia-stampa informali dal 1993 Responsabile: dr. Domenico Lanciano * tel. 0039-334-7727454 * [email protected] * Viale Castelnuovo 33 – 86081 Agnone del Molise * Italy * tel. 0039-0865-79034

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